30 Giugno 2014 4 commenti

Da Beverly Hills a Mystery Girls – Il ritorno (insieme) di Donna e Kelly! di Diego Castelli

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Beverly Hills 90210 è probabilmente il primo vero teen drama della storia. Certamente meno patinato e più lento dei suoi successori (dal figlio legittimo 90210 a Gossip Girl passando per The OC ecc ecc), ma un simbolo vero degli anni Novanta e dei ragazzi che all’epoca aspettavano la prossima avventura dei loro beniamini senza poter scaricare nulla in anticipo e potendo contare su ben poche anticipazioni, se non quelle che trovavano su Tv Sorrisi e Canzoni e su Cioè.
Facile, quindi, che quella serie sia rimasta nel cuore di tanti ormai-trentenni come me, che vedono ogni reunion e ogni ricomparsa di Brandon & Co. come un momento di inevitabile lacrimuccia.

Capite quindi il magone obbligatorio nell’avvicinare Mystery Girls, nuova sitcom di ABC Family ideata e prodotta da Tori Spelling (che in Beverly faceva Donna) e interpretata dalla stessa Tori e Jennie Garth, che vent’anni fa interpretava Kelly e dava a Donna la merda vera in fatto di bellezza e stile.
Che poi si sa, Tori Spelling recitava in Beverly Hills solo perché suo padre era uno dei produttori più potenti della tv americana, anche se alla fine il suo contributo non fu secondario: Donna era comunque un personaggio interessante e la cessaggine della Spelling (evidentissima nelle prime stagioni) serviva ad aumentare il realismo dello show (una cosa oggi inimmaginabile, visto che non esiste un attore/attrice di teen drama che non sia un figo pazzesco o una gnocca illegale).
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Ma che dire di Mystery Girls, a parte l’inevitabile entusiasmo da reunion? Be’, che fa piuttosto schifo.
E vabbe’ dai, cosa vi aspettavate da una sitcom di ABC Family il cui principale obiettivo è rilanciare la carriera di due vecchie cariatidi?
La trama di per sé non infastidisce, e a pure quel tocco di metatestualità che da queste parti apprezziamo: protagoniste sono due star di Hollywood che furoreggiavano negli anni Novanta con una serie dedicata a due investigatrici, e che vent’anni dopo decidono di aprire una vera agenzia investigativa. Le due non potrebbero essere più diverse, una precisina e pacata, l’altra tutta fashion e lustrini, ma in fondo si vogliono tanto tanto bene.
Carino, no?
Ecco, poi da qui è una discesa agli inferi: quello che manca in maniera pacchiana sono ritmi e tempi comici. Qualche battuta decente ci sarebbe anche, ma arrivano sempre con la lentezza e la prevedibilità di chi il mestiere della commedia dovrebbe proprio lasciarlo ad altri.

Tra le due inevitabilmente meglio Jennie Garth, che porta con classe i suoi quarant’anni e continua ad avere quel fascino biondo che tanto ci piaceva vent’anni fa. Tori Spelling, invece, sembra il terrificante pagliaccio di It.  Passata attraverso gossip e reality, ingrassata a dismisura e poi ridimagrita a livelli semi-anoressici, la Spelling si presenta alle telecamere con un volto amaramente sconfitto dal tempo e dalla mancanza di talento. Roba che secondo me su ABC Family non ci dovrebbe proprio stare, ché i bambini si spaventano. Meglio quando faceva la comparsa mostruosa in Smallville.
Se a questa coppia non proprio entusiasmante aggiungete anche il gay “che più gay non si può”, interpretato da Miguel Pinzon e votato allo stereotipo più assoluto, capite bene che di motivi per andare oltre il pilot non ce ne sono molti.
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A questo proposito, inoltre, vale la pena sottolineare un dettaglio curioso: il primo episodio andato in onda non è effettivamente il pilot, ed è facile accorgersene perché banalmente non ha la struttura da pilot e dà per scontato un sacco di cose che un “primo episodio” dovrebbe invece spiegare. L’inghippo riguarda i vertici di ABC Family, che dopo aver visto il vero pilot ne sono rimasti così poco soddisfatti da decidere di non partire con quello, trasmettendo invece un episodio di mezza stagione che loro ritenevano più forte.
Cioè, permettetemi di ribadirlo: la rete che manda in onda la sitcom ha così schifo del suo stesso pilot che piuttosto preferisce mandare in onda un episodio a quel punto incomprensibile.
Un bel biglietto da visita, non c’è che dire…

Perché seguirla: i fan di Beverly Hills 90210 dovrebbero vedere il primo episodio giusto per farsi un piccolo viaggio nostalgico.
Perché mollarla: So che venti minuti a settimana sono pochi, per di più d’estate, ma sarebbero comunque sprecati.
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