26 Settembre 2017 5 commenti

Young Sheldon – L’atteso (e temuto) spin-off di The Big Bang Theory di Diego Castelli

Avventure di un piccolo nerd

Young Sheldon (2)

Come accade a buona parte delle serie che durano molto a lungo e che subiscono un tot di alti e bassi, The Big Bang Theory è passata dall’essere la sitcom rivoluzionaria e amatissima dei primi anni, a un prodotto che un gran numero di persone segue ancora con affetto (presente!) ma che ha creato anche un sottobosco di scontenti che l’hanno mollata o, se non l’hanno fatto, ne denunciano l’impoverimento rispetto ai primissimi anni.
In questo contesto, l’inserimento di un concept come Young Sheldon, il prequel che racconta l’infanzia di Sheldon Cooper, si porta dietro l’ovvia opportunità di sfruttare un personaggio già forte di per sé, ma anche un discreto margine di rischio, proprio perché è inevitabile un certo pregiudizio di chi, non vedendo il motivo per l’ulteriore prolungamento di The Big Bang Theory, storce il naso di fronte all’aggiunta (addirittura!) di una nuova serie appartenente allo stesso universo.
La paura, insomma, era quella di trovarsi di fronte a una purissima operazione commerciale, uno show senz’anima che allungasse semplicemente un brodo che molti vedono già annacquato.

YOUNG SHELDON is a new half-hour, single-camera comedy created by Chuck Lorre and Steven Molaro, that introduces "The Big Bang Theory's" Sheldon Cooper (Iain Armitage), a 9-year-old genius living with his family in East Texas and going to high school. YOUNG SHELDON will have a special Monday launch behind the season premiere of THE BIG BANG THEORY on Sept. 25 (8:30-9:00 PM, ET/PT). On Nov. 2, YOUNG SHELDON will move to its regular time period, Thursdays (8:30-9:00 PM, ET/PT) on the CBS Television Network. Photo: Robert Voets/CBS ©2017 CBS Broadcasting, Inc. All Rights Reserved.

Da questo punto di vista, Young Sheldon è una buona sorpresa, perché Chuck Lorre e Steve Molaro hanno evitato un paio di errori pacchianissimi che avrebbero minato l’operazione fin dal principio. In particolare, hanno fatto quello che potevano per far sì che Young Sheldon non fosse semplicemente una “copia giovane” di The Big Bang Theory.
Il cambio di paradigma lo si nota fin dal formato. Young Sheldon è una sitcom single camera, quindi niente impostazione teatrale e niente risate di sottofondo, e anche i riferimenti alla vita adulta di Sheldon (che pure ci sono, strizzatine d’occhio ai fan di lungo corso) non diventano così ossessivi da impedire alla nuova serie di avere una vita sua. L’obiettivo abbastanza dichiarato, insomma, è quello di costruire qualcosa che possa essere visto anche indipendentemente dalla serie madre, e questa è già una buona cosa.

Ma i cambiamenti non finiscono qui, perché Young Sheldon non è diversa solo nel formato, ma anche nello spirito e negli obiettivi. Scavando all’interno di dinamiche che in The Big Bang Theory rappresentano solo uno degli ingredienti dello show (cioè il rapporto di Sheldon con la madre e, per estensione, con la sua famiglia d’origine), gli autori spostano il fuoco da un prodotto che deve far soprattutto ridere, a un altro che sia in primo luogo simpatico e tenero.
Molto più simile, per sensazioni che cerca di trasmettere, a una The Goldbergs piuttosto che a TBBT, Young Sheldon racconta la vita di un bambino in qualche modo sbilanciato, con enormi doti in certi campi e palesi mancanze in altri, un po’ le stesse cose che abbiamo visto anche in serie come Atypical. Ma soprattutto, usando il passo più lento e ragionato di una commedia che non deve per forza piazzare la gag ogni venti secondi, si concede lo spazio per approfondire altri temi, come il rapporto con la madre, il padre e i fratelli.

