14 Gennaio 2022

The Cleaning Lady: una serie con dentro di tutto, ma con un senso di Marco Villa

The Cleaning Lady è la storia di una immigrata illegale, che entra nella malavita per salvare la vita a suo figlio. E molto altro.

The Cleaning Lady è una serie da record. Non tanto per gli ascolti che ha fatto registrare su Fox (miglior debutto degli ultimi anni per il canale), ma per un altro aspetto: a naso, è forse la serie più densa che abbiamo mai trattato su questo sito. Se prendete i 45 minuti scarsi del primo episodio e vi mettete a fare l’elenco di tutte le cose che succedono, vi troverete in mano una lista tutt’altro che trascurabile, perché quasi in ogni scena troviamo non solo azione, ma anche una quantità impressionante di elementi narrativi. Tutti (o quasi) mostrati e non raccontati in modo didascalico.

The Cleaning Lady è il remake statunitense de La chica que limpia, serie argentina del 2017. Il titolo dice molto: la protagonista è una donna che si occupa di pulizie. Siamo a Las Vegas e Thony De La Rosa (Elodie Yung) sta ripulendo un locale dopo una grande festa. Il suo capo allunga le mani, una sua collega cerca di difenderla e lo colpisce: lui cade a terra, non riesce più a respirare. E allora Thony prende un coltello, una cannuccia e lo intuba. Poi la fuga, perché la polizia non deve trovarla. Sono passati pochissimi minuti e abbiamo già capito che Thony è un’immigrata illegale e che sta lavorando come addetta alle pulizie per qualche necessità, ma in realtà è un medico. La necessità la scopriamo poco dopo: ha un figlio di 5 anni che ha bisogno di una terapia con cellule staminali che non può ricevere a Manila, la città in cui Thony esercitava la professione medica. Durante un turno di pulizie, finisce suo malgrado per essere testimone di un omicidio e gli assassini vorrebbero ucciderla, ma lei rilancia: lasciatemi vivere e pulirò la scena del crimine, togliendo ogni traccia.

Da qui inizia la nuova vita di Thony che diventa la cleaning lady di un gruppo di criminali e all’occorrenza salva vite grazie alle sue competenze mediche, che non guasta mai. In apertura parlavo di un elenco di cose che succedono/scopriamo nel primo episodio. Eccolo, il riassuntone: donna delle pulizie immigrata illegale che è anche medico con un figlio malato, testimone di un omicidio, entra nel giro della malavita, scopre di avere una cognata spacciatrice, salva la vita a due persone, rivendica i propri diritti di lavoratrice, sopravvive a un’esplosione e viene probabilmente seguita dall’FBI. Mica male eh.



Normalmente un tale affollamento di fatti e informazioni sarebbe garanzia di pasticciaccio, ma The Cleaning Lady non solo riesce a salvarsi, ma a fornire un pilot davvero solido. Il merito va ascritto a due nomi: l’interprete principale Elodie Yung (Daredevil e The Defenders, nel ruolo di Elektra), che crea un personaggio vero, capace di durezza e tenerezza, senza mai diventare eccessivamente agguerrita o smielata. E poi Miranda Kwok, che ha scritto l’episodio incrociando al millimetro tutte le trame della serie. Che sono tantissime ma, per ora, non si perdono, né si cancellano a vicenda.

The Cleaning Lady è un racconto anti epico di un mondo malavitoso, osservato da un punto di vista più che laterale. Proprio questa anti epica rischiava di essere un boomerang per la serie, invece riescono a essere sensate anche le scene in cui Thony impugna la sua cassetta di lavoro, piena di stracci e detergenti, come se fosse la valigetta con i codici nucleari. Anzi, è un elemento che aggiunge un piccolo sprazzo di ironia, insieme a scene di pulizia che vengono girate come le sequenze montate dei tecnici di CSI in laboratorio. Del resto, sempre di Las Vegas si parla. The Cleaning Lady aveva tutto per essere un pasticcio senza capo, né coda. Almeno nel primo episodio, non lo è, anzi: è un prodotto generalista di livello più che buono. Uno di quelli che su Netflix finirebbe dritto ai primi posti della classifica delle serie più viste.

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