6 Ottobre 2016 2 commenti

No Tomorrow: comfort food per momenti difficili di Eleonora Gasparella

Tantissima pucciosità in 40 minuti di pilot.

Copertina, Pilot

PilotIn queste giornate autunnali, quando le ore di luce si accorciano e si inizia ad indossare i calzini anche in casa, cosa c’è di meglio di una bella romantic comedy da guardare sotto le coperte? Esatto, cari serialminder, praticamente nulla. Ecco perché oggi mi troverete piuttosto indulgente con No Tomorrow, che ha fatto il suo esordio su CW poche sere fa.
Si tratta di un rifacimento della fortunata serie brasiliana Como Aproveitar o Fim do Mundo, andata in onda nel 2012, e la versione americana è stata sviluppata da Corinne Brinkerhoff (The Good Wife e Jane The Virgin).
I protagonisti sono Evie, bionda trentenne maniaca dell’ordine e del controllo, con un noioso lavoro in un’impersonale azienda e un fidanzato perfetto ma non troppo frizzante, e Xavier, moderno hippy che ha fatto del carpe diem la sua ragione di vita. La trama è molto semplice: Evie, abituata ad una vita tutto sommato tranquilla e senza particolari scossoni, incontra fortuitamente Xavier dagli occhi blu, prendendosi una cotta per lui. Xavier è il classico personaggio che nella vita ha fatto praticamente di tutto, che non pensa al domani e che vive in modo completamente diverso da Evie. Durante il loro primo incontro, Xavier rivela a Evie il perché del suo stile di vita: sembra che in otto mesi, un asteroide si schianterà sulla Terra, causando la scomparsa dell’umanità. Per questo Xavier vuole approfittare di ogni attimo che rimane da trascorrere sulla Terra, facendo tutto ciò che ha sempre voluto fare. A tal scopo, ha creato un'”Apocalyst”, ovvero una lista di cose da fare prima che il mondo finisca, e vuole convincere anche Evie a non sprecare la sua vita facendo qualcosa che non la rende felice.
La storia scorre via liscia come l’olio, l’intesa tra i due attori, Tori Anderson e un bonissimo Joshua Sasse (che abbiamo potuto apprezzare già in Galavant) indubbiamente c’è, e i personaggi suscitano un’istantanea simpatia.

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Ora, non so se sia per via del freddo o delle difficoltà della vita quotidiana, ma ad una prima visione il pilot di No Tomorrow è stato come un the caldo col miele quando hai mal di gola: un perfetto comfort food, zuccheroso al punto giusto. Ok, ok, bisogna ammettere che la serie ha anche diversi problemi, ma prima analizziamone gli spunti interessanti.
Innanzitutto la trama, nella sua semplicità (o meglio banalità) comunque funziona. Funziona perché si snoda su un meccanismo già oliato e collaudato: “hey arriva la fine del mondo, facciamo tante cose divertenti e pazze” è un trucco che genera sempre divertenti gag. È sempre buona anche la storia dell’Apocalyst, anche perché ci ricorda quello che ci era piaciuto tanto in My Name is Earl (serie finita troppo presto, ci teniamo a ribadirlo) in questo caso leggermente più noioso e un po’ troppo legato alla liason tra due protagonisti. Un altro ottimo spunto che potrebbe generare buoni sviluppi è rappresentato dai personaggi secondari, che potrebbero essere una delle chiavi per la riuscita di No Tomorrow, in particolare il boss di Evie, Deidre (Amy Pietz), il fantastico Hank (Jonathan Langdon) e il fidanzato di Evie, Timothy: timidissimo nerd per il quale alla fine ci troviamo quasi a parteggiare a scapito dell’hipster Xavier.

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Dopo tutte queste lodi veniamo ai punti dolenti della nuova serie targata CW. Innanzitutto è davvero troppo ruffiana: assieme a Crazy Ex GirlfriendJane The Virgin, si inserisce in un filone, quello delle commedie romantiche, molto amato dagli americani, e per questo le piace vincere facile. Peccato che almeno per quanto riguarda il pilot, No Tomorrow non abbia l’estro delle altre due, e riesce a convincere solamente per un 70%, nonostante sia una caramellina piuttosto piacevole. Convince a metà perché tutto nel pilot lascia pochissimo spazio all’immaginazione, è un all in: Xavier è così marcatamente hipster/hippy, con tanto di barba, cappellino e anelli con le pietre, che a volte ci fa venire l’orticaria. In più non si capisce perché, se a conoscenza di un fatto scientifico di tale portata, abbia rinunciato così presto a convincere il mondo che questa cosa effettivamente accadrà, dedicandosi invece a comprare birre artigianali e scalare il Machu Picchu.
La storia d’amore tra i due poi è veramente, veramente troppo: un colpo di fulmine così improvviso e veloce che acchiapperà tanti spettatori, ma che ci fa venire già da subito le carie ai denti (e poi parliamoci chiaro: Xavier in pratica è uno stalker).
In definitiva: sulla carta No Tomorrow fila perfettamente, ma porta con sé un bel po’ di già visti e di fastidiose banalità che potrebbero nuocere in futuro. Non resta che vedere gli altri episodi, per capire se si tratta solamente di un comfort food che lascia il tempo che trova o di un grazioso esordio destinato a migliorare.

Perché seguire No Tomorrow: beh, abbiamo tutti bisogno di qualcosa di semplice e carino, ogni tanto.
Perché mollare No Tomorrow: perché (almeno dal pilot) manca un po’ di elementi innovativi e il rischio è che diventi presto ripetitiva.



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