YOUNG SHELDON is a new half-hour, single-camera comedy created by Chuck Lorre and Steven Molaro, that introduces "The Big Bang Theory's" Sheldon Cooper (Iain Armitage), a 9-year-old genius living with his mother (Zoe Perry), father and two siblings in East Texas and going to high school. YOUNG SHELDON will have a special Monday launch behind the season premiere of THE BIG BANG THEORY on Sept. 25 (8:30-9:00 PM, ET/PT). On Nov. 2, YOUNG SHELDON will move to its regular time period, Thursdays (8:30-9:00 PM, ET/PT) on the CBS Television Network. Photo: Robert Voets/CBS ©2017 CBS Broadcasting, Inc. All Rights Reserved.

Basterebbe dire (ed è l’unica, minima concessione agli spoiler che faccio) che in The Big Bang Theory il primo momento di tenerezza con protagonista Sheldon è arrivato boh, dopo dieci, venti, trenta puntate? Qui non bisogna nemmeno aspettare il secondo episodio. E questo perché il racconto non verte sulla famiglia “scelta” dal protagonista, quel gruppo di amici e colleghi con cui Sheldon può essere se stesso fino ai limiti del parossismo, bensì sulla sua famiglia di sangue, composta da persone normali con cui è necessario gestire un rapporto diverso.
Ovviamente la dinamica principale è quella con la madre, una persona con cui Sheldon ha poco da spartire a livello intellettuale, ma con cui instaura un rapporto comunque umano e quasi “normale”, uno dei pochi della sua vita.
Ottime in questo senso le due principali scelte di cast: Iain Armitage (che abbiamo già visto in Big Little Lies) ha la faccia perfetta per uno Sheldon sempre strambo, ma necessariamente più tenero e angelico rispetto alla sua controparte adulta, ma è soprattutto la scelta di Zoe Perry a funzionare. Figlia di Laurie Metcalf, cioè l’attrice che interpreta la stessa mamma di Sheldon in TBBT, la Perry assomiglia alla madre in tutto ciò che conta, nella fisicità, nelle espressioni, in quelle sopracciglia alzate da mamma un po’ bigotta che cerca di tenere dritta la precaria barra spirituale della famiglia. Ma è soprattutto una madre che, pur non potendo condividere il dono del figlio, cerca di dargli la vita migliore possibile, un dettaglio che si percepiva già in The Big Bang Theory, ma che là non si poteva esplorare troppo, per questioni di stile complessivo e di bilanciamento dei pesi narrativi.

Young Sheldon (1)

Ma quindi questa Young Sheldon è una figata totale, la vendetta di Chuck Lorre contro i suoi detrattori, la serie che tutti dovremmo guardare questo autunno?
No, momento, non ho detto questo.
A fronte di molti pregiudizi che vedevo in rete, di molto veleno già pronto a essere sputato, ci tenevo a sottolineare come Young Sheldon abbia molti meno difetti del previsto, e abbia una sua dignità proprio perché cerca di essere diversa dalla serie madre, senza diventarne una goffa copia carbone. Ciò detto, però, riprendo il paragone con The Goldbergs: siamo in presenza di una comedy graziosa, simpatica, spesso tenera, ma per la quale al momento non è il caso di spendere paroloni. Un po’ perché di ragazzini strambi e famigliole bizzarre ne abbiamo già viste a bizzeffe, e un po’ perché la scrittura non riesce quasi mai ad elevarsi oltre una generale, zuccherosa simpatia. Non c’è il sottile cinismo filosofico di Malcom in the Middle, né la creatività surreale di Parks and Recreation o il ritmo calibratissimo di una Modern Family.
Al momento è una comedy media, che si può guardare con piacevolezza, ma che non cambierà la vita di nessuno. In base alle aspettative che avevate, decidete voi se essere sorpresi in positivo o in negativo (o se non essere sorpresi affatto, of course).

Perché seguire Young Sheldon: Chi si aspettava un prodotto posticcio e superfluo, perfino irritante, scoprirà invece una serie molto più centrata e ragionata del previsto.
Perché mollare Young Sheldon: Pur superando certe pessimistiche aspettative della vigilia, non va oltre il livello di comedy “media”.



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