30 Settembre 2010

Gleettany di Diego Castelli

Special Glee on Britney Spears

ATTENZIONE SPOILER!

Ehhhh, mi piaceva Britney Spears…

Non tanto per la musica. Che poi era orecchiabile e furbamente facilotta, anche se non certo degna di chissà quale entusiasmo. Ma era proprio il “marchio” Britney a funzionare. Aveva tutto quello che serviva per sfondare nel magico mondo della superficialità. Bionda, bella, moderatamente talentuosa. Soprattutto, sorriso angelico e retrogusto porcellino. Son sempre le migliori.

Certo, tutto questo prima che le tette si gonfiassero, i capelli si rasassero, i bordi si allargassero. Prima di snocciolare la prole, di drogarsi, di bere, di andare in giro vestita come una barbona, di fare concerti in cui, guardate bene, comincia ad assomigliare troppo a una di quelle tardone che odiano invecchiare. Il tutto a 29 anni…

Ma Britney è sempre Britney, e sapere che Glee preparava una puntata apposita mi ha fatto ringalluzzire. Dopo la visione sono soddisfatto, è venuto fuori un bell’episodio.
Non si sono inventati strani meccanismi per far arrivare la Spears al liceo. Semplicemente, i ragazzi vanno uno a uno dal dentista, e l’anestesia gli genera vivide Britney-fantasie, che stimolano le loro voglie di trasgressione. E proprio quei sogni regalano some serious choreographies, con una protagonista che spicca su tutti: Brittany, che non per niente è bionda e si chiama “Brittany S. Pierce”. Sicuramente non è stata casuale la scelta di un personaggio completamente idiota che avesse nome e fattezze così simili alla regina per eccellezza del pop stupidotto. Ma forse nemmeno Ryan Murphy si immaginava che Heather Morris, messa giù da gara e truccata come si deve, potesse essere una sosia così clamorosa della vera Britney. Roba da far strabuzzare gli occhi, e da ricordarci che in fondo è una bella e brava sgnacchera (persino noi maschi privi di pudore e scrupoli l’avevamo ormai confinata nella zona “intrombabili”, per manifesta inferiorità mentale).
A darci soddisfazioni c’è poi la solita, ben nota ironia: insistere per tutta la puntata sulla forza di Britney Spears e sulla sua travolgente carica ormonale, in un liceo come quello di Glee in cui sono tutti imbecilli, non fa altro che ottenere (volutamente) l’effetto opposto. Si gioca con un’icona, rendendole omaggio senza per questo darle un’importanza che oggettivamente non ha. Tanto è vero che nell’unico momento “serio” della puntata, la canzone in sottofondo non è sua…
Insomma, storia buona (anche nell’orizzontale), battute sempre all’altezza (vedere discorso del preside prima della performance colletiva), numeri musicali davvero ben fatti (guardatevi la ricostruzione maniacale di Baby One More Time, Gus Van Sant sarebbe fiero…).
Siamo contenti, via…

E la vera Britney? Be’ lei non si è accorta che la prendevano per il culo, quindi c’è, carina e luminosa. Ovviamente si fa vedere in poche scene, non balla, non canta, parla poco e recita male. Mi sa che non ce la fa più, poverina. Se prova a far la ruota perde ginocchia e dignità. E anche con la divisa da cheerleader è un po’ goffa, tipo ex reginetta del ballo che cerca di ravvivare lo spento matrimonio con un alcolista violento.

Però oh, Britney è sempre Britney…

PS Mi son dimenticato di un’altra bella guest star: John Stamos, ex ER e tante altre cose. No, lo dico perché alle fanciulle fa gola da sempre, e così mi mipiacciano il post su facebook…

PPS La parola Gleettany è stata proposta dalla nostra assidua fan Giulia. Le rendiamo grazie, senza farle pesare che, a ben guardare, nel neologismo non compare Britney…



CORRELATI