7 Ottobre 2015 12 commenti

È iniziata la dodicesima stagione di Grey’s Anatomy, ma nessuno se n’è accorto di Eleonora Gasparella

E così siamo arrivati alla dodicesima stagione di Grey’s Anatomy

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Autunno: cadono le foglie, si torna a lavorare, le giornate si accorciano e arriva inesorabile il momento in cui il faccione di Meredith Grey si riaffaccia mollemente ai nostri schermi del computer.

Come molti di voi sapranno, Grey’s Anatomy è una serie che va avanti da dieci anni, ciò significa che alla prima puntata io e i miei amici eravamo un gruppo di poco più che ventenni che si approcciava curioso a questo nuovo medical. Erano tempi in cui il panorama seriale non era così vasto, le puntate si guardavano perlopiù in italiano e nel genere dominava ancora E.R, anche se Clooney se ne era andato già da un po’ ed era schiattato pure il Dottor Greene.

Ricordo benissimo la sensazione di novità e di freschezza che portò la serie creata da Shonda Rhimes, quando ancora era una sceneggiatrice e non la dominatrice dell’universo. Ricordo la prima volta che ho visto Izzie, Christina, Alex, Burke, la Bailey e la stessa Meredith: personaggi giovani, belli, per quanto con caratteri tagliati un po’ con l’accetta, storie appassionanti che scorrevano tra un caso pazzesco e l’altro sullo sfondo del Seattle Grace. Sono usciti da poco i primi due episodi della stagione numero dodici e la domanda è nata spontanea: perché abbiamo sempre meno voglia di ricominciare a guardare una stagione di Grey’s Anatomy? Cercherò di analizzarlo in pochi punti.

1. Sono tutti morti

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La maggior parte dei personaggi interessanti è morta o è scappata da Seattle, e del resto, come biasimarli. Provate voi ad avere a che fare con Meredith Grey e la sua monoespressione per 10 anni e poi ne riparliamo. Purtroppo quelli che sono rimasti non hanno saputo riempire il vuoto lasciato da quelli che se ne sono andati, ed è un dato di fatto, non il pensiero di una trentenne nostalgica. Meredith: ti muoiono attorno, fatti due domande.

2. Sono finite le sfighe

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Shonda ha finito la scorta di catastrofi naturali dopo: disastro aereo, sparatorie, bombe nel corpo dei pazienti, blackout, terremoti, annegamenti, serial killer, voragini nell’asfalto. Senza dimenticare gli incidenti automobilistici, già riciclati in più puntate. Cosa potrebbe ancora inventarsi alla dodicesima stagione, dato che il discorso zombie è già stato affrontato da altre serie? Una nuova era glaciale a Seattle? Un’invasione aliena?

3. Siamo oltre Beautiful

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Le relazioni tra i personaggi non dicono più niente, tutti sono già andati a letto con tutti e abbiamo ormai già da tempo superato il livello Beautiful. Le storie d’amore che durano più di una stagione diventano una sbobba noiosa (leggi alla voce April-Avery) ma anche il gioco delle coppie lascia il tempo che trova. Questo per via della già citata debolezza dei personaggi, che sembrano fluttuare come ectoplasmi da una relazione ad un’altra, à la “mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare”.

4. Meredith Grey

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C’è sempre Meredith Grey. Questo è il principale problema di Grey’s Anatomy. Sappiamo tutti, purtroppo, che la serie si chiama come lei perciò lei non potrà mai andarsene, e se questa è una cosa su cui potevamo chiudere un occhio fino alla quinta, sesta stagione, alla dodicesima non si può più francamente accettare.  Ellen Pompeo ha una sola espressione da almeno sei anni e senza più Christina e Derek che le garantivano un minimo spessore, è rimasta solo lei: un inutile complemento d’arredo. Allo stesso tempo, oltre ad esserci annoiati dei protagonisti, a nessuno frega nulla dei nuovi specializzandi, non ci interessa cosa faranno o chi diventeranno, e l’ennesimo nuovo bel dottorino non sposterà certo l’ago della bilancia.

È un’analisi un po’ cinica, è vero. Dispiace, perché abbiamo seguito questa serie dall’inizio, ne abbiamo visto i fasti e abbiamo assistito all’inesorabile discesa. È altrettanto vero che, arrivati a questo punto, continueremo a guardarla aspettando il giorno in cui le staccheranno la spina, ma la guarderemo così, annoiati, per riempire i buchi tra una serie migliore e l’altra. Grey’s Anatomy se n’è andata da un pezzo e, a meno di qualche guizzo, non credo che la ritroveremo neppure in questo dodicesimo capitolo.

Non ho voluto infierire, ma lo spartiacque tra quando Grey’s Anatomy era una buona serie e il momento della discesa nell’abisso è stata la puntata musical. Ve la ricordate tutti la puntata musical, vero? Quella che vi ha fatto sanguinare occhi e orecchie? Ecco, quello è accaduto davvero, e sono cose che non si possono cancellare dalla mente.



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