21 Giugno 2013 15 commenti

Serial Moments Ever – Le 10 scene più belle della storia delle serie tv di La Redazione di Serial Minds

La spariamo grossa. Le più belle scene di tutti i tempi nelle serie tv.

serial-moments-ever-dieci-migliori-scene-serie-tv

Cosa c’è di più bello di un elenco inutile, in grado però di provocare discussioni infinite? Ok, qualcosa di più bello c’è, ma in questo caso siamo comunque nelle parti alte della classifica. Serial Minds vi propone i Serial Moments Ever, ovvero una versione estesa e molto supponente dei Serial Moments del lunedì, quelli in cui il Castelli mette in fila i 5 migliori momenti della settimana seriale appena conclusa. Oggi il duumvirato di Serial Minds si mette insieme per stilare l’elenco delle dieci migliori scene nella storia delle serie tv. Roba supponente, l’abbiamo detto. Dieci scene, quelle che sono le migliori per noi. Ovvero quelle che ci fanno venire dei brividi ogni volta che le ricordiamo. Non le più importanti, ma le più belle, rigorosamente per noi. Per comodità e fruibilità mettiamo dei numeri all’elenco, ma non è una classifica. Ecco a voi Serial Moments Ever – Le 10 scene più belle della storia delle serie tv. Preparate i fazzoletti. E le vostre controproposte. Le scelte sono di Diego Castelli (DC) e Marco Villa (MV)

SPOILER ALERT: non vedrete immagini o titoli con spoiler, ma nella descrizione delle scene diciamo per filo e per segno quello che succede. Regolatevi.



1. Six Feet Under 5×12 – Il finale di Six Feet Under
Non è una scena, è un capolavoro. Punto. E’ probabilmente la cosa che mi ha fatto piangere di più davanti a uno schermo. Una serie di colpi sleali, che arrivano a ripetizione. Hai seguito una decina di personaggi per cento episodi, conta poco che tu li abbia visti a cadenza settimanale o tutti insieme. Personaggi che hanno fatto di Six Feet Under una presenza famigliare e importante nella tua vita. E di colpo, uno dopo l’altro, assisti alla morte di tutti quei personaggi. Già sei emotivamente provato dal fatto di essere alla fine di tutto, ma questo finale è comunque oltre. Si piange, tantissimo. Capolavoro. Punto. (MV)

2. ER 8×20 – Passaggio di consegne
Questo è uno dei momenti in cui la mia passione per le serie tv ha brillato più luminosa. Mark Greene era fin dall’inizio il protagonista di ER. John Carter era fin dall’inizio il giovincello che ha tutto da imparare. Otto anni dopo, Mark muore per un tumore, John diventa il medico più importante dell’ospedale e, di fatto, il nuovo protagonista della serie. La 8×20 è un insieme di riflessioni e flash back che costruiscono un unico, grande passaggio di consegne, che culmina col discorso che Carter riserva al giovane Gallant, appena scappato con la nausea da una sala operatoria. E’ lo stesso identico discorso che Mark aveva fatto a lui otto anni prima. Non otto anni “per finta”. Otto anni sul serio, perché coi telefilm i personaggi li segui per cinque, dieci o quindici anni, crescendo e invecchiando con loro. E in scene come questa senti tutto il dolce peso di anni di fedeltà. Nel video qui sotto c’è il discorso di Carter, mentre a questo link c’è il primo, quello di Mark. Notare le precise similitudini anche dal punto di vista registico. (DC)

3. Friends 5×14 –  Io so che tu sai.
Io so che tu sai che lei sa che io so. Una puntata di Friends passata alla storia in questo modo. Il punto più alto dell’idiozia di Joey, uno dei più alti di tutto Friends. Monica e Chandler hanno iniziato a frequentarsi. Joey lo sa ma non può dirlo. Rachel lo sa ma non può dirlo. Inizia una serie di mosse e contromosse per far cadere in trappola la fazione avversa e si ride davvero tantissimo. Purtroppo il video che ho trovato non è niente di che, ma fa comunque un gran bene ricordarsi questa puntata di Friends. (MV)

4. Lost 3×22 – We have to go back
La scena di Lost che più mi ha emozionato, perché ero ancora “giovane”, è probabilmente il finale della prima stagione, con l’apparizione degli Altri e il rapimento di Walt. Ma è col “we have to go back” che Lost piazza il vero colpo di classe, perché insieme all’emozione e alla sorpresa ti costringe a provare un’ammirazione sfrenata per degli autori capaci di costruire un’intera puntata che sembra un flash back, e invece è un flash forward. Il tutto in un momento in cui non credevamo possibile, nella serie che stavamo guardando, vedere un flashforward, mascherato o meno che fosse. Detto che io Lost l’ho amata tutta, forse questo è il punto più alto, da cui poi è iniziata una lenta ma percepibile discesa. (DC)

5. The West Wing 2×22 – Il finale della seconda stagione
Parlare di scena, qui, è riduttivo. Parliamo di un finale di stagione che mette insieme, due dei momenti più forti di tutta l’epopea di The West Wing e del presidente Jed Bartlet. Bartlet è alla fine del primo mandato, deve ancora annunciare se correrà per la rielezione o meno. E’ stanco, ha paura che la malattia lo freni e non gli permetta di essere al meglio. In tutto questo, muore in un incidente Mrs. Landingham, l’assistente di una vita. E da lì parte la crisi e la ripartenza del presidente. Prima un fantastico monologo all’interno della cattedrale dove si è appena tenuto il funerale. Un monologo di un credente e praticante, che si rivolge a Dio iniziando con un “You son of a bitch” e chiudendo con una sigaretta spenta sull’altare. E poi i momenti che precedono l’annuncio della ricandidatura. Sotto “Brothers in arms” degli insostenibili Dire Straits, ma è un dettaglio, Perché quando si arriva a quel “Watch this” di Leo McGarry, i brividi partono alla grande. (MV)

