21 Ottobre 2010 3 commenti

Dawson vs. Pacey di La Redazione di Serial Minds

Dawson Leery e Pacey Witter. Dieci anni dopo. La resa dei conti.

In questi ultimi mesi si è fatto un gran parlare, nel bene e nel male, di intercettazioni telefoniche.
Serial Minds non poteva rimanere fuori da questo dibattito così importante.
Così, forti del nostro archivio costruito in oltre due mesi di lavoro, abbiamo deciso di calare un carico pesante.
Un documento unico e privatissimo.
Una conversazione telefonica riservata tra Dawson Leery e Pacey Witter, i ben noti protagonisti di Dawson’s Creek.
Noi non emettiamo sentenze, ci limitiamo ad informare.
A voi il giudizio…

REGISTRAZIONE DEL 7/10/2010.
AL TELEFONO DAWSON LEERY (D) E PACEY WITTER (P)



P – Pronto?
D – Pacey Witter?
P – Sì, chi parla?
D – Pacey… sono Dawson.
P – … Che vuoi?
D – Ehi, andiamo, neanche mi saluti? Siamo amici, no?
P – Non lo so, dimmelo tu.
D – Ecco… Ho visto che tu e Joey mi avete tolto l’amicizia su Facebook.
P – E cosa ti aspettavi?
D – Pacey, voglio che tu sappia che non l’avrei mai fatto se non avessi avuto seri problemi di…
P – Gesù Cristo, Leery, avevi detto che non l’avrebbe mai visto nessuno e Jack viene a dirmi che l’ha trovato su Internet!
D – Te l’ha detto Jack?
P – Stava cercando la versione porno di Glee per mio fratello. Ma non è questo il punto. Il cazzo di punto è che adesso su Internet si vede il culo nudo di mia moglie. E meno male che almeno non si distinguono la mia faccia e la tua. Ma Joey è incazzata come una iena.
D – Con me?
P – No, con Jen che è morta dieci anni fa… Certo che è incazzata con te, idiota! Senti, adesso devo andare…
D – No aspetta, lasciami spiegare. È un periodo difficile, ho il conto in rosso e…
P – Non te li ho fumati io i soldi che avevi fatto con The Creek. Te l’avevo detto che non eri pronto per tentare con HBO.
D – Ehi, The Cric era un grande progetto, ma il pubblico non ha capito.
P – Era una serie sui metalmeccanici del Wyoming! E aveva il titolo praticamente uguale a quella precedente. Non gliene fotteva niente a nessuno, e noi te l’avevamo detto. Non è colpa nostra se adesso sei col culo per terra. Il porno non rende più?
D – C’è troppa roba gratis in giro. Io cerco di metterci qualcosa di nuovo, di fare un po’ di arte, ma il pubblico non mi capisce.
P – È sempre gente che scopa, Dawson. E li ho visti i tuoi porno, non fanno altro che dirsi che si amano…
D – Non può esserci sesso senza amore, lo diceva anche mio padre prima di sparire e…
P – Tuo padre è morto, Dawson, non sparito. Ancora con questa storia. Forse è ora che ne parli con qualcuno. Senti, io lavoro con delle persone che forse possono aiutarti.
D – Pacey, non poteva morire in un incidente d’auto, mio padre era Flash.
P – Era un’altra serie, perdio!
D – Quand’era in camera con lui, mia madre diceva sempre che era il più veloce del mondo, li sentivo attraverso la parte, come te lo spieghi?
P – Senti, ora ti do il numero. È gente con cui lavoro da quando abbiamo chiuso il ristorante. Devi chiamarli, usare il mio nome e fissare un appuntamento, capito? Si chiama Massive…
D – Pacey, no! Sono pulito, sono uscito l’altro ieri dalla clinica! Io mi sto sbattendo, Pacey! Non è facile, ma ci sto provando. Chiaro?
P – Va bene, va bene. Adesso calmiamoci un po’, ok?. Quindi eri in clinica, bene… è la terza volta, giusto?
