13 Aprile 2011 16 commenti

Impara dal telefilm – Quarto episodio di Vale'n'Tina

Vero come la finzione

Una mattina di qualche mese fa mi trovavo a lezione di sceneggiatura; stavamo analizzando Notting Hill, scene finali. Io me ne stavo lì, con gli occhi a cuore, luccicanti per l’emozione; dicevo le battute all’unisono con Julia “io sono soltanto una ragazza, che sta di fronte a  un ragazzo, e gli sta chiedendo di amarla”; in mezzo alla classe allibita tifavo per Hugh -ovviamente ad alta voce – durante la corsa che lui fa verso il di lei hotel per riconquistarla; nel concludere la mia performance da ultima delle romantiche (o anche delle deficienti) con un assolo su Sheeeeeeeeee meibi de rison ai survaaaaaaaaaaaaaaiv, una delle mie più care amiche decide finalmente di porre fine alle mie sofferenze. Si gira verso di me e, con uno sguardo di profondo compatimento che chiaramente indica “tu non ce la fai più”, mi mostra un foglio sul quale ha scritto: FILM DIVERSO DA VITA.
Dopo la rassegna degli scapoli d’oro, la gara al peggio stronzo in circolazione e l’elenco delle follie femminili, oggi cari i miei studenti affrontiamo un’altra grande verità: film e telefilm in alcuni casi ci hanno rovinato l’esistenza. Ci siamo fissati, tutti, uomini e donne, che certe cose debbano andare in un certo modo. Oh! Lo ha detto la TV! Se lo dice la TV vuol dire che è vero!



IL PRIMO BACIO o Il male che ci ha fatto Dawson’s Creek
– telefilm: appuntamento tra sorrisetto sbilenco-Joey e testa da sofficino findus-Dawson. Sera, lui e lei passeggiano mano nella mano. Scatta la colonna sonora; i due si fermano (che è ‘sta sincronia, ma sentite davvero la musica?), si guardano. Lui –a rallenty- si avvicina. Lei si avvicina. Si guardano ancora. Tutto lentissimamente, che tu stai lì angosciato che neanche il giorno della maturità. Essù, eddai, e mettegli sta lingua in bocca! Vedi che per l’ansia mi fai pure diventare volgare! Dopo un’ora e un quarto di zona Cesarini finalmente ce la fanno; ma valeva la pena di aspettare: un bacio bellissimo, perfetto, storico.
– vita reale: bam, dentata. Minimo. In alcuni casi accadono anche cose inquietanti e/o imbarazzanti tipo starnuti o colpi di tosse. Oppure lei non capisce che la vuoi baciare e rientra in casa. O tu ci provi –chè sei una donna emancipata- e lui si tira indietro. E non apriamo il capitolo “ho capito che sei una donna forte e senza paure, ma per dimostralo dovevi per forza mangiare sei chili d’aglio?”.

IL BACIO CON PIOGGIA o Ma ‘sta panciera m’è pure costata un’occhio
– telefilm: nell’ora e un quarto di rallenty che porta al limone, saltuariamente si scatena un temporale. I piccioncini del caso reagiscono alle secchiate d’acqua celeste in modo molto ovvio e decisamente “oh che gioia, un tornado ci voleva proprio!”
Vabbè, che dire.
Cerebrolesi.
– vita reale: cazzo! Giustamente s’impreca. Si era quasi riusciti a portare a casa il risultato, la tempesta rovina tutto. Il mascara di lei (o di lui –perché al giorno d’oggi non ci sono più certezze) inizia a colare, rendendola sempre più simile ad un panda. Il terreno si trasforma immediatamente in fango scivoloso. Uno dei due cade e si frattura una costola.
Freddo, vestiti bagnati che diventano trasparenti e svelano la panciera che ti eri messa per nascondere Wanda e Olga, i due rotolini eredità del panettone natalizio.
Dannazione.

