14 Febbraio 2023

Not Dead Yet – Era vergine, ora vede i morti di Diego Castelli

Gina Rodriguez nei panni di una giornalista che parla coi defunti. Ma non è il Sesto Senso, niente paura.

Pilot

Sono particolarmente contento del titolo di questo articolo, perché a conti fatti, oltre a essere abbastanza fuorviante nei confronti della serie che dovrebbe introdurre, allo stesso tempo ha pure un che di offensivo. Una combo non semplice, se mi consentite la falsa modestia.
Ma parliamo di Not Dead Yet, in cui la verginità non c’entra nulla, ma i morti sì.

La nuova serie di ABC creata da David Windsor e Casey Johnson (ancora inedita in Italia, mi viene da puntare su Disney+ per il prossimo futuro), ha per protagonista Gina Rodriguez, diventata famosa grazie a Jane the Virgin (wink wink), e ora trascolata dalle pene d’amore in salsa telenovela parodizzata, a un lavoro come giornalista spiantata costretta a scrivere necrologi di gente morta con cui lei riesce effettivamente a parlare.
Non credo di dover aggiungere che si tratta di una comedy, e anzi di una comedy pucciosa.

Quando si parla di comedy generalista, e per di più di una comedy in cui una protagonista con una vita un po’ incasinata trae lezioni filosofiche da gente ormai morta, il diabete è dietro l’angolo.

La presenza di Gina Rodriguez, poi, potrebbe far suonare tutti gli allarmi contro lo zucchero eccessivo. Non perché la sua Jane The Virgin fosse particolarmente smielosa (anzi, era precisa anche perché sapeva quando accelerare sul sarcasmo), ma perché lei è semplicemente una di quelle attrici che non riesci a immaginare in un ruolo che non sia simpatico e totalmente innocuo.

Questione di attitudine, di stile recitativo, ma perché no anche di estetica, con quell’idea di piccoletta incasinata e perennemente stupita dalla vita, una che probabilmente ti fa sorridere anche quando si incazza veramente.

Non so dire quanta Gina ci sia nei suoi personaggi e quanto sia predisposizione a un ruolo che ormai le hanno cucito addosso (probabilmente un misto delle due cose), ma è un fatto che l’attrice di origine portoricana è ormai un marchio di fabbrica, una specie di personificazione del bollino verde che rassicura i genitori sulla non pericolosità dei programmi tv: una con cui rilassarsi, insomma.

Eppure, nonostante questo e per nostra fortuna, Not Dead Yet non va fuori giri quando si parla di buoni sentimenti.
Come detto, Gina Rodriguez interpreta Nell, una donna alla soglia dei quaranta che, dopo essere fuggita a Londra per inseguire un amore ormai finito, torna in America con un sacco pieno di pive e bollette da pagare.

La soluzione temporanea ai suoi problemi non può che essere tornare al vecchio giornale per cui lavorava, dove c’è ancora la sua amica Sam (Hannah Simone) ma dove ora il capo è la detestabile figlia del padrone, Lexi (Lauren Ash), empatica come un termosifone.
Come se non bastasse, Nell viene assegnata al lavoro meno glamour di tutti, ovvero la stesura dei necrologi, che negli Stati Uniti rappresentano certamente un compito più nobile che da noi, ma insomma, non è esattamente come essere inviati al fronte o alla serata degli Oscar.

Naturalmente, il twist arriva quando Nell si rende conto che, per chissà quale magia, ogni volta che le viene assegnato un nuovo morto di cui scrivere, il fantasma di quel morto si presenta nel suo ufficio per raccontarle la sua storia.

Come potete immaginare, essendo su ABC e non dentro AHS, non si tratta di anime dannate e deformi, bensì di semplicissime persone invisibili che vengono a raccontarsi e a far scoprire a Nell punti di vista inaspettati sulla vita, spesso portatori di una qualche morale dolciotta sul volersi bene, sul dare peso alle cose che contano realmente nella vita, e via dicendo.

È chiaro che finora non mi sono venduto benissimo il concetto di “non troppo zuccherosa”, e forse vale la pena di dire che sì, per qualcuno lo sarà.

A mio giudizio, però, il tentativo di scaldare il cuoricino degli spettatori (proposito sempre legittimo a patto di non esagerare) è adeguatamente bilanciato da due diversi tipi di comicità: da una parte quella nervosa e slapstick di Gina Rodriguez (il primo incontro con un morto, quando Nell si rende conto di essere proprio una di quelle vede la gente morta, è delizioso); dall’altra quella surreale e/o imbecille dei personaggi che le girano intorno, in particolare il coinquilino Edward (Rick Glassman, che ricordiamo soprattutto per la sottovalutata Undateable) e la già citata Lexi.

Con Rick, che è autistico, Nell intrattiene un coinquilinaggio difficile ma in qualche modo proficuo, in cui anche la condizione di Rick può diventare oggetto di battute che riescono a essere fresche e originali, senza mai diventare irrispettose. Con Lexi, invece, siamo più dalle parti di un personaggio che potrebbe stare in The Office, e che come tale è divertente prima di tutto per i suoi eccessi, che di smieloso hanno ben poco.

Insomma, Not Dead Yet è una classica comedy generalista, con singoli casi di puntata e la generale, morbida intenzione di non far male a nessuno.

Però riesce anche a essere una serie divertente e frizzantina, in cui una scrittura dignitosa e un cast pienamente in parte consentono di passare una ventina di minuti simpatici.
Lo so che teoricamente non dovrebbe essere abbastanza per noi serialminder che vogliamo sempre le grandi novità e le serie spaccatutto, ma non posso nemmeno fingere di non aver voluto subito bene a questo scalcagnato gruppetto.
(E se proprio la volete sapere tutta, ma rimanga tra noi, c’è stata una scena del secondo episodio che a momenti mi commuovo)

Perché seguire Not Dead Yet: riesce a essere una comedy dolce e simpatica, senza diventare stucchevole.
Perché mollare Not Dead Yet: Il livello di zucchero è comunque alto, e io sono uno che preferisce il cioccolato al latte rispetto al fondente, quindi prendere le mie parole con cautela.



CORRELATI