28 Febbraio 2013 7 commenti

Utopia – La prima stagione è bomba. Bomba. Bomba. di Marco Villa

Ecco perché Utopia è una serie da vedere

ATTENTI: SPOILER A MANETTA SU TUTTA LA PRIMA STAGIONE

La prima stagione di Utopia è finita il 19 febbraio su Channel 4 ed è stata una stagione bomba. Poco da aggiungere al riguardo. Non è stata perfetta, certo, ha avuto qualche momento di flessione, vero, ma si è dimostrata una serie in grado non solo di convincere fin dalle prime sequenze, ma di imporsi con forza come qualcosa di diverso, di immediatamente riconoscibile.

Del resto se si parla dei punti di forza di Utopia non si può non partire dall’aspetto visivo. La prima stagione di Utopia è girata in modo impressionante. Su tutto: i colori, così saturi e gelidi, quel giallo che ritorna a sottolineare i momenti più importanti e carichi di tensione. Pensate all’ultimo episodio, a Grant chiuso nella stanza e interrogato dal capo delle Corvadt, con una parete gialla (giallissima, di quel giallo Utopia) sullo sfondo.

Poi c’è la storia. Utopia non racconta una semplice cospirazione, con mega complotti e segreti. Utopia fa un passo avanti e racconta di un piano che contiene una vera e propria visione filosofica dell’uomo e del suo ruolo su questo pianeta. Se vi togliete un secondo dalla semplice logica del racconto, vi rendete conto della potenza di quanto raccontato da Utopia. Stiamo parlando di un progetto per ridurre l’umanità a una popolazione totale che numericamente si attesta sulla metà della Cina attuale. Una soluzione che viene architettata dai cattivoni, ovvio, ma che non viene trattata come la follia totale, al punto che uno dei personaggi principali, forse quello che fino a quel momento ci era stato più simpatico (Wilson Wilson), vi aderisce in uno slancio nichilista. E siamo sempre su un canale pubblico della televisione inglese. Ve lo vedete il MOIGE che parla di sacralità della vita? Io sì, cazzo.

Un’altra caratteristica fondamentale della diversità e unicità di Utopia è legata proprio ai personaggi. Di fatto, non c’è un protagonista. Al centro dell’azione, per buona parte del tempo, ci sono i tre sfigatoni che restano invischiati loro malgrado nella faccenda, ma nessuno di loro spicca. Anzi: Ian è perfettamente inutile dall’inizio alla fine, senza mai uno slancio; Becky è insopportabile per larga parta della stagione; Wilson Wilson è il più definito, ma comunque non è mai al centro della scena. Verrebbe da dire che la protagonista è Jessica Hyde: si tratta di un personaggio meraviglioso, ma se ci pensate, a parte alcune puntate, non si impone certo per minutaggio. Lei e Pietre sono senza dubbio le figure più forti della prima stagione di Utopia, ma non li si può definire personaggi principali. Così come i ragazzini, gli unici a fare veramente qualcosa: Grant uccide il capo della Corvadt, Alice spara a un altro nemico e scopre la composizione della molecola unendo i disegni (in un meccanismo di aspettative e frustrazione fantastico: la sua scoperta si rivela perfettamente inutile pochi minuti dopo, nel finale dell’ultimo episodio). Sono loro a far progredire veramente la storia, ma risultano comunque parte del contesto generale, sul quale non si impongono.

Più che i personaggi, a essere ricorrenti e in primo piano sono situazione e comportamenti, spesso ai limite del tormentone. Pensiamo al fantastico “where is Jessica Hyde?” delle prime puntate, al respiro affannoso di Pietre e al suo mangiare uvetta, fino a quel colore giallo e alla fotografia citati in precedenza. L’ultimo aspetto che vale la pena sottolineare di Utopia è il fatto che, per dirla facile facile, è una serie in cui si ammazzano i bambini. Lo so, detta così non ha molto senso, ma pensateci: vi ricordate un film o una serie in cui uno dei cattivi uccide come se niente fosse un numero così alto di bambini? Restano in mente il primo, ucciso con il gas e l’ultimo ucciso da Pietre, ovvero quello che mangia caramelle nella palestra della scuola. Mica male, in quanto a coraggio.

Come detto in apertura, non mancano i difetti. Ma, per una volta, chissenefrega. Questi elencati sopra sono elementi che rendono Utopia qualcosa di diverso da ciò che abbiamo visto in questi anni tra Inghilterra e Stati Uniti. Tutti elementi che rendono Utopia una bomba. Da vedere. Punto.

 



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