26 Maggio 2011 1 commenti

Parola di Jahvé 2 – La chiesa e i telefilm di Marco Villa

Ritornano i commenti vaticani sulle serie

Qualche mese fa abbiamo scandagliato gli archivi della Commissione Nazionale Valutazione Film per trovare un po’ di commenti lasciati dai porporati vaticani sulle serie televisive. Le sorprese non sono mancate. Abbiamo deciso di tornare a mettere il naso negli schedari papalini dei telefilm.

C.S.I.
Valutazione pastorale: nulla è cristianamente sano in CSI. A cominciare dalle città in cui è ambientato: la provocante Miami, la progressista Nuova York, soprattutto la scandalosa e dissoluta Las Vegas. In questi luoghi, dove il peccato fuoriesce dai fornelli insieme al gas, agiscono poi agenti del male sotto forma di esperti di medicina legale.
Il novecento ha ampiamente dimostrato che la scienza non è una divinità in grado di sostituire la religione. Dio si nasce, non si diventa e a noi risulta che il santissimo sia lì dalla notte dei tempi, mentre la scienza è arrivata qualche migliaio di anni dopo. Ma a parte queste faccende di prelazioni e presenze, la scienza ha manifestato in modo chiaro i suoi limiti con la soverchia panzana chiamata “evoluzionismo”. Nonostante decenni di sbeffeggiamenti ripetuti, ancora qualcuno è convinto che il positivismo salverà il mondo. No, caro Grissom (ci rivolgiamo a lei in quanto capobranco e capostipite). La scienza deve conoscere la parola “stop”. È vero, grazie al luminol trovate tracce di immonde deiezioni e con due centrifugate risalite al DNA della cugina del portiere, ma non ci si può affidare a cuor leggero a tali tecniche. A volte, deve essere l’umano raziocinio a fermare questa macchina oliata e in apparenza perfetta. Mettiamo, per ipotesi, che un saggio predicatore decida di posare il vangelo e di impugnare il kalashnikov nella cittadina di Lima, in Ohio. Mettiamo, sempre per ipotesi, che, con la cartucciera ricolma, decida di dirigersi verso la locale scuola superiore, attirato da suoni canterini in apparenza celestiali, in realtà figli del diavolo. Mettiamo, infine, che decida di aprire il fuoco all’interno delle stanze in cui si riunisce un gruppo di amanti della musica, che mascherano con le prove di canto a cappella la loro turpe passione per la sodomia. Ecco, quella strage, benedetta dal Signore, sarebbe punita senza dubbio da Grissom e dai suoi uomini. E questo perché? Perché la scienza ha grandi limiti, ma non sa fermarsi prima di essi.
Giudizio:
visione sconsigliata a tutti i fedeli, in particolare ai pastori di Lima, Ohio.



Fringe
Valutazione pastorale: quanto amore per Dio, quanto del suo disegno divino è presente in Fringe. Il savio JJ Abrams, pur non essendo nostro fratello nella fede, è nostro fratello nell’anima e dopo Lost ci ha regalato un altro fulgido esempio di come la televisione possa aiutare a diffondere i messaggi cristiani. Fringe altro non è che costringere l’uomo a guardare in faccia il proprio destino. Può scegliere di vivere in un mondo dove tutto funziona e ogni cosa è stata progettata da un bizzarro inventore che da tempo non si palesa, oppure decidere di abbandonarsi allo sfacelo e vedere la propria vita e il proprio mondo accartocciarsi e perire. Noi l’abbiamo chiamato libero arbitrio, l’Abrams ha preferito il termine universi paralleli. Licenza poetica.
E che dire poi dell’anziano profeta, un tempo osteggiato, rinnegato e rinchiuso tra i matti? La sua voce, che suonava un tempo nei luoghi del potere e della scienza, era troppo vicina a Dio per essere compresa. Solo il figlio e la sua ancella bionda ne comprendono la portata e la visionarietà. Ma un profeta prestato al male può portare solo a gravi disastri e a capigliature di dubbia ascendenza cristiana. Su tutto si stagliano poi gli osservatori, sorta di monaci dediti alla contemplazione di ciò che accade nel mondo. Eremiti che con la propria preghiera e attenzione fanno sì che ogni cosa vada nel modo migliore. Anzi, nell’unico modo giusto. E se si pecca, niente confessione: una colata lavica di ambra laverà via i peccati. L’igiene ne guadagna.
Giudizio: consigliato a giovani a rischio e disagiati, perché vedano a cosa va incontro il peccatore. I patemi passati dalla donna insegnano invece a cosa vanno incontro le fornicatrici.

 

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