22 Settembre 2016 9 commenti

This is Us: una storia familiare che convince di Eleonora Gasparella

Ancora famiglie, ma con un twist che ti spiazza.

Copertina Pilot, Pilot


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Attenzione: spoiler qua e là e rivelazione del twist alla fine del pilot.

È ormai chiaro a tutti come al giorno d’oggi gli standard seriali si siano alzati di parecchio. Noi malati di televisione ci guardiamo intorno e veniamo bombardati da produzioni magniloquenti, per le quali i network spendono miliardi, e show geniali, che ci lasciano in stato di shock puntata dopo puntata, alzando l’asticella della qualità telefilmica.
Poi, assieme a tutto questo, quando le nebbie dell’incredibile, degli zombie e dei draghi sputafuoco si diradano, ci sono i family drama. Difficilmente in questo tipo di serie tv vediamo qualcosa di nuovo o sconvolgente: i protagonisti di solito sono i membri di una stessa famiglia e le persone che gravitano attorno a essa, alle prese con gli alti e bassi della vita quotidiana.
Segue questo schema ben collaudato anche This is Us, la nuova serie di NBC che va a colmare il vuoto lasciato da un altra saga familiare, quella dei Braverman in Parenthood. Scritta da Dan Fogelman (Crazy, Stupid, Love) annovera un cast di attori di tutto rispetto, tra cui Milo Ventimiglia e Sterling K. Brown, (vincitore di un Emmy per The People v. O.J. Simpson). Sempre parlando di attori, ci teniamo a segnalare anche una comparsata nel pilot di Gerald McRaney e Alan Thicke, nonché della nostra Katey Sagal nel secondo episodio.
Sperando di non fare troppi spoiler, riassumiamo in breve la trama. Effettivamente alcuni dei protagonisti sono imparentati tra loro quindi potete già tirare un sospiro di sollievo: fin qui tutto regolare.Nel pilot ci vengono presentati una serie di personaggi, uniti tra loro dal fatto di compiere 36 anni lo stesso giorno. Ci sono Jack e Rebecca (Ventimiglia e Mandy Moore) che aspettano felicemente l’arrivo di tre gemelli, c’è Kate (Chrissy Metz) che combatte con problemi di peso e desidera dare una svolta alla sua vita, e c’è suo fratello Kevin (Justin Hartley), attore insoddisfatto di sitcom di bassa lega. Infine facciamo la conoscenza di Randall (Sterling K. Brown) uomo di successo, marito e genitore felice che, nonostante una vita soddisfacente, è ossessionato dal fantasma del padre biologico e decide di rintracciarlo.
Tutte queste storie sono messe in scena con una regia sapiente, che passa da un character all’altro senza indugiare su nessuno in particolare, suggerendo, con piccole pennellate, le emozioni e le sensazioni di ognuno mentre si trovano a gestire avvenimenti più o meno felici, dalla partita di calcio delle figlie di Randall all’incontro di Kate con un ragazzo e la difficoltà di riscoprire il proprio corpo, fino al parto di Rebecca, che riesce a dare alla luce solamente due dei tre figli.us3Come fare a tenere in piedi una puntata e una serie contando su elementi che non hanno praticamente nulla di nuovo? Semplice: con una regia ben fatta, con dei buoni dialoghi e con un’efficace caratterizzazione dei personaggi. Le emozioni, anche quelle più forti, non scadono mai nel melenso, ma sono sempre bilanciate da una buona dose di ironia e di sarcasmo. Inoltre, e parlo a nome di noi ragazze, la visione del lato B di Milo Ventimiglia e dei pettorali di Justin Hartley aiuta a sdrammatizzare i momenti più tristi del pilot. Il gioco è praticamente fatto.
Non solo per questo This is Us è una buona serie: una gran mano gliela dà il colpo di genio del super twist finale (Dan Fogelman, tu sì che ne sai una più del diavolo). Le righe che seguono contengono spoiler veri quindi suggeriamo la lettura solo ai serialminder che hanno già visto l’episodio o che, comunque, vogliono scoprire tutto ma proprio tutto sull’asso nella manica della nuova serie NBC. Per darvi il tempo di riflettere, vi piazziamo un’altra foto.
Mentre le storie dei protagonisti si intrecciano e si sviluppano pian piano, contribuendo a farci acquisire familiarità con ognuno di essi, negli ultimi minuti del pilot arriva la rivelazione: i genitori adottivi di Randall, quelli che l’hanno cresciuto, non sono altri che Jack e Rebecca. Ma non è finita qui: i due gemelli che Rebecca riesce a partorire sono incredibilmente Kate e Kevin, che si rivelano quindi essere i fratellastri di Randall.
Insomma, dopo aver pensato di assistere alle vicende contemporanee di cinque personaggi, scopriamo che in realtà la storia di Jack e Rebecca si svolge nel 1979 e “genera” tutte le altre. Notevole, eh?
Tocca dire però che questo twist, seppur geniale, potrebbe essere il punto debole per le puntate future della serie. Riuscirà a tenere in piedi una storia in due epoche così diverse tra loro, riuscendo comunque a farla funzionare? Questa sarà la sfida che This is Us dovrà affrontare nei prossimi episodi. Siamo molto curiosi di vedere come se la caverà, perché dopo i 40 minuti del pilot la sensazione è di aver visto comunque un buonissimo debutto, con tutti i pro e i contro che un family drama ha nel suo DNA.

Perché seguire This is Us: perché è una serie che, pur non offrendo nulla di così nuovo, non è assolutamente scontata e risulta piacevole da guardare (e poi c’è il twist).
Perché mollare This is Us: se non siete amanti del genere, se le saghe familiari vi annoiano o vi causano diabete istantaneo e se preferite zombie e draghi sputafuoco, questo non è pane per i vostri denti.



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