6 Settembre 2018 25 commenti

Jack Ryan – Amazon spinge il genere spy al suo massimo di Marco Villa

John Krasinksi è Jack Ryan, il leggendario personaggio dei libri di Tom Clancy

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Un nome può valere tutto, può essere da solo la sintesi di un personaggio, diventare parte del suo carattere per sonorità e per significati più o meno impliciti che si porta dietro. Jack Ryan è un nome perfetto, ad esempio. È semplice, sa di uomo comune, ti fa sentire vicino perché in apparenza è formato da due nomi e da nessun cognome, ma allo stesso tempo per brevità e incisività riesce a trasmettere anche forza, risolutezza. Tranquilli, non è una tesina di semiotica di terz’ordine, ma solo un incipit per dire che il personaggio dei libri di Tom Clancy mantiene le proprie caratteristiche anche in formato serie tv e soprattutto continua a rendete onore al proprio nome.

Jack Ryan è una nuova serie tv di Amazon, disponibile su PrimeVideo dal 31 agosto. Basata sui libri del già citato Tom Clancy, uno che ha venduto milioni e milioni di copie, racconta le vicende di Jack Ryan -appunto- brillante analista della CIA in prima linea nella lotta al terrorismo. Dopo un complicato passato nei marine che gli ha lasciato ferite visibili e invisibili, Ryan continua a servire il proprio paese, senza però imbracciare più un’arma: da tempo, la sua postazione è dietro una scrivania a rintracciare indizi finanziari che possano segnalare l’esistenza di una rete terroristica e di possibili attentati. Proprio incrociando dati bancari, giri di bonifici e intercettazioni, arriva alla conclusione che tra Yemen e Siria sta emergendo la figura di un misterioso Suleiman, che si candida a diventare il nuovo Osama Bin Laden. Per approfondire la pista, Ryan torna sul campo nello Yemen per interrogare due sospetti, ma la sua spedizione finirà tra esplosioni e sparatorie di un certo peso.



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Non entro nei dettagli per non rovinare la visione del primo (doppio) episodio, una partenza che ha lunghezza, potenza e investimenti da vero film. L’inizio nelle stanze di Washington non deve ingannare, perché l’ultima mezz’ora sposta tutta l’azione in una base segreta oltreoceano che diventerà teatro di uno scontro a fuoco spettacolare. Le scrivanie e il campo, sono questi i due estremi tra i quali rimbalza Jack Ryan e il riferimento più immediato non può che essere Homeland, a cui però va tolto più di un livello di drammaticità e di approfondimento psicologico. Rispetto alla serie con Claire Danes, Jack Ryan si presenta come un prodotto più votato all’intrattenimento, che si caratterizza per molte scene di tensione e azione, senza però finire mai nel dramma vero e proprio. Da questo punto di vista, è perfetta la scelta di John Krasinski, protagonista che, come il buon Harrison Ford, sa essere efficace nelle scene di azione, come in quelle più leggere che coinvolgono la sua vita personale e il rapporto con il suo capo James Greer (Wendell Pierce, volto già amato in The Wire).

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Jack Ryan è una serie solida, che unisce la fortissima base dei romanzi di Clancy agli investimenti di peso di Amazon e al mestiere di autori come Carlton Cuse e Graham Roland, entrambi passati per Lost e Fringe, tra gli altri. I primi episodi sono semplicemente perfetti nella loro linearità, che non chiede sforzi allo spettatore, né punta a offrire uno spettacolo diverso da una storia accattivante, con picchi di tensione e momenti di distensione. È un prodotto pop che conosce i meccanismi del genere e li sfrutta con sapienza. Per il godimento di chi guarda.

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