4 Marzo 2014 2 commenti

The Americans Season 2 – Giù le mani dalla prole! di Diego Castelli

Seconda stagione per le spie russe più famose della tv

Copertina, On Air

The Americans season 2
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OCCHIO, SPOILER SULLA 2×01
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E’ chiaro che è più facile, social-networkamente parlando, attendere con ansia il ritorno di un Game of Thrones o di un The Walking Dead. Ne parlano tutti, il web è pieno di trailer-foto-notizie, e sembra che sulle nostre teste scorra un enorme conto alla rovescia che ci porterà al ritorno di Khaleesi, degli zombie o di chi per loro.
Poi, però, ci sono le serie come The Americans. Un po’ più piccoline, meno sviscerate e mangiucchiate dal carrozzone mediale, meno martellanti nei promo e nell’attesa. Allo stesso tempo, serie capaci di scavarsi con forza un angolino nel nostro cervello, che non se n’è dimenticato fino ad ora, momento della ripresa.

The Americans è stata una delle migliori sorprese del 2013. Scritta e recitata con grande precisione, trovava il suo massimo risultato nella capacità di ricostruire con pregevole cura dei dettagli (anche visivi) un periodo storico relativamente vicino a noi, ma ormai sentito come lontanissimo. Quello della Guerra Fredda, delle spie, dei blocchi di poteri che si muovono come zolle geologiche, troppo grandi per distruggersi a vicenda ma abbastanza ingombranti da creare attriti infiniti. Che poi oddio, considerando quello che sta succedendo in questo giorni in Ucraina fa sembrare tutto immediatamente più attuale.
The Americans (2)

Ad ogni modo, attualità a parte, la prima stagione di The Americans aveva giocato molto sull’osservazione della dinamica romantica tra i due protagonisti, una dinamica inevitabilmente influenzata dalle loro bizzarre condizioni di vita: quelle di una coppia per finta, americana per finta, che vive una vita finta al solo scopo di nasconderne un’altra, molto vera e molto pericolosa. L’amore tra Philip ed Elizabeth, una amore contrastato, difficile, dubbioso di se stesso, rappresentava una buona parte del peso narrativo della prima stagione, che ovviamente poi trovava anche uno sfogo più action nei travestimenti, negli omicidi e nelle vendette.

Quest’anno,comprensibilmente, gli autori sembrano aver deciso di alzare la posta in gioco. Nella première della seconda stagione, in onda qualche giorno fa, abbiamo visto una cosa che l’anno scorso era più che altro suggerita, ma mai mostrata così esplicitamente: il pericolo per i figli. Una coppia di colleghi e amici dei protagonisti, anch’essi infiltrati e quindi loro omologhi, si trova a gestire una “normale” situazione spionistica (con le virgolette, ovviamente) che casualmente coinvolge anche i figli delle due coppie. Una cosa tira l’altra, e alla fine scorre il sangue.
L’evento, di per sé traumatico e degno di citazione nei serial moments, è potenzialmente l’inizio di qualcosa di molto più grande. Perché a ben guardare la prima stagione si era giocata quasi tutta su Elizabeth, Phillip e i loro problemi: il senso del dovere, i segreti, i tradimenti, la voglia di qualcosa di nuovo contrapposta alla disciplina e all’obbedienza. In questo scenario, i figli erano più che altro spettatori, o al massimo elementi di suspense in quanto persone ignare che non dovevano scoprire nulla di ciò che stava loro intorno.
The Americans (3)

Con i decessi di questo episodio, invece, i figli di Peter ed Elizabeth sono diventati improvvisamente dei bersagli. I due ragazzi non vivono più nel mondo finto costruito dai genitori, dove sono adolescenti americani che vanno a scuola e non hanno problemi che possano definirsi “seri”. Ora, sempre a loro insaputa, sono diventati i figli di due spie russe perfettamente infiltrate nella società del Nemico. E non importa che non conoscano il russo e che non sappiamo nemmeno di avere sangue europeo nelle vene. Quello che conta è il loro ruolo come strumento per colpire i coniugi Jennings.

Evidentemente siamo a un cambio di prospettiva. Tutte le seghe mentali che Elizabeth e Peter si sono fatti su loro stessi potrebbero presto evaporare, perché se c’è una cosa che ormai ci è chiara è che, spie o non spie, i figli non glieli devono toccare.
Come questo nuovo scenario andrà a toccare le vite e il lavoro dei personaggi è ancora tutto da vedere. E nemmeno siamo certi che sarà proprio questo il tema centrale della nuova stagione (anche l’anno scorso c’erano stati cambiamenti più o meno vistosi dei punti focali della storia). Quello che sappiamo, però, è che è stata un’ottima première, e che se davvero decideranno di seguire questa strada dei “genitori impauriti” potremmo vederne delle belle.
The Americans



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