26 Giugno 2014 9 commenti

The Last Ship – Abbiamo trovato la serie tv relax per l’estate? di Marco Villa

Epidemia, apocalisse, distruzione. The Last Ship è la serie catastrofica senza menate

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Un annetto fa andava alla grande, ora è calato. Sto parlando di Plague Inc. gioco per smartphone e tablet in cui l’obiettivo è talmente semplice da spiazzare: eliminare la razza umana dalla faccia della terra. Per farlo, bisogna creare un virus e farlo diffondere il più in fretta possibile, facendolo evolvere per impedire che gli organismi sanitari riescano a mettere a punto un vaccino. Non è un gioco facile, soprattutto nei livelli avanzati, e porta a odiare ferocemente quei poveri e raffreddati esseri umani che abitano in Groenlandia, dove le basse temperature rallentano la diffusione della malattia. In Plague Inc. siete nella straniante situazione di tifare per l’estinzione della razza umana: The Last Ship è uguale, ma fate un salto dall’altra parte della barricata e andate con i buoni, con quelli che cercano di salvare l’umanità.

The Last Ship è una nuova serie tv di TNT, in onda dal 22 giugno: è basata sull’omonimo romanzo di William Brinkley e vede Michael Bay tra gli executive producer. Racconta la storia di una nave militare americana, sulla quale una ricercatrice allestisce un laboratorio d’emergenza, per trovare un vaccino contro un’epidemia che rischia di sterminare la popolazione mondiale. Inizialmente ignari dello scopo della missione, i militari vengono poi informati e al termine di un lungo silenzio radio scoprono di essere tra i pochissimi sopravvissuti dell’intera umanità.

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The Last Ship si ispira chiaramente ai film di apocalisse, panico e terrore, ma traccia chiaramente una propria strada all’interno del genere. Normalmente i film catastrofici prevedono una lunga parte iniziale in cui tutti sono felici & contenti, poi la tragedia, l’eroe che deve fare tutto il suo bordello canonico e poi il finale con tantissimi morti, ma con l’eroe che riabbraccia la famiglia. Tutto semplice, tutto molto ben dilazionato nel corso della narrazione. The Last Ship non è così: The Last Ship parte a bomba e nei primi dieci minuti cala lo spettatore, non solo in un mondo devastato da una pandemia, ma gli offre anche missioni segrete, combattimenti tra i ghiacci e una battaglia tra una nave e degli elicotteri. Così, come antipasto. Il ritmo si mantiene altissimo per tutta la durata del pilot, 44 minuti in cui non si tira mai il fiato e si viene coinvolti senza possibilità di sottrarsi.

Attenzione: The Last Ship non è una serie di quelle fighissime, meravigliose che proprio ciao di cui ci innamoriamo qui a Serial Minds. The Last Ship è una serie prodotta da Michael Bay, ovvero una cosa nazionalpopolare che potrebbe tranquillamente arrivare dai libri di gente come Clive Cussler. Ma è un prodotto nazionalpopolare con i controcoglioni. C’è l’azione, c’è la paranoia, c’è il dramma più totale. E poi sullo sfondo c’è la storia d’amore, la possibile ribellione di parte della crew, fino all’immancabile tradimento. Tutto da copione, ma fatto come dio comanda, senza fronzoli e senza menate.

"The Last Ship"

Vista la quantità di fatti raccontati nel pilot, il cast è ovviamente del tutto subordinato alla narrazione. Nessuno spicca particolarmente: il faccione di Eric Dane si fa notare solo perché l’abbiamo visto per anni in Grey’s Anatomy con il camice di Mark Sloane e la protagonista Rhona Mitra è una di quelle attrici che ti fa scattare all’istante il “cagna maledetta”. Ma non è quel gran problema: è la storia a comandare, i personaggi sono figure con psicologie elementari, al servizio della narrazione. Dal punto di vista visivo si registrano alcune finezze (un pianosequenza a scoprire il ponte di comando, alcuni dettagli non comuni delle armi mentre fanno fuoco) e in generale il mondo della nave è restituito molto meglio rispetto a quella grande promessa disattesa che si chiamava Last Resort, che in fondo racconta una situazione non lontanissima da questa, pur con presupposti molto differenti.

The Last Ship ha debuttato con ottimi risultati d’ascolto e guardando il primo episodio non si resta per nulla stupiti da questi numeri. La nuova serie tv di TNT si presenta come un prodotto solido e convincente. Unico dubbio: nel pilot è successo di tutto, nei prossimi episodi si dovrà per forza rallentare e trovare equilibri diversi.

Perché seguirla: perché un pilot di una serie a vocazione generalista di questo livello non si vedeva da tempo

Perché mollarla: perché è la riproposizione di uno schema visto mille volte nei film catastrofici



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