14 Marzo 2022

Serial Moments 518 – Dal 6 al 12 marzo 2022 di Diego Castelli

Fidanzate ritrovate, mamme perentorie e mogli arrembanti

ATTENZIONE! SPOILER MESTI DI KILLING EVE, THE WALKING DEAD, PAM & TOMMYTHIS IS GOING TO HURT, THIS IS US, THE MARVELOUS MRS MAISEL

6.Killing Eve 4×03 – Manette?
C’è qualcosa di deliziosamente strano nel fatto che in questo episodio Eve fa arrestare Villanelle non appena se ne presenta la concreta occasione. In una serie giunta alla quarta stagione, in cui il rapporto strano e morboso fra una killer e l’agente segreta sulle sue tracce ha prodotto innumerevoli situazioni surreali e grottesche, il fatto che a un certo punto scatti un normalissimo arresto, cioè la cosa più semplice e realistica possibile in una situazione simile, genera un twist del tutto inaspettato. A meno che non si voglia considerare il tutto come un elaborato gioco erotico di Eve che fa infilare le manette ai polsi di Villanelle, ma vabbè, non esageriamo.

5.The Walking Dead 11×12 – Stephanie, anzi Max
Negli ultimi due episodi si è compiuta la tragedia romantica di Eugene, resosi definitivamente conto che la donna che amava non è mai esistita, perché la tizia che gli hanno spacciato come Stephanie non è quella con cui parlava alla radio, e quella con cui parlava alla radio non si chiama Stephanie. Allo stesso tempo, però, si scopre che non era proprio tutta una truffa, perché la ragazza che per prima l’aveva contattato, cioè Max, è effettivamente la fanciulla graziosa e gentile che lui sperava, cosa che gli lascia tuttora un margine di insperato romanticismo.
Certo che sto Tinder al tempo della pandemia è veramente una roba complicata…

4.Pam & Tommy 1×08 – Una inevitabile mestizia
Devo dire che, nel percorso lungo otto episodi di Pam & Tommy, ho preferito l’inizio alla fine. Mi è parso che le idee migliori della miniserie stessero nei primi episodi, e che poi si sia cominciato a girare in tondo raccontando – doverosamente – le pene inflitte soprattutto alla povera Pamela, ma senza riuscire ad aggiungere eventi di grande rilievo, e senza riuscire ad approfondire in modo più interessante il generico tema del “quel video l’abbiamo visto tutti, ma non ci siamo mai fermati a pensare al fatto che faceva male a qualcuno”. Che è un tema pure legittimo, ma non così nuovo nella riflessione più generale sulla privacy al tempo di internet.
Per questo, forse, le scene migliori del finale mi sembrano quelle che riguardano Rand, il ragazzo che da vittima si era trasformato in carnefice (rubando e facendo circolare per primo il video) e che alla fine tenta una disperata via verso la redenzione pentendosi sinceramente e cercando in tutti i modi di scusarsi e fare ammenda. È nella sua miseria, probabilmente, che si riflette in modo più efficace una generale mestizia che una serie come questa, partorita nel 2022, non poteva evitare di portare con sé, perché alla fine la storia di Pamela Anderson e Tommy Lee è solo inizialmente una storia di glamour, lustrini e successo, e molto presto diventa una mezza tragedia di scarso talento, occasioni perse, e violazioni di privacy.

3.This is Going to Hurt 1×05 – Protagonisti visti da fuori
Il serial moment più evidente della puntata sarebbe la rottura di Adam con il fidanzato, al termine di una serata cringissima in cui il protagonista non riesce a dare manco la più piccola soddisfazione al futuro sposo, crogiolandosi nella sua blanda depressione.
In realtà, però, mi sembra che la scena migliore stia poco prima, quando Adam scopre quale collega aveva formulato il richiamo contro di lui, e si vede spiegare per filo e per segno il problema: Adam risponde al telefono mentre sta lavorando, si assenta senza motivo per farsi i fatti suoi, commette errori che mettono a rischio la vita dei pazienti. È un momento molto potente perché Adam, per noi, è il protagonista sarcastico e interessante che ci parla direttamente, è il punto di vista attraverso cui vediamo tutto e una persona che, pur riconoscendo certe sue problematicità, riconosciamo come pronta e capace. Beh, non è necessariamente così: durante quel dialogo vediamo per la prima volta Adam “da fuori”, e ci accorgiamo del fatto che no, un ginecologo che risponde al telefono mentre sta lavorando sulla vagina nostra o di nostra moglie può essere un buon protagonista di serie tv, ma non un buon medico. E la capacità di This is Going To Hurt di smontare piano piano, pezzo a pezzo, certi cliché del mondo medical, è uno dei motivi più validi per amarla alla follia.