IL GRANDE GESTO o La prossima volta per cortesia anche meno
– telefilm: succede sempre. Dappertutto. In ogni telefilm ne trovate almeno uno. Dicesi Grande Gesto quel gesto francamente improbabile e decisamente assurdo che uno dei protagonisti della love-story compie per riconquistare l’altro. Di solito si tratta di corse all’aeroporto (non potevi decidere due ore prima che mi amavi così ci evitavamo questa figura di merda?), dichiarazioni con o senza pianto alle due di notte sotto la tua finestra (ma tipo aspettare domattina? Oppure chiamarmi, mandarmi un SMS… no, mi devi proprio far litigare con tutto il palazzo?), irruzione durante il tuo matrimonio gridando “FERMI! IO HO QUALCOSA IN CONTRARIO” (zitto deficiente. Non vedi che è un battesimo? Hai sbagliato chiesa!).
– vita reale: Il Grande Gesto non si fa mai, di solito, perché essendo da definizione Grande, implica anche la grande, talora grandissima, possibilità di fare una figura sconvolgentemente pessima.
Io lo so che quei sassolini che hai tirato sulla sua finestra (sfondandola) avrebbero teoricamente dovuto produrre soltanto un leggero rumore al fine di svegliarla. Ma, santiddio, non potevi suonare il citofono?

NO STRINGS ATTACHED o Ci vediamo quando ci vediamo (tautologia portami via)
– telefilm: è successo in Friends, in Sex and The City, in Dawson’s Creek, in How I Met Your Mother… anche questo, succede ovunque; si fa tutti all’amore che è una gioia. Così, rilassati, olè come viene viene. Ci vediamo quando ci va, se ci va.
– vita reale: lei o lui (perché al giorno d’oggi davvero non si può esser più certi di nulla) alla seconda, massimo terza volta bene comincia ad agitarsi e a buttar lì che dovete parlare. Bisogna definire il rapporto, bisogna fare il temutissimo Discorso Della Coppia.
Stiamo insieme? E se sì, allora siamo monogami? E se no, allora andare con altri è tradimento? E se sì, allora se mi confermi che siamo monogami cosa fai l’emancipata/o a fare?

IL RECALL o Questo amore è una camera a gas
– telefilm: a me avevano detto che Sex and The City doveva essere un telefilm cinico. In quale mondo? Dopo un appuntamento, nel 90% dei casi (ok, la percentuale l’ho sparata; ma ho avuto il debito fisso in matematica per cinque anni, non è che potete pretendere. Diciamo: spessissimissimissimo) Carrie o chi per essa manco fa in tempo a inserire la chiave nel chiavistello che già ha numero otto messaggi in segreteria. Cose mai sentite tipo “volevo dirti che già mi manchi”, “orsacchiotto pucci pu domattina vengo a trovarti”, “anzi no, sto già venendo lì”.
Senti uomo, ma, dico io, sei per caso uno stalker? Parliamone.
– vita reale: noi donne vissute sappiamo che, prima di panicare, abbiamo tre giorni. 3 è il numero cabalistico che la donna moderna ha assegnato al messaggio “vivo bene anche senza di te, ma con te, forse, potrei vivere meglio”.
Ora che ci penso fa molto The Ring: treeeeeeee giorniiiiiiiiiiiiii.
Comunque. Dati questi tre giorni di safe-zone, noi li si passa in allegria cantando questo amore è una camera a gas, è un palazzo che brucia in città, mi telefoni o no? Mi telefoni o no? Chissà chi vincerà.
Poi, arriva la mezzanotte del terzo giorno. Tu fino alle 17 hai tenuto botta, hai finto indifferenza. Chi, io? Angosciata di che? Mafffffigurati, se non richiama ci perde lui. Sì, ok, come no.
Il rintoccare della mezzanotte è lo sparo dello starter: via alla follia. Telefonate fiume con amiche assonnate a ripercorrere passo passo le più vaghe sfumature e accenti di ogni frase detta durante l’appuntamento. Dietrologie, Freud a manetta, congetture.
Senti, donna, dico io: ma richiamare tu? No?



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