10 Settembre 2010 1 commenti

Criminal Minds: quando il meccanismo non stanca di Marco Villa

Personalmente sono allergico ai crime classici, quelli da un morto e via. Preferisco quelli che durano più di una sera, che vogliono creare un rapporto lungo e duraturo.
Lo so, sono vecchio e sentimentale.

Sta di fatto che Criminal Minds rappresenta per il sottoscritto la classica eccezione.
La serie segue le indagini dell’unità di analisi comportamentale dell’FBI, ovvero i profiler che – appunto – fanno i profili dei serial killer e li inseguono per mezza america.
E in sostanza, è tutto qui: in ogni puntata JJ, la bionda analista che cura le relazioni esterne (A.J. Cook nota anche come Frangia Letale #1), propone all’unità i casi più scottanti. Il gruppo, guidato da Aaron Hotchner (Thomas Gibson, la metà di Dharma&Greg che non è in Scientology) e composto, tra gli altri da Emily Prentiss (Paget Brewster, nota anche come Frangia Letale #2) decide quale affrontare. Seguono riunione sul jet dell’FBI, indagini, profiling, diavolerie telematiche del nerd di turno, individuazione e – solitamente – risoluzione del caso.



Il cast della prima stagioneUno schema ferreo, senza alcuna deroga o cambiamento, fatte salve alcune doppie puntate.
Eppure, dopo cinque stagioni, Criminal Minds continua a funzionare. Del resto, guardando CSI si aspettano sempre le puntate con i serial killer, perché sono più stimolanti, deviate, perverse. Qui il serial killer c’è sempre, molto spesso ha rituali sadici che pungolano il voyeurismo più morboso e non mancano antagonisti storici, che attraversano intere stagioni o la serie stessa, andando spesso a distruggere le vite dei personaggi.

Proprio con CSI, Criminal Minds condivide inoltre un approccio logico e quasi scientifico all’investigazione, ma a differenza di Grissom & successori & sostituti, ha dalla sua la forza di non disperdere energie narrative. Ogni episodio si concentra infatti su un solo caso: questo permette di entrare a fondo nella psicologia non solo dei protagonisti (meno cose da fare = più tempo per capire come pensano), ma anche dello stesso serial killer.

Criminal Minds è iniziato nel 2005 e va in onda su ABC. Il 22 settembre parte la sesta stagione e – senza spoilerare nulla – pare siano in vista alcuni cambiamenti. A fine anno, o a inizio 2011, è poi previsto uno spin-off, in cui il capo squadra dovrebbe essere Forrest Whitaker, ovvero l’amico dalla faccia rassicurante che tutti vorremmo avere.

p.s. sì, Emily Prentiss l’ho citata solo per poter fare il giochetto delle frangette. Non c’entrava veramente nulla.

Solo 1 commento a Criminal Minds: quando il meccanismo non stanca

  1. Manfredi ha detto:

    penso che la figura di Whitaker in The Shield sia stata sottovalutata un po’ da tutti. Secondo me è stato più bravo di Glenn Close



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