2.This Is Us 6×06 – Matriarca
Siamo vicino al finale della serie, e per Rebecca è il momento di tirare un po’ le fila. Il suo discorso ai figli, con il quale mette in chiaro le sue volontà per quando, presto o tardi, la demenza avrà la meglio su di lei, è un passaggio di grande forza espressiva e comunicativa. Ma non è solo questo, perché si inserisce in una puntata a suo modo rivelatrice di come This Is Us, una serie che si porta sempre appresso il peso gravitazionale di un uomo morto (cioè Jack), sia anche e forse soprattutto una storia matriarcale, il cui vero centro è l’unico personaggio (e l’unica attrice) che è presente in tutti i piani temporali più o meno sempre nello stesso modo, con lo stesso cervello di adulta, cioè Rebecca. Avremo certamente occasione di riparlare di queste temi dopo il finale.

1.The Marvelous Mrs Maisel 4×07-08 – Nuovi percorsi
Ok, questa volta non ce l’hanno offerta in binge watching, ma The Marvelous Mrs Maisel è sembrata comunque finire troppo presto. E se è vero che questa stagione ha rappresentato per Midge una sorta di battuta di arresto professionale, a sua volta trasformatosi in una specie di stallo non proprio efficace per la serie, non sono mancate tante buone ed eleganti cose, soprattutto in questo doppio finale così ricco di battute, divertimento, sorprese e momenti di improvvisa introspezione.
In sede di serial moments è davvero difficile scegliere: c’è il cameo iniziale di Milo Ventimiglia, venuto grande proprio a casa Sherman-Palladino in Gilmore Girls e ormai caposaldo di This Is Us; c’è il racconto di Abe che per sbaglio ha fatto la comunione in una chiesa cattolica; c’è il momento tenerissimo fra lo stesso Abe e l’ex consuocero Moishe, di cui Abe aveva scritto un commosso necrologio quando pensava che stesse per morire; c’è la cena con Jackie Kennedy in cui Midge si mette a fare battute sulle corna senza sapere che la povera, futura First Lady aveva già all’epoca una specie di foresta d’avorio sopra la testa; c’è finalmente lo scoppio della passione con Lenny Bruce, la cui chimica con Midge è la roba più… beh chimica di tutto lo show.
Forse però, per trovare il serial moment vero, dobbiamo andare proprio alla fine, quando dopo una stagione intera passata a rifiutare lavori e opportunità che non le consentivano di dire quello che voleva davvero (ma in realtà anche per paura, dopo la scottatura presa con Shy Baldwin), Midge viene messa proprio da Lenny di fronte alla cruda verità, che cioè dire quello che si pensa al pubblico che si desidera è un privilegio che va guadagnato con il lavoro, e non un diritto di nascita senza il quale non ci si muove (senza contare che nemmeno una volta arrivati a coronare quel sogno si può essere liberi dall’ansia e dagli sguardi incarogniti di chi ci vuole male).
Un momento di grande intensità, in cui parte dell’istinto femminista della serie viene messo da parte così che un professionista di maggiore esperienza rispetto a Midge (solo tangenzialmente un uomo) possa spiegare a una talentuosa artista emergente (solo tangenzialmente una donna) che i desideri si raggiungono con il lavoro, la fatica e perfino il terrore paralizzante, non con i manifesti programmatici e le prese di posizione.
Ora, cara Midge, ti rimane una sola stagione, al termine della quale devi vincere tutto. Altrimenti, come ti ha detto Lenny, ci spezzi il cuore.

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