12 Settembre 2019 3 commenti

Anteprima Undone: un esperimento animato dal creatore di Bojack Horseman di Diego Castelli

Recitazione e cartoon insieme, per una storia ai confini del tempo

Copertina, Pilot

Una ragazza orfana di padre da molti anni, e con la parte femminile della famiglia non troppo equilibrata mentalmente, finisce in un incidente dopo il quale comincia a vedere e parlare con il padre morto, scoprendo di possedere abilità e poteri spaziotemporali inaspettati.
Il tutto girato con una particolare tecnica di animazione che dipinge i corpi degli attori veri, con un effetto abbastanza straniante.
Il tutto co-firmato e prodotto da Kate Purdy e Raphael Bob-Waksberg, che non è altri che il creatore di Bojack Horseman.

Sono questi gli elementi chiave dell’attrattiva di Undone, nuova serie di Amazon Prime Video che debutta domani, 13 settembre, e che fin dal trailer promette per lo meno di far alzare il sopracciglio allo spettatore, costretto a chiedersi cosa diavolo sta guardando.
Alla trama abbiamo accennato, e senza spoilerare troppo dovremmo aggiungere che la protagonista è Rosa Salazar (che ha già prestato volto a una “sé” virtuale in Alita – Angelo della battaglia), mentre il padre è interpretato da Bob Odenkirk, mitico Saul Goodman di Breaking Bad e Better Call Saul.
Diciamolo subito: Undone è un esperimento, un prodotto dichiaratamente di nicchia, e non privo di qualche indecisione. Ma non per questo è meno interessante.

È chiaro che a colpire immediatamente è la tecnica di animazione, che consiste come detto nell’aggiungere e integrare uno strato di cartoon sulla recitazione vera degli attori. Una tecnica non nuova ma ancora poco sfruttata (un esempio famoso è A Scanner Darkly, di Richard Linklater, con Keanu reeves, del 2006) e che consente di avere cartoni animati dall’espressività molto pronunciata, ma che riesce a essere efficace solo quando, più che essere un semplice vezzo, diventa essa stessa materia espressiva di ciò che la storia vuole comunicare.

In questo caso, la percezione di Alma è distorta sia dal suo essere sorda (ha un apparecchio acustico che, una volta tolto, la fa piombare nel silenzio), sia da questi suoi strani poteri e dall’incontro col fantasma del padre, e l’animazione non serve solo a restituire una visione “strana”, insolita e disturbante della vita apparentemente normale della protagonista, ma anche a unire gli elementi più realistici e quelli soprannaturali con grande coerenza. Per dirla in altro modo, in tante serie o film capita di accorgersi dello stacco molto forte, proprio in termini visivi, fra una ripresa normale e una che invece fa un pesante utilizzo di effetti speciali. In questo caso, invece, la realtà concreta e la dimensione più soprannaturale si compenetrano e si fondono in modo molto più uniforme, senza soluzione di continuità, permettendo anche allo spettatore un continuo entrare e uscire dal sogno, che dà un piacevole senso di vertigine.

Amazon ci ha permesso di vedere i primi tre episodi in anteprima, quindi al momento di scrivere non sappiamo come finirà la vicenda, o anche solo la prima stagione. Bisogna però dire che il percorso è in crescendo: il primo episodio è (colpevolmente) un po’ troppo “normale”, e guardarlo senza aver visto un trailer o senza sapere nulla della trama futura rischia di lasciare un po’ di amaro in bocca. Avendo anche solo qualche indizio di cosa arriverà, e magari riponendo fiducia in autori che hanno già fatto la storia recente dell’animazione (seppur in un genere molto diverso), si dà invece fiducia anche al secondo episodio, e lì sì che arriva the real shit.
Comincia un viaggio allucinato in cui una specie di padre-maestro (e già il fatto che sia Bob Odenkirk ci riempie di gioia), conduce la figlia-apprendista in un mondo ben oltre la scienza e la quotidianità, che trova nell’animazione più creativa uno sbocco naturale e molto efficace d’espressione.

Undone è sicuramente una serie con una storia precisa e pure abbastanza lineare, ma che dà il suo massimo solo se lo spettatore accetta di immergersi e farsi trasportare da queste onde oniriche di colore, indeciso fra cosa è reale e cosa no, in attesa di capire cosa Alma riuscirà a fare della sua vita non solo presente e futura, ma anche passata.
Un prodotto forse per pochi, che probabilmente non lascerà segni grossi, ma ideale per chi cerca sempre qualcosa di nuovo.
E mi rendo conto che questa ultima frase andava benissimo per il “perché seguirla”. Ora lì che ci scrivo?

Perché seguire Undone: svelta, creativa, stuzzicante.
Perché mollare Undone: ha i tratti dell’esperimento, del gioco linguistico, e non sembra in grado di diventare una serie “grande” a 360 gradi. Può in generale, non è per tutti.



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