D – La quarta, ci sono stato anche a ferragosto. Troppa Lemonhead.
P – Lemonhead? Ma non la fanno più!
D – Non lo sapevi? Ho messo in piedi una società per rilanciare il marchio. Ma siamo falliti. Ho la cantina piena. Però sono convinto che con una campagna promozionale valida facciamo il botto, ti interessa?
P – Sì, certo. Come l’altra volta, con l’idea di buttare fuori uno snack che si chiamasse Raider per conquistare i nostalgici dopo la nascita del Twix.
D – Avevo solo sbagliato snack. Avrei dovuto puntare sul Ciocorì. Ma dimmi un po’, come va il nuovo lavoro?
P – Mah, sono parecchio preso, vado spesso in giro.
D – Con il culo che hai sarai sempre in California…
P – No, molto più lontano. Ogni tanto mi sveglio la mattina, guardo fuori e mi sembra di essere a casa. Mi sembra tutto uguale. Invece no, sono dall’altra parte… cioè, da tutt’altra parte. È strano, davvero strano.
D – E di cosa ti occupi?
P – Diciamo che cerco di dare soluzioni non convenzionali a problemi impossibili. Faccio consulenze. Insomma, lavoro nell’IT, più o meno.
D – Ah, a proposito… l’altra notte pensavo a un nuovo progetto.
P – Un nuovo progetto. Ovvio. Cosa vuoi lanciare stavolta?
D – No no, questo è un progetto per il cinema, o per la televisione. Me l’ha fatto venire in mente quello che mi hai appena detto. Allora. Immagina un uomo pelato. Non nel senso che ha perso i capelli, proprio pelato.
P – Glabro.
D – Eh?
P – Si dice glabro. Un uomo privo di peli si dice glabro.
D – Ah, ok. Comunque, c’è questo pelato che guarda le cose mentre succedono. Nel senso, quando succede qualcosa di importante o qualche tragedia, lui c’è. Guarda con il suo binocolino e prende nota. Qualcuno della CIA o dell’FBI si accorge di questa cosa e inizia a collegare una serie di eventi strani e chiama tutti questi legami LA GIGAMAPPA. Che poi sarebbe anche il nome del progetto. LA GIGAMAPPA. C’ho già in mente tutta la grafica, con la G di Giga fatta con il logo di Google, così abbiamo anche il product placement.
P – No scusa, aspetta, LA GIGAMAPPA?
D – Sì! Sei già preso, vero?
P – Dio santo. La gigamappa. No no, bello eh. Per carità. Però sai, io non mi sento troppo dentro queste cose. Lo sai, no? Io ho sempre amato Bresson, le cagate di Hollywood sono roba tua.
D – Non dirmi che stai tirando fuori di nuovo la Nouvelle Vague boe…
P – Boema sì, la Nouvelle Vague boema. Me la sono sparata tutta con i Kraftwerk di sottofondo.
D – Ma dai, ridicolo.
P – Ridicolo io? Fino a prova contraria eri tu che ti credevi Spielberg e ti facevi le seghe davanti al green per aggiungere gli alieni in post produzione…
D – Un corto meraviglioso. Alien Sucks. Capolavoro.
P – Sicuramente… Senti, io adesso devo andare. Si è aperto un varco e devo andare a controllare.
D – Un varco?
P – Sì, un firewall che funziona male.
D – Ah, ho capito. Va bene dai, vado a buttare giù un po’ di cose su LA GIGAMAPPA.
P – Bravo. E stai lontano dai Mon Cheri. Sei mesi fa sei finito in coma etilico con… Quanti erano?
D – Cinque.
P – Ecco, coma etilico con cinque Mon Cheri.
D – Ma sì, ma sì. Oh, magari tra un po’ riusciamo anche a organizzare quella famosa rimpatriata tutti insieme eh? Magari anche con Andie, che dici?
P – Oh cazzo, Dawson. Andie è morta. Era idrofoba. L’abbiamo fatta sopprimere. Tre anni fa.
D – Oh, io… beh… non… Salutami Joey.
P – No.

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