28 Marzo 2011 3 commenti

Fringe – Salvate l’agente Dunham di Marco Villa

Ci sono tre motivi per un nuovo post su Fringe

ATTENZIONE!
LIVELLI RECORD DI SPOILERNESS

Questo post esiste per tre motivi. Il primo è festeggiare il rinnovo di Fringe, che avrà una quarta stagione completa. Se la cosa pare logica da un punto di vista narrativo, tutt’altro che scontata era la faccenda commerciale: Fringe non è un disastro a livello di ascolti, ma certo nemmeno un fiore all’occhiello per Fox. Ha però dalla sua un nucleo di fan agguerriti e la fama di serie di qualità. Ecco allora che per una volta i numeri non hanno avuto la meglio. Va anche detto che sembra un trend del periodo, visti anche i rinnovi di Community e Parks and Recreation, altri due titoli che non sono certo campioni d’ascolti. Ad ogni modo, dal prossimo autunno avremo altre 22 puntate di improbabili leggi scientifiche e universi paralleli.



Il secondo motivo è legato proprio a questa improbabilità. Nelle puntate 16 e 17 della terza stagione, infatti, gli autori hanno spinto al limite l’intero sistema della serie. L’avevano detto, in occasione dello spostamento della serie al venerdì: “ci mettete in un giorno difficile? E noi rendiamo tutto ancora più folle”. Durante questi due episodi si è raggiunto il livello massimo di assurdità, con il telefilm che si avvicinava al galoppo al salto dello squalo, riuscendo a fermarsi giusto un attimo prima di spiccare il volo del non ritorno. Per salto dello squalo si intende quando qualcosa (una serie in particolare) si spinge talmente in là nella sua inverosimiglianza da crollare sotto il peso dei “maddai, mapeffavore” dal pubblico. Ebbene, Fringe è arrivata davvero al limite. Ma si è trattato di rischio calcolato: in entrambi gli episodi, infatti, gli autori hanno lasciato intendere al pubblico di stare per fare la cazzata del secolo, ma poi si sono tirati indietro e hanno fornito una soluzione comunque folle e senza senso, ma capace di tenere ancora insieme le fila del tutto. Mi spiego meglio. Episodio 3×16: Walter dice che è possibile far vivere nuovamente il suo amico William Bell. Il pubblico già si immagina una resurrezione stile zombie ed è pronto ad alzare il braccino nell’urlo del già citato “maddai, mapeffavore”, quando si scopre che in realtà viene riportata in vita solo l’anima di Belly, all’interno del corpo di Olivia. Scritta così, nuda e cruda, è evidente che si tratta di una scelta comunque esagerata, oltre ogni logica: eppure, quando la vede sullo schermo, lo spettatore tira un sospiro di sollievo ed esala un “figata” di soddisfazione. Procedimento simile nell’episodio 3×17: Walter e Olivia Bell cercano un nuovo corpo in grado di ospitare lo spirito del fondatore della Massive Dynamics. Mentre parlano, spazzolano una mucca. Già lo spettatore sgamato intuisce il rischio, che viene palesato dal dialogo dei due: se proprio serve un corpo, perché non un bovino? Ovviamente non finirà così, ma nel frattempo, nella mente di chi guarda, si è configurata una possibilità talmente estrema che ogni soluzione scelta sembrerà del tutto legittima. Furbi questi ragazzi (a proposito di furbizia: la scelta di accelerare la gravidanza per accorciare i tempi?).

Il terzo motivo è quello che dà il titolo al post: salvate l’agente Dunham. Tre stagioni, una sessantina di puntate, una marea di sfighe. Vogliamo fare il riassunto della vita di Olivia? Via: madre morta, sevizie psicologiche durante l’infanzia, somministrazione di droghe sintetiche e terapie sperimentali, esposizione a stress devastanti e a salti in universi paralleli. E siamo solo alla fine delle elementari. Poi ci sono il fidanzato ucciso, il riemergere dei traumi rimossi dell’infanzia, l’immersione in vasche claustrofobiche, la somministrazione di altre droghe e l’uccisione del miglior amico. Ma siamo solo a metà: spedizione in un altro universo, rapimento da parte dei cattivi, nuovi esperimenti su di lei e nuove sostanze chimiche nel suo bel corpicino. Dopo mille traversie (e la morte dell’unica persona che l’ha aiutata), il ritorno a casa e la scoperta che l’amore impossibile della sua vita si è ripassato la sua sosia, che è identica a lei, ma molto più simpatica e sexy. E ora che tutto sembra essersi sistemato, anche con Peter, ecco che il suo corpo viene posseduto da Bell. La coscienza di Olivia viene messa in stand-by, ma la cosa più preoccupante è: in che modo un vecchio userà il corpo di una trentenne?
Che brutta roba.
Quindi, salvate l’agente Dunham. Si merita una serena vacanza a Varigotti con pensione completa.



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