29 Gennaio 2014 1 commenti

Rake US – Una specie di Hank Moody versione avvocato di Marco Villa

Rake è una comedy atipica con un pilot che viaggia a mille all’ora

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Prendete un personaggio in stile Hank Moody di Californication, toglietegli la professione di scrittore e trasformatelo in avvocato, ma lasciategli il giro di donne e la voglia di fare il cazzo che però preferisce spendere il tempo a perdere soldi in giochi d’azzardo e feste. Quando le due cose si verificano in contemporanea, poi, tanto di guadagnato. Date a quel personaggio il nome di Keegan Deane e il volto di Greg Kinnear e rendetelo uno di quelli che non si arrende mai, che prende schiaffi su schiaffi, ma sfrutta la botta del colpo ricevuto come una spinta per avanzare.

Rake è tutto questo e va in onda dal 23 gennaio su Fox. Per questo remake dell’omonima serie tv australiana il debutto non è stato il massimo a livello di ascolti ed è un peccato, perché nei 40 minuti del pilot mette in mostra diverse cose che possono funzionare.



Rake

Su tutto c’è ovviamente il protagonista, costantemente al centro dell’azione e a cui fanno riferimento tutti i comprimari. Kee è amico, padre, ex marito, amante da una botta e via, frequentatore di escort, rivenditore di pesci, giocatore di poker, datore di lavoro e avvocato. Il primo episodio è una sequenza senza soste di situazioni in cui il protagonista viene messo di fronte a un problema, che nell’arco di qualche minuto si acuisce e che viene poi risolto in modo brillante, ma non molto di successo, visto che Kee deve quasi sempre accettare un compromesso che non lo soddisfa a fondo. Quel compromesso è però lo spunto per ripartire e buttarsi ad affrontare un altro problema e così via.

Di base Rake sarebbe la storia di un avvocato, ma dal primo episodio si capisce che questo tratto di Kee sarà uno di quelli meno sfruttati, vista l’ampiezza dello spettro delle possibili situazioni che deve affrontare: il caso di giornata, se dobbiamo chiamarlo così, è quasi inconsistente e trattato con enorme superficialità, ma se cercate un taglio crime in questa serie tv siete completamente fuori strada.

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Come detto, il pilot funziona e va via liscio, ma il tratto principale (la centralità assoluta del protagonista) è anche il possibile punto debole: i comprimari sono completamente schiacciati e le loro potenzialità si intravedono soltanto. La sensazione è che Rake sarà sempre e comunque estremamente vicino a Kee (molto buona l’interpretazione di Greg Kinnear), con gli altri schiacciati sullo sfondo: agli autori il compito di renderlo un personaggio indimenticabile, altrimenti con il passare del tempo si rischierà di arrivare a trovarlo fastidioso e sopra le righe.

Rake si presenta quindi come una comedy insolita, che parrebbe ispirarsi a Shameless nel tono e nella durata, pur abbandonando completamente l’impostazione corale. Il pilot diverte, ma insieme alle qualità mostra chiaramente anche i propri limiti.

Perché seguirlo: per il ritmo e per l’interpretazione di Greg Kinnear

Perché mollarlo: perché ha un’identità che coincide con quella del suo protagonista e la cosa potrebbe diventare controproducente



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