7 Dicembre 2017 4 commenti

The Marvelous Mrs Maisel: su Amazon ironia e dialoghi brillanti dalla creatrice di Gilmore Girls di Roberta Jerace

Con The Marvelous Mrs Maisel Amy Sherman-Palladino piazza un ritorno in grande stile

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Se non vi è mai passato per la mente di guardare o apprezzare Una mamma per amica, non preoccupatevi, questa serie potrebbe comunque fare al caso vostro.

The Marvelous Mrs. Maisel è una nuova serie Amazon Studios creata da Amy Sherman-Palladino (Gilmore Girls, Bunheads), per raccontare la storia di una casalinga ebrea che nella New York degli anni ’50 scopre il suo talento comico.
Fin dai primi minuti rintracciamo l’inconfondibile cifra stilistica della Sherman-Palladino: i dialoghi serrati pieni di riferimenti alla cultura popolare americana e di tagliente humor esplicito e non solo. Se non avete voglia di concentrarvi sui sottotitoli o ascoltare raffiche di parole mitragliate sullo spettatore, se guardate le serie tv sonnecchiando tra una scena e l’altra, allora questo non è lo show per voi.
Non tanto perché potreste perdere qualcosa della trama, che è pressoché spoilerata per intero nelle sinossi in cui potreste imbattervi, ma perché vi perdereste la parte più godibile della serie, ossia l’arguzia degli scambi di battute e tutto quel sottotesto che rappresenta la vera chiave di lettura della protagonista.



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Con The Marvelous Mrs. Maisel la Sherman-Palladino fa un salto di qualità, anzi di maturità. Non più legata al pubblico di riferimento della soft-comedy per famiglie, è qui libera di far esprimere i suoi personaggi in modo scurrile e con una disinvoltura sessuale che ben si coniuga con i linguaggi della serialità contemporanea.
Le tecniche di ripresa (mastershot in primis), la scintillante e ipercolorata ambientazione anni ’50, e la raffinatissima scelta musicale mai lasciata al caso, avvicinano la forma della serie quasi a un musical alla La La Land (anche se musical non è, sia chiaro!) e tutto questo serve a catturare l’attenzione dello spettatore come i fuochi d’artificio per un bambino.

Midge Maisel è una vulcanica giovane donna della middle-class ebraica, in equilibrio perfetto tra un’accettabile forma di ribellione e la voglia di inserirsi in quello stesso gioco di ruoli visto nei propri genitori. Gioca a fare la casalinga, la madre e la moglie perfetta (a tal proposito incredibile la sequenza della sua routine notturna), così organizzata da riuscire a sostenere il marito e persino agevolare le sue velleità artistiche.
Spoiler Alla prima prova fallita ecco che però il marito la lascia bruscamente, confessandole, come nel più banale dei cliché, il tradimento con la segretaria semidecerebrata.
Legittimo aspettarsi il crollo, che avviene come da copione. Solamente che il crollo avviene su un palco e assume la forma di un rustico ma trascinante pezzo da cabaret tra drammatico e comico, che vira sempre più in quest’ultima direzione fino a suscitare un incontenibile effetto esilarante sul pubblico.
È qui la vera bellezza del pilot ed è ciò che sappiamo da subito salverà Mrs. Maisel, la sua capacità di elaborare attraverso l’ironia. Elaborare i suoi piccoli grandi drammi, la propria quotidianità, la società che la circonda e il suo personale ruolo in essa, ma soprattutto il suo essere donna. Fine Spoiler

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Come tutte le serie anche questa ha dei difetti. I personaggi sono tanto freschi e brillanti quanto in parte artefatti, poco realistici, perché tratteggiati per essere messi a servizio della comicità della serie. Finiscono quindi per essere uniformati proprio dal ritmo sostenuto degli scambi verbali acuti e serrati. La Palladino si porta dietro questo problema da tanto e non riesce neanche stavolta a risolverlo del tutto, tanto che, nel tentativo di differenziare i personaggi, li impacchetta tutti in tipici stereotipi: il rigido professore universitario ebreo, la madre dell’upper west side che prepara la figlia alla vita come ad un perenne concorso di bellezza, la manager mascolina scorbutica e sagace che si nasconde dietro il bancone del bar etc.
Fortunatamente, però, i personaggi sfuggono almeno in parte alle loro stesse gabbie, grazie alla capacità recitativa del cast tra cui riconosciamo volti più e meno noti come Tony Shalhoub (Detective Monk), Alex Borstein (Family Guy, Shameless) e soprattutto Rachel Brosnahan (House of Cards, Manhattan, Crisis in six Scenes), vortice ipnotico dal quale è impossibile sfuggire e che meritava finalmente uno spettacolare ruolo da protagonista.

Perché seguire The Marvelous Mrs. Maisel: perché ci si diverte senza aver il tempo di pensare ad altro.
Perché non seguire The Marvelous Mrs. Maisel: se proprio non vi piace la Sherman-Palladino e non sopportate l’idea di leggere frasi complesse in un tempo brevissimo.

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