16 Settembre 2010 6 commenti

The Big Bang Theory: la vera sitcom del nuovo millennio! di Diego Castelli

Due nerd e una stragnocca: trio letale per risate assicurate!

Anche oggi in vena di rimembranze… Sapete qual è l’esperienza migliore che possa capitare con il cinema, la musica o la tv? No? Se insistete ve lo dico: provare quasi per caso un prodotto nuovo, senza dargli troppo peso, solo per scoprire che siete inciampati in qualcosa di epocale. Un po’ come vi raccontavo per Glee.

La prima volta che sentii parlare di The Big Bang Theory… non si chiamava The Big Bang Theory. Era solo “una nuova comedy con protagonista due coinquilini nerd che si trovano come vicina di casa una stragnocca”. Malgrado la presenza della parola “nerd”, che solletica sempre la mia curiosità (per immedesimazione, suppongo), non ero particolarmente emozionato. Il cast non aiutava: conoscevo solo Johnny Galecki per Pappa e Ciccia, e Kaley Cuoco, attrice di robuste doti “artistiche” (le virgolette significano che aveva forme gargliarde ma talento acerbo) per Streghe. Tutto qui. Forse il fatto che era creata da Chuck Lorre, autore di Due uomini e mezzo, doveva farmi venire qualche dubbio, ma probabilmente ero assonnato.



Per farla breve, dopo 2-3 puntate è venuto fuori che The Big Bang Theory è La sitcom del ventunesimo secolo (si noti la L maiuscola). E guardate, potrei passare ore a spiegarvi perché. Potrei parlarvi della qualità della scrittura, della scelta di usare il mondo nerd (fantascienza + computer + fumetti + videogiochi + sfigaggine) come fucina inesauribile di spunti, del meraviglioso miscuglio di genio e goffaggine simil-adolescienzale che caratterizza i protagonisti, della storia d’amore sfigato-gnoccolona che da sempre solletica le nostre menti di eterni single. Persino delle qualità comiche che la povera Kaley ha dimostrato di possedere, e del sottile ma costante amore per il passato (della tv, dei fumetti) unito alla passione per il nuovo (nella tecnologia, nella scienza). Ma la faremmo troppo lunga.

Mi concentrerò su un solo aspetto, che ha un nome e un cognome: Sheldon Cooper. Interpretato dal fresco vincitore di Emmy Jim Parsons, Sheldon è forse il miglior prodotto della commedia statunitense da dieci anni a questa parte. E son stato stretto. In tre stagioni, e senza nulla togliere agli altri personaggi, Sheldon ha dimostratto di essere The Big Bang Theory. Genio della fisica, enciclopedia umana, folle razionalizzatore, accumulatore di assurde manie, totalmente inetto ai normali rapporti umani: il capolavoro di Lorre è stato la creazione di un nerd così potente da risultare “strano” anche per i suoi più stretti amici che, cazzarola, normali non sono!
Come in ogni serie tv, ci sono puntate più brillanti e altre più loffie. Ma potete sempre contare su Sheldon. Non mancherà mai di lasciarvi una frase, un’immagine, o un costume che porterete stampati nella testa per giorni. In soli tre anni è diventato per me una sorta di serial god. Lo venero. Sacrifico in suo nome vecchie chiavette usb, che brucio su un altarino ligneo a forma di Enterprise. Credo che sia sempre esistito. Non ricordo più la mia vita senza Sheldon Cooper, né voglio immaginarla. Alle porte della quarta stagione, attendo con occhioni umidi le nuove, inimmaginabili follie che saprà regalarci.

E lasciamo perdere qualunque analisi socio-psico-filo-sa-il-cazzo-cosa-ogica. The Big Bang Theory spacca dal ridere e gonfia il cervello, e tanto ci basta. Sarà che, come nome suggerisce, riappacifica con l’universo…

Un esempio di follia collettiva (ovviamente in inglese sottotitolato)
[youtube JMFL0srBx5w]

PS so che avreste voluto parlare anche di Wolowitz, Raj, e che avreste voluto ricordare mille gag. Ma lo spazio è quello che è, non siate ingordi…

Ormai un classico per i più piccini…
[youtube R3m-WgUKLKs ]

PPS BAZINGA!



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