30 Settembre 2020

Filthy Rich – Il ritorno soapposo di Kim Cattrall di Diego Castelli

L’ex Samantha di Sex and the City alle prese con marito fedifrago e figli illegittimi

Pilot

Nel grande mondo delle recensioni esistono le recensioni complicate, le recensioni facili, e poi quelle che potremmo definire “le recensioni che si scrivono da sole”. Che non vuol dire che ci azzecchino per forza (qualunque cosa significhi “azzeccarci”), ma che semplicemente nascono da serie (o film, o libri) che non fanno alcuno sforzo di essere altro rispetto a quello che si intuisce dopo 5 minuti di pilot.
Ebbene, a questa categoria sembrerebbe (condizionale d’obbligo) appartenere anche Filthy Rich, nuova serie di FOX con Kim Cattrall, l’ex Samantha di Sex and the City, che doveva debuttare già la scorsa primavera e che poi è stata spostata all’autunno per problematiche relative alla pandemia da Covid.

In Filthy Rich, Cattrall interpreta Margaret, co-fondatrice di Sunshine Network, una rete televisiva iper-religiosa che fra pubblicità, vendite online e in generale la raccolta di adepti e seguaci vari, è arrivata a valere più di due miliardi di dollari. Margaret è sposata con Eugene (interpretato da Gerald McRaney, quello di Agli ordini papà), che pare tanto buono e caro, ma in realtà la tradisce ogni volta che può. Quando l’aereo di Eugene precipita e l’uomo viene dato per disperso, viene fuori la scabrosa verità: oltre a quelli avuti da Margaret, Eugene ha altri tre figli da tre donne diverse, e li ha pure messi nel testamento, tanto che ora i tre, che di questa storia non sapevano alcunché, finiscono per entrare nella famiglia con tutti gli scompigli del caso.

Filthy Rich, se non si fosse capito, è una grossa soappona, un drama fatto di tradimenti, faide familiari, figli ambiziosi, scontri fra classi sociali, brama di potere e denaro, il tutto nella classica ambientazione da “schifosamente ricchi” che tante fortune ha portato a questo genere di racconti.
Ed è per questo che la recensione si scrive da sola, perché Filthy Rich è esattamente quella cosa lì, né non prova a essere altro, almeno in queste battute iniziali. Chi ama questo genere di storie può trovarci tutto il cucuzzaro di sordidi segreti e gossip sfrenato che da sempre le caratterizza, e può abbandonarsi con un sospiro a un intreccio pruriginoso che si può seguire con facilità spegnendo il cervello. Chiaramente, dall’altro lato, chi nella serialità cerca una scrittura di livello, una messa in scena di grande impatto, e un’idea di fondo che sia un minimo originale, probabilmente deve guardare altrove.

Però la vera domanda è: se la guardiamo per quello che è, una soappona senza pensieri, Filthy Rich funziona o no? Ecco, probabilmente è presto per dirlo, ma verrebbe spontaneo sparare un “nì”. E questo, banalmente, perché non è così “filthy”. L’idea di fondo tutto sommato ci sta, il pilot presenta una buona quantità di personaggi sufficientemente diversi fra loro, e si chiude con cliffhanger abbastanza ovvio, ma che comunque stuzzica a sufficienza. Ma per una serie che, da titolo, dovrebbe trasmettere un senso di sporco, sudicio, peccaminoso, quello che effettivamente vediamo è abbastanza all’acqua di rose, sia in termini visivi che narrativi. Non è insomma una serie che stupisce particolarmente, né scegliendo avvenimenti impensabili (stiamo pur sempre parlando di scappatelle e figli illegittimi), né mettendoli in scena con un ritmo e scelte visive particolarmente ardite.
Di nuovo, è quella roba lì, che magari diverte abbastanza, ma che sicuramente trova un concorrenza parecchio agguerrita nella serialità presente e passata.

E Kim Cattrall? Beh, Kim Cattrall conferma una volta di più che in Sex and the City aveva trovato una dimensione e una scrittura che le calzavano a pennello, e che non avrebbe mai più ritrovato. La sua Margaret, donna tradita ma erosa dalla brama di potere, ha la faccia di granito (e anche un po’ di botox) e non riesce a tirare fuori alcun particolare carisma che non sia, appunto, derivato dai ricordi che abbiamo di lei, che però sono ormai un po’ lontani.

Perché seguire Filthy Rich: è una soappona tutta tradimenti e intrighi, che non aspira a essere quello che non è e promette un tranquillo intrattenimento di genere.
Perché mollare Filthy Rich: se non piace il genere, ovviamente, ma pure se piace, l’impressione è che non sia una serie devastante.



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