24 Ottobre 2013 3 commenti

The Millers – La comedy di Greg Garcia che non sembra di Greg Garcia (purtroppo) di Diego Castelli

Niente erede di My Name is Earl e Raising Hope

Copertina Pilot, Pilot

The Millers

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Quando stavamo facendo l’elenco delle serie in partenza questo autunno, all’arrivo di The Millers ho subito alzato la mano e ho detto al Villa “MIA”. Il motivo era semplice: parliamo della nuova serie di Greg Garcia, creatore di My Name is Earl e di Raising Hope, uno che ha lasciato e continua a lasciare un’impronta precisa e molto personale nel mondo della comedy televisiva.
Non è un “genio”, e non abbiamo mai speso per lui le stesse parole di elogio che negli anni abbiamo riservato ai Dan Harmon o ai Vince Gilligan. Ma abbiamo sempre risconosciuto la sua capacità di creare situazioni e personaggi assai particolari, capaci di spiccare con facilità in un oceano seriale in cui copie e cloni sono all’ordine del giorno.
The Millers (2)Comprenderete dunque la mia sorpresa alla scoperta che The Millers è una normalissima sitcom. Ma come?!? Io già speravo di vedere chissà quale invenzione, e invece mi ritrovo con una comedy girata in studio, con il pubblico che ride, e una serie di personaggi e gag fastidiosamente normali (rispetto alle abitudini di Garcia).

Protagonista di The Millers è Nathan (Will Arnett), di professione giornalista televisivo, di madre rompicoglioni e di padre annoiato, che nel pilot trova il coraggio di dire ai genitori che ha divorziato dalla moglie che loro adoravano.
Fin qui tutto relativamente normale, se non fosse che l’annuncio convince il padre di Nathan (Beau Bridges) a fare quello che sognava da anni: divorziare dalla pedantissima moglie.
Ecco dunque la struttura di The Millers: Nathan cerca di continuare la sua vita, venendo però tirato in mezzo dalle beghe di due genitori che sono sì separati, ma continuano a passare un sacco di tempo nello stesso spazio, lanciandosi frecciatine, coinvolgendo i figli (Nathan ha anche una sorella) in discussioni infinite e via dicendo.

Bene o male è tutto qui. Della creatività pulita e buffa di Garcia c’è poca traccia, in favore di un’impostazione più volgarotta e tanto più banale.
The Millers non è la comedy più brutta di questo inizio di stagione. E’ tutto un po’ già visto, ma ogni tanto qualche sorriso lo strappa anche. Soprattutto, l’intera The Millers (3)baracca viene tenuta in piedi da un cast che tra Bridges, Arnett e Margo Martindale (aggiungiamoci Jayma Mays) mette insieme una squadra di tutto rispetto, capace di dare almeno quel un tocco di bravura in più.
Però per il resto è poca roba.

Perché seguirla: per i bravi attori, e se vi piacciono le gag su intestini e flatulenze.
Perché mollarla: leggendo il nome di Greg Garcia pensavamo a un nuovo erede di My Name Is Earl. The Millers non lo è, e neanche ci prova.



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