10 Maggio 2024

Dark Matter – Ancora mondi paralleli su Apple Tv+ di Diego Castelli

Dopo Constellation, Apple Tv+ torna nel multiverso con ritmi, toni e temi diversi, ma forse con un risultato non troppo diverso

Pilot

Lo scorso febbraio, Apple Tv+ ci portò in orbita attorno alla Terra per dar vita a una storia di viaggio spaziale ma anche, e soprattutto, di mondi alternativi e dimensioni parallele.
Constellation, questa era la serie, ha funzionato fino a un certo punto: molto ambiziosa in termini di messa in scena, meno efficace/originale dal punto di vista narrativo, con la sensazione finale di una montagna che partorisce un topolino (o magari una marmotta dai, non esageriamo).

A distanza di pochi mesi, la stessa Apple Tv+ ci riprova con Dark Matter, in italiano Materia Oscura, tratta dall’omonimo romanzo di Blake Crouch che, caso abbastanza raro, firma anche la sceneggiatura della trasposizione televisiva.
Per quanto l’ambientazione sia diversa e l’approccio visivo pure, siamo di nuovo nello stesso genere, cioè la fantascienza dei mondi paralleli.
E a giudicare dai primi due episodi, potrebbe di nuovo essere un caso di marmotte che escono dalle montagne.

Nel guardare i primi due episodi finora disponibili mi è venuto il dubbio che, forse, chi li ha girati non sapeva come poi Apple avrebbe promosso la serie, con quali parole e quali immagini nei trailer, perché alcuni evidenti twist del primo episodio erano già stati spoilerati in lungo e in largo proprio dalla promozione dello show (al netto del fatto che chi ha letto il libro sapeva già tutto, ma questo è un altro discorso).

A questo punto, nemmeno noi “proteggeremo” quel particolare twist, perché se non lo fa Apple, perché dovremmo farlo noi?
Ebbene, Dark Matter racconta la storia di Jason (Joel Edgerton), professore di fisica sposato con Daniela (Jennifer Connelly) e padre di Charlie (Oakes Fegley). Nei primi minuti del pilot capiamo che, un po’ come Walter White di Breaking Bad, Jason ha un passato da brillante scienziato, poi abbandonato in nome di una vita più raccolta e familiare.

La vita di Jason viene sconvolta quando, improvvisamente, l’uomo viene catapultato in un’altra dimensione, una in cui è conosciuto per essere uno scienziato clamoroso, ma in cui non è sposato con Daniela né tantomeno è diventato padre.
E chi ce l’ha mandato Jason nell’altra dimensione? Lui stesso, ovvero il Jason non-sposato e non-padre, che a un certo punto ha deciso di cambiare vita, appropriandosi di quella del suo alter ego, che però adesso rivuole indietro la sua vecchia esistenza.

Thriller, drama familiare, esplorazione antropologico-filosofica alla Sliding Doors: in questi due episodi, Dark Matter sembra voler essere tante cose, prima che una serie di fantascienza tout court.
Per dirla in altri termini, l’elemento fantascientifico, più che un reale oggetto di indagine pseudo-tecnologica a vantaggio di ingegneri nerd all’ascolto, è uno strumento narrativo usato per introdurre il tema delle scelte, del potere del libero arbitrio sulla vita del singolo, del ragionamento sul passato della propria vita in termini di rimpianti e rimorsi.

È anche così che si spiega un trattamento tutto sommato leggero della parte scientifica, e perfino la scelta di alcuni escamotage che la rendono completamente digeribile anche a un pubblico non esplicitamente appassionato del genere: per fare giusto un esempio, ogni volta che saltiamo (noi spettatori) da una dimensione all’altra, si ode un distintivo “clic” nella colonna sonora.
Come dire, a prova di scemo, così che tu possa dedicare meno risorse attentive alle implicazioni quantistiche della vicenda, e concentrarti invece sul fatto che questi due si sono scambiati vite molto diverse fra loro.

Per certi versi, Dark Matter è più riuscita di Constellation, nella misura in cui si pone obiettivi più semplici e li raggiunge in maniera “facile”: basta poco per accorgersi che non siamo di fronte alla serie che vuole rivoluzionare un genere o imporsi come la nuova pietra di paragone del thriller fantascientifico. Si tratta invece di un intrattenimento tutto sommato accessibile, che vuole appassionare senza confondere troppo, cercando di toccare il cuore di chi guarda con elementi molto riconoscibili e in cui ci si può facilmente identificare (non ci servirebbe il viaggio nel multiverso per capire le indecisioni fra carriera e famiglia).

