7 Maggio 2015 3 commenti

Lost: le gustose curiosità da un ex sceneggiatore di Francesco Martino

Uno si sveglia alla mattina e decide di raccontare proprio tutto

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Indipendentemente dai propri gusti in fatto di serie tv, Lost è forse il telefilm che ha prodotto più letteratura e più quesiti. Cosa ci faceva l’orso bianco? Perché quei due tizi sono stati sepolti vivi? Ma quindi erano tutti morti? Personalmente ho sempre trovato tutte queste domande superflue, per me Lost è semplicemente la storia di un gruppo di superstiti, delle loro vite e dei loro cambiamenti dopo un disastro aereo. Ovviamente non tutti la pensano come me, ed è per questi spettatori più esigenti che un mesetto fa Javier Grillo-Marxuach, che di Lost ha co-sceneggiato le prime due stagioni, ha postato un lunghissimo articolo sul suo blog. Il tema? La sua esperienza nella serie.

I temi toccati sono tantissimi (e se volete saperli tutti vi aspetta un post da 17000 parole), ma i più interessanti sono sicuramente quelli sul dietro le quinte, sull’evoluzione dello show nel corso degli anni e su come Abrams aveva inizialmente pensato la serie e i personaggi. Grillo-Marxuach racconta, ad esempio, di come inizialmente il destino di Jack fosse tutt’altro che roseo:

“Durante il nostro secondo giorno di lavoro JJ e Damon arrivarono nella stanza degli sceneggiatori con un alcune copie numerate della sceneggiatura del pilota; volevano che le leggessi per ricevere il mio feedback. Il mio appunto più grande fu sulla morte di un personaggio, un maschio bianco, con delle abilità davvero interessanti, di quelle che avrebbero potuto tirare fuori intere storyline. Dissi che quella scelta non sarebbe andata giù al network. Anzi, la mia reazione fu molto meno politically correct. Diciamo che dissi “Non potete uccidere il tizio bianco!”

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Il resto è storia nota e Grillo-Marxuach racconta anche dei piani originali di J.J. Abrams. Inizialmente il creatore della serie voleva mettere in piedi un enorme scherzo, ingaggiando Michael Keaton per il ruolo di Jack e mandandolo in giro per talk-show per convincere la critica e il pubblico della centralità del suo personaggio, salvo poi ucciderlo nei primi 15 minuti dell’episodio pilota.

Proseguendo nell’articolo si parla dei problemi in fase di produzione (con la ABC preoccupata che la serie si potesse perdere nel nonsense più assoluto) arrivando poi alla domanda più gettonata dai fan: gli sceneggiatori sapevano tutto fin dall’inizio? La risposta è si, i dettagli erano noti fin dall’inizio, e cose come la Dharma (che inizialmente si chiamava Medusa Corporation) e gli Altri facevano parte del piano iniziale. Le uniche cose che Grillo-Marxuach non aveva mai sentito nominare durante la sua esperienza nella stanza degli sceneggiatori erano il nome “Jacob” e quello dell’uomo in nero, idee probabilmente nate dopo il suo abbandono alla serie.

Sul suo addio alla serie Grillo-Marxuach dice poco, se non che aveva smesso di vederla fino al momento del finale e che, una volta riaccesa la televisione, si era chiesto “Perché Henry Gale è ancora nella serie e come ha fatto a diventare l’uomo più importante dell’universo?”. Dubbi legittimi per chi era rimasto indietro di quattro stagioni.

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Commentando il finale Grillo-Marxuach si dice comunque convinto del fatto che l’isola non fosse affatto il Purgatorio e che, nonostante le numerose lacune accumulate nel corso degli anni, si era convinto fin da subito di questo.

“Anche dopo quattro anni di assenza dallo show era abbastanza chiaro che Jack, dopo aver sistemato i disastri successi sull’isola, era finalmente potuto morire, ritrovandosi in una sorta di limbo spirituale dove lo spirito del padre gli spiegava come gli eventi dell’isola fossero stato così importanti da spingere tutti i suoi protagonisti ad aspettare il suo arrivo per ascendere insieme. Sarò onesto, l’ho trovato una bella nota spirituale, ma non era assolutamente la conferma del fatto che l’isola fosse il purgatorio.”

Insomma, tanta nebbia è stata sollevata, e se volete immergervi totalmente nel racconto dello sceneggiatore potete farlo a questo link. Noi vi abbiamo fatto solo un riassuntino, perché per qualche giorno abbiamo accarezzato l’idea di tradurre tutto il post, ma poi abbiamo pensato che abbiamo una vita da vivere.
Non mi resta che quotare l’ultima frase del post di Grillo-Marxuach, questa volta senza tradurla: “There, now you know. Go with God.”

 

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