26 Luglio 2011 2 commenti

Web Therapy – Il nuovo telefilm con Phoebe di Friends di Marco Villa

Il grande ritorno di Lisa Kudrow è più ritorno che grande

Copertina, Pilot

Se noi e voi avessimo un’idea di un corto o di una webseries, cosa faremmo? Cercheremmo di contattare amici validi e capaci di tenere in mano una videocamera, forse anche quell’amica di amici che ha fatto sei mesi di Paolo Grassi (sperando che non voglia sottolinearlo con una dizione perfetta e del tutto innaturale e un diaframma delle dimensioni di un guscio di tartaruga delle Galapagos). Poi ci metteremmo lì a scrivere e a inventarci delle cose simpatiche, il tutto con una buona dose di cazzeggio.

Questa dinamica, in fondo, è applicabile anche a chi lavora nel mondo dello spettacolo. Mettiamo che voi siate Lisa Kudrow e, insieme ad alcuni amici e colleghi, abbiate una bella idea per una serie. Cosa fate? Vi mettete lì a scrivere e inventare cose simpatiche, il tutto con una buona dose di cazzeggio. E senza stare tanto a pensare a chi coinvolgere, perché vi basta alzare il telefono e chiamare uno qualunque dei vostri amici star del cinema e della TV. Così magari mettete in piedi un progetto senza pretese, che raccoglie visualizzazioni e like su Internet. E va bene così. Quando però, arriva il signor produttore e il signor canale via cavo della situazione, forse è il caso di capire che le cose devono essere fatte un po’ meglio. O almeno, noi e voi ci cagheremmo addosso e ci metteremmo come dei forsennati a dare un tono più professionale al tutto, no? Ecco, la nostra avventura e quella di Lisa Kudrow qui prendono due strade ben diverse, perché la cara Phoebe di Friends – accreditata tra le creatrici della serie, nel trasformare una webseries a basso budget in una serie per Showtime pare abbia detto “ma sì, è andata bene una volta, andrà bene anche la seconda”. No cara Lisa, proprio no.

Web Therapy è il nuovo telefilm con Lisa Kudrow, va in onda su Showtime e racconta le vicende di un’annoiata alto-borghese che decide di inventarsi psicoterapeuta via web. Basta con le noiose e lunghe sedute di 50 minuti, spazio a brevi videochat di 3 minuti con i propri pazienti. Carina, l’idea, vero? Carinissima. Peccato che non faccia ridere neanche per sbaglio.

Nell’anno dei grandi ritorni degli ex di Friends (Matt LeBlanc in Episodes e Matthew Perry in Mr. Sunshine, per lui seconda serie cancellata al volo dopo la ben più meritevole Studio 60), anche la brava Lisa ci ha provato a fare il suo rientro. Scegliendo la porta d’ingresso di una serie piccola piccola, girata con due camere fisse, senza la minima scenografia. Lo spettatore, infatti, entra nella vicenda come se stesse guardando il computer della Kudrow: lo schermo è occupato dal desktop, dove si vedono due finestrelle simil-Skype in cui appaiono la protagonista e il paziente di turno. Ogni tanto, le finestrelle vanno a pieno schermo. Fine della messa in scena. Di fronte a una situazione visiva così minimale, cosa ci si aspetta? Ovvio, no? Che Web Therapy abbia una scrittura a prova di bomba. A maggior ragione se il logo dell’emittente è Showtime, ovvero la casa di Dexter e Shameless. E invece in Web Therapy si assiste a una serie di battutine anche piacevoli, ma che in qualsiasi telefilm occuperebbero momenti marginali di alcune sottotrame. Prenderle e renderle LA serie in quanto tale, beh, non è stata certo la migliore delle idee.

Poi ovvio, quando vedi apparire Victor Garber (Alias) lasci fuoriuscire il tuo “aaawww” d’ordinanza, così come avverrà per le prossime super guest star. Ma basare tutta una serie su una cosa di questo tipo è proprio poco.

Previsioni sul futuro: tante battutine piacevoli e poco ficcanti, tante facce celebri a cui siete affezionati. Manca qualcosa? No, la scrittura non è prevista.

Perché seguirlo: perché venti minuti a settimana non si negano a nessuno e perché Lisa Kudrow è e sarà sempre nei vostri cuori come tutti i soci di Friends.

Perché mollarlo: perché è una comedy tutta basata su battute fulminanti. E non ha battute fulminanti.



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