6. 24 3×14 – Vendetta
Nella mia personale storia di serialminder, poche volte mi sono sentito tradito e sbeffeggiato come alla scoperta della malvagità di Nina Meyers, che nella prima stagione di 24 sembrava essere non solo il miglior braccio destro possibile per Jack Bauer, ma anche la donna giusta per lui in tutti i sensi. Questo finché non si è rivelata una traditrice senza alcuno scrupolo, una mercenaria della peggior specie. Ecco che allora tra i miei moments preferiti c’è per forza la sua morte, avvenuta due anni dopo, quando Jack può finalmente sovrastare il corpo ferito di lei, decidere che non gli serve più a niente, e ucciderla così, a sangue freddo, con quel misto di meravigliosa tamarraggine e profonda amarezza che è tipica del personaggio interpretato da Kiefer Sutherland. Non ricordo bene le mie parole di allora, ma ricordo distintamente di aver esultato come mai prima. Tra l’altro, a rivederla oggi, la scena ha una terribile patina anni Ottanta, anche se era il 2004. Vabbe’… (DC)

7. The Big Bang Theory 3×14 – Quando Bazinga è entrato nell’immaginario collettivo
Io The Big Bang Theory l’ho mollato. Mi illudo dicendo che quest’estate lo recupererò, ma la verità è che non me ne frega più niente. Eppure un tempo mi faceva ridere parecchio, ma proprio tanto. E poi, cosa che non va mai sottovalutata, ha piazzato almeno una cosa che è entrata nell’immaginario di tantissimi. Sto parlando dell’espressione “Bazinga!”, coniata da Sheldon Cooper per sottolineare i suoi scherzoni. Questa scena è l’apoteosi del Bazinga e ricordo grandi risate. Che bei tempi, quelli, per The Big Bang Theory

8. Dawson’s Creek 6×23-24 – Cinque anni dopo
Cioè, sono anche stato in vacanza a Capeside, non potevo lasciar fuori Dawson. Tanto più che il doppio finale di serie era e rimane una perla vera. Non so se altri telefilm l’avevano già fatto in passato, ma comunque era la prima volta che lo vedevo io: un episodio finale spostato in avanti di alcuni anni rispetto alle puntate precedenti, in cui la vita dei protagonisti è proseguita lontano dai nostri occhi, per poi mostrarsi in un ultimo momento di riconciliazione e conclusione, in cui qualcuno muore, qualcuno trova l’amore a lungo atteso, qualcuno riesce a raggiungere gli obiettivi di una vita. E’ un insieme di serial moments, più che un unica scena, un fuoco di grandi emozioni per chi, come me, aveva seguito con passione una serie che metà della popolazione adorava e che l’altra metà evitava come la peste. Una serie che rivista oggi, come mi è capitato di fare un annetto fa, non perde quasi niente della forza innovativa che aveva allora, così diversa dagli altri teen drama della stessa specie. Ed eccola qui la scena finale, dove vediamo tra l’altro uno spezzone della serie creata da Dawson, ispirata alla sua vita e chiamata The Creek, sorta di serie nella serie con tanto di citazioni dialogiche del testo della sigla. Geniale. (DC)

9. Community 1×23 – La battaglia del paintball
Mi è capitato poche volte. Un momento chiarissimo, lampante, in cui una serie mi ha preso del tutto. Community è una delle cose che mi sono piaciute di più in questi anni e il ritorno di Dan Harmon come showrunner fa sperare benissimo per la quinta stagione. Tanta voglia. E tanta voglia di rivedere all’infinito questa puntata, in cui ogni scena meriterebbe un posto in questo elenco. Ne scelgo una sola, ovvero l’ingresso di Chang nell’aula studio. Ma è simbolica e non a caso la trovate in questo video insieme a tante altre. (MV)

10. Friends 10×20 – Quelle chiavi sul bancone
Quando ho visto che il Villa aveva messo Friends nella sua cinquina ho un po’ imprecato, perché mi aveva rubato una serie che volevo assolutamente mettere. Allora sono rimasto lì qualche minuto a riflettere, sorvolando i mondi di Scrubs e Buffy, di Sons of Anarchy e Fringe, di Breaking Bad e di Mad Men. Ma la mia mente tornava sempre lì, a quei sei semplicissimi amici di New York. E allora ho detto chissenefrega, dopo tutto l’abbiamo dichiarato subito che questo non voleva essere un elenco obiettivo o esaustivo, bensì emozionale e nostalgico. Fatto col cuore più che con la testa. E quindi, se devo ascoltare il cuore, io vado lì, a quell’ultima scena, con l’appartamento di Monica spogliato e denudato, poche risate e molte lacrime, e sei chiavi abbandonate su un bancone, a chiudere una storia iniziata quando avevo tredici anni e conclusa quando ne avevo ventitrè. Anni di brufoli e cotte, di esami e diplomi, di telefilm visti in italiano perché non c’era altro modo, di registrazioni con le videocassette e puntate viste e riviste fino a impararle a memoria. Quando è finito Friends è finito un pezzo della mia vita, e quindi io lo metto in classifica, Villa o non Villa. (DC)



CORRELATI