Da questo punto di vista, Dark Matter ha un bel ritmo, personaggi tutto sommato riusciti (anche se la recitazione di Joel Edgerton, specie nei primi minuti dell’inversione dei mondi, risulta un po’ troppo distaccata e fuori contesto), e si prende la briga di piazzare, sul finire del secondo episodio, una sorpresa molto forte che anche da sola si merita la visione del terzo episodio.

Vista da questa prospettiva, Dark Matter supera Constellation perché quella si poneva sì un obiettivo molto ambizioso, fallendolo però in gran parte, e lasciandoci quindi una sgradevole sensazione di nulla di fatto.

Allo stesso tempo, e pur volendo valutare un prodotto in base a quello che si propone di ottenere (non puoi giudicare Peppa Pig usando i criteri che useresti per un film di Christopher Nolan, altrimenti sei stupido tu), anche Dark Matter deve rispondere a criteri più generali: è una serie multigenere su una piattaforma molto importante, che ci chiede attenzione come ce la chiedono altre cento serie contemporaneamente.
In questo senso, se la merita?

Eh, diciamo nì. Se vi piace il genere, pur nelle sfumature che ci siamo detti, allora Dark Matter può effettivamente fornire qualche spunto di interesse e di semplice piacevolezza, che non guasta mai.
Però è difficile arrivare alla fine dei due episodi sentendosi inesorabilmente trascinati, perché di grandi invenzioni (visive o narrative) non se ne vedono, e perché le singole scelte nei dialoghi e nella recitazione rimangono strettamente legate alla necessità di raccontare una storia che fili via liscia e rassicurante, senza troppi scossoni.
Non solo, anche la riflessione filosofica sembra abbastanza basica: la serie sottolinea senza troppi fronzoli che l’uomo che ha scelto l’amore e la famiglia sopra la carriera ha fatto la scelta giusta. Opinione legittima, per carità, ma se è l’unica prospettiva possibile, non ne guadagna certo lo spessore della serie (le cose potrebbero anche cambiare a breve, ma se sei una serie spessa si dovrebbe vedere nell’arco di quasi due ore, altrimenti rischi che io me ne vada).

Mi resta ancora da capire cosa c’entri la “materia oscura” con una serie che parla di mondi paralleli. Potrebbe essere semplicemente il riferimento a un pezzo di fantascienza che ancora non abbiamo visto, oppure potrebbe rappresentare l’intento di usare un concetto scientifico (la materia oscura, appunto) per illustrare un tema più psicologico, ovvero quell’oscurità di rimpianti e rimorsi e pensieri ossessivi che nel caso specifico possono portare un personaggio a saltare addirittura in un mondo parallelo pur di rimediare ai suoi errori.
Staremo a vedere.
(Si nota che stavolta non ho letto il romanzo, vero? Non mi spoilerate please)

In ultimo, giusto per fare una riflessione più di contesto, mi chiedo se Dark Matter non rappresenti parte di un tentativo di Apple Tv+ di fare quello che… stanno facendo tutti, a partire da Netflix, cioè allargare la propria base di utenza dopo una prima fase di stilosità orgogliosamente di nicchia.

Ormai sappiamo che Netflix produce (anche) prodotti che sembrano buoni per Rai Uno, mentre Apple, finora, ha sempre cercato di rimanere a un livello più alto, senza concedere granché al “generalismo”.
Vedere ora una serie di fantascienza che però è anche tanto accessibile e, per certi versi, molto media, mi fa pensare che anche a Cupertino stiano cercando di allargarsi un po’. Mossa aziendalmente comprensibile, ma meno interessante per chi, come noi e voi che leggete queste pagine, tende a cercare qualcosa di più e di diverso.

In ogni caso, ho intenzione di proseguire la visione di Dark Matter, per vedere, per esempio, se quella bella scena finale del secondo episodio potrà aprire la strada a una maggiore originalità e a scossoni più impattanti. Nel caso ci risentiamo, e sicuramente ne riparleremo anche sul nostro podcast Salta Intro e su TikTok.

Perché seguire Dark Matter: il suo essere un thriller fantascientifico di buon ritmo e comprensabilità la rende apprezzabile a molti palati diversi.
Perché mollare Dark Matter: se per voi la fantascienza è prima di tutto capacità di scoperchiare il cervello degli spettatori, ecco, qui mi sa che non succede.



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