17 Ottobre 2013 11 commenti

The Tomorrow People – L’ABC del supereroe secondo CW di Francesco Martino

Un po’ di X-Men, un po’ di Arrow, e via così

The Tomorrow People (2)

Lo scorso anno CW era riuscita a scrollarsi di dosso l’infamante titolo di “network con il peggior serial supereroistico della storia” producendo, con ottimi risultati, Arrow, l’adattamento televisivo dell’eroe DC Freccia Verde.
La scorsa settimana è andato in onda il pilot di The Tomorrow People, la nuova serie con i super poteri che, al contrario dei suoi predecessori, non prende spunto da nessuna opera cartacea… in teoria. Sì perché la caratteristica più evidente di questa serie, e soprattutto della sua première, è quella di essere riuscita a condensare in soli quaranta minuti almeno una decina di luoghi comuni (o tòpoi, se volete essere più gentili) provenienti dalla mitologia fumettistica.

The Tomorrow PeopleIl plot è tanto semplice quanto efficace, e vede il giovane Stephen farsi strada tra i problemi tipici dell’essere un adolescente in un qualsiasi prodotto mediale moderno. Solo e sfigato come pochi, il ragazzo soffre anche di disturbi del sonno, problema che lo porta ogni mattina a svegliarsi in un posto diverso (ad esempio nel letto dei vicini) e che porta la povera madre a spendere dollari su dollari nel tentativo di trovare la cura giusta. Imbottito di psicofarmaci, Stephen paga la mancanza del padre, scomparso misteriosamente anni prima, ed è vittima -cliché- dei bulli della scuola. A peggiorare la situazione ci si mette una voce femminile nella testa del ragazzo, un tormento che fa precipitare Stephen nella disperazione convincendolo della sua totale follia. La realtà è però un’altra: il ragazzo fa parte di un gruppo di mutanti chiamati i Tomorrow People – che si autodefiniscono homo superior, Stan Lee ha già chiamato i suoi avvocati – dotati di una serie di poteri da loro sintetizzati nelle tre “T”: telecinesi, telepatia e teletrasporto.
Gli uomini del domani vivono però in segreto, braccati dall’Ultra, un gruppo semi governativo capitanato dal cattivissimo Jedikiah Price (interpretato da Mark Pellegrino, l’uomo che era Dio in Lost e poi ha venduto l’anima alla CW) e che usa alcuni mutanti come cacciatori per stanare i propri simili.
In un tripudio di luoghi comuni veniamo a scoprire non solo che Stephen è una specie di eletto, capace di usare un’infinita gamma di poteri, ma anche che – spoilerissimi – il padre, che come dicevamo era scomparso tempo prima, era in realtà leader del super gruppo, dato per disperso nel tentativo di cercare la terra promessa dei Tomorrow People.

Ciò che non convince del nuovo prodotto di Greg Berlanti (già creatore di Arrow e del meno felice No Ordinary Family) è proprio l’eccessiva presenza di cliché tipici del mondo supereroistico, un abuso che rischia di rendere meno credibile, specie agli occhi di chi è già abituato a questo tipo di atmosfere, quanto di buono presente nella serie. Si perché in fondo The Tomorrow People è dotato di un cinismo e di una pragmaticità che lo rendono un ottimo prodotto mordi e fuggi, senza alcun tipo di pretesa se non quella del puro intrattenimento, e senza la volontà di costruire nulla di The Tomorrow People (4)eccessivamente pretenzioso.
Dovendo fare un paragone con Agents of SHIELD – serie inevitabilmente “cugina” – ne esce il ritratto di due serie agli antipodi, con toni e immagini differenti, destinate a due platee quasi opposte ma non per questo inconciliabili, perché figlie della comune radice del comic americano. L’importante, per The Tomorrow People, sarà mantenere le sue qualità di serie votata al’intrattenimento dello spettatore, senza però scadere nel plagio puro.

Perché seguirla: è un buon prodotto di puro entertainment
Perché mollarla: scopiazza fin troppo il fumetto americano e, per questo, risulta decisamente poco originale



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