22 Settembre 2011 7 commenti

2 Broke Girls – Anche no, ma forse… di Marco Villa

Cameriere, povert

La prima impressione a volte inganna. Lo so, è bello lasciarsi andare a giudizi basati sul primo impatto. Come con la tipa che incontro ogni mattina alla stessa ora, allo stesso punto del tragitto casa-metro. Mai parlato, mai neanche scambiato un saluto con la testa. Però è una deficiente, dai. È evidente. Così, faccio partire 2 Broke Girls e l’intro che precede la sigla è una roba inguardabile: scenografia di cartapesta da sitcom anni ’70, risate in sottofondo e il più abusato dei giochi di parole sul verbo venire. E invece. Diventa un capolavoro? Non esageriamo, però qualche cartuccia da sparare questa 2 Broke Girls potrebbe anche averla.

2 Broke Girls è una serie in onda su NBC CBS dal 19 settembre. Racconta di Max e Caroline, due ragazze di New York che sono al verde, ma al verde in modo diverso. Max è nata povera e la sua vita è uno sbattimento continuo. Fatto che l’ha portata ad avere una scorza non da poco e un carattere un filo aggressivo. Caroline invece è una versione intelligente di Paris Hilton, che si trova sulla strada dopo che il facoltoso genitore è stato colto con le mani nel sacco di una truffa. Via tutti i soldi, benvenuta indigenza. Le due si incontrano nella tavola calda in cui Max lavora da tempo e dove viene assunta anche Caroline. Immaginatevi: due caratteri diversi, un po’ di bisticciate, un po’ di scazzi, reciproca diffidenza, ma in fondo non siamo così diverse, andiamo a vivere insieme, uniamoci nel progetto che svolterà la nostra vita. Sì, tutto nella prima puntata, ma vabbé, oggi mi sento meno stroncatore del solito.

La storia è questa e l’unica variante interessante è il fatto che le due decidano di mettere via 250mila dollari per aprire una pasticceria specializzata in cupcakes. Alla fine di ogni puntata, un contatore mostra quanti soldi hanno raccolto fino a quel momento. Trovata carina, dai. Non da risollevare una serie, però.

Quello che fa cambiare la prima impressione è una manciata di battute non male e un tono che – fatta la tara alla già citata povertà delle scenografie – sa essere cattivo e ruvido in modo piuttosto convincente. Per dire, l’avessero fatta su ABC Family sarebbe stata riempita di stereotipi a strafottere e di una melensaggine diabetica da voltastomaco. In fondo si racconta per la millesima volta la storia del sogno americano e della possibilità di costruirsi il proprio successo, con in più l’aggiunta dei personaggi di sesso femminile. Pur essendo pura generalista, però, NBC ha almeno dimostrato la volontà di non andare troppo sul megaclassico.

Se solo non fosse così vecchia a livello visivo e non avesse quelle cazzo di risate, mantenendo questa stessa sceneggiatura 2 Broke Girls guadagnerebbe tantissimo e – pur non potendo certo diventare la rivelazione dell’anno – potrebbe puntare a essere qualcosa di interessante. Così, invece, riesce solo a sbugiardare la prima impressione: non è desolante come il suo incipit, ma non spicca mai il volo per davvero. A quanto pare, è una cosa che non ha toccato minimamente il pubblico americano, che ha premiato l’esordio con ottimi ascolti.

Previsioni per il futuro: tra equivoci e minchiate varie, la somma raccolta dalle due crescerà e decrescerà senza sosta.

Perché seguirlo: perché ogni volta che vedete qualcuno lottare per il proprio futuro vi mettete a incitarlo dal divano

Perché mollarlo: perché a livello visivo vi sembrerà di aver riavvolto di vent’anni il nastro della storia televisiva. E perché non è sta gran bombetta, suvvia.

P.S. e nonostante il sottotitolo ammiccante non ho mai citato l’impressionante prorompenza di Kat Dennings a.k.a. Max e la faccenda del leak delle sue foto private. Perché questo sito non fa gossip. Però, oh, è prorompenza vera.



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