9 Agosto 2019 9 commenti

BH90210 – Il ritorno di Beverly Hills funziona più del previsto di Diego Castelli

Poteva essere una boiata, e forse forse non lo è

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QUALCHE SPOILER SUL PILOT

All’appello mancava effettivamente lei. Nell’ormai lunga lista dei revival, sequel, reboot e rivisitazioni nostalgiche che ormai da qualche anno affollano i nostri schermi, non poteva non essere presa in considerazione anche la serie regina degli anni Novanta, il primo vero teen drama, quello che anche in Italia riuscì ad appassionare una generazione che non si sentiva adeguatamente rappresentata dalle signore in giallo e dai magnum P.I. Le vicende di Brandon e Brenda, gemelli di provincia catapultati nella luccicante Los Angeles, divennero la finestra su un’adolescenza da sogno, su cui si fantasticava di settimana in settimana, innamorandosi di questo e quella, chiedendosi già all’epoca se questa Andrea non fosse un po’ troppo grande per fare il liceo, lambiccandosi il cervello su cosa fosse meglio fra la bellezza pacata e rassicurante di Brandon e il fascino ribelle e vagamente jamesdeaniano di Dylan.



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A guardare oggi le prime puntate, la vecchia Beverly Hills 90210 è di una lentezza e di un “silenzio” imbarazzanti, invecchiata malissimo, strasuperata da decine di drama successivi che hanno aumentato ritmo, bellezza, intrigo, passione, scontro generazionale. Eppure, come tutte le cose di gioventù, e come tutti i capostipiti (non che non esistesse il teen drama prima, ma Beverly Hills l’ha definitivamente codificato), agli occhi di quella generazione mantiene ancora il fascino delle prime passioni seriali, dei primi discorsi fitti fitti a scuola, dei primi poster appesi in camera.

Ed è con questo spirito che si arriva a BH90210, nuovo capitolo del franchise di cui, per lungo tempo, non si è riusciti a capire con precisione la natura, anche se ormai era chiaro che non sarebbe stato un semplice sequel da “aggiungere” alla 90210 di CW, quella dove Jenny Garth interpretava ancora Kelly.
Alla fine, pur essendo meno comedy, la prima puntata di BH90210 ha fatto pensare ad Episodes: gli attori della vecchia serie interpretano se stessi – si chiamano cioè Jason Priestley e non Brandon Walsh, Tori Spelling e non Donna Martin – ma allo stesso tempo non sono “proprio” loro. Sono esagerati e buffi, e se per certi versi condividono con le loro vere identità alcuni elementi (Jennie pluri-divorziata, Tori pluri-madre e veterana dei reality sulla sua vita), per altri c’è moltissima fiction, con mogli e mariti inventati di sana pianta, e alcuni cambiamenti molto vistosi (tipo il fatto che il Brian Austin Green di questa nuova serie ha smesso di recitare dopo Beverly Hills e si è sposato con una famosa cantante invece che con Megan Fox).

Alla base della trama c’è una classica reunion che spinge i protagonisti della vecchia serie a rivedersi per incontrare i fan e rispondere a qualche domanda imbarazzante, senza sapere che il loro incontrarsi metterà in moto dinamiche da vero (teen) drama, e soprattutto farà venire a Tori e Jennie (anime di questo revival) la voglia di produrre un ritorno di Beverly Hills.

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Insomma, un gran mischione di realtà e finzione, sia nell’identità e nella vita dei personaggi, sia nell’anima orgogliosamente meta di BH90210, che in pratica è una serie con vecchi attori famosi che decidono di produrre una serie con vecchi attori famosi.
Funziona? A sorpresa, dico di sì. “A sorpresa” perché una parte di me voleva un sequel vero, coi personaggi di una volta, e quindi ero pronto a prendermi male di fronte a qualunque via di mezzo. Ma anche perché un’operazione del genere è comunque rischiosissima: se è vero che evitare il sequel nudo e crudo permette di dare un’impronta più smart e autoconsapevole al tutto, è altrettanto vero che il confine fra autoironia e patetico può essere sottilissimo.
Invece si rimane abbastanza stupiti. Questa versione esagerata e un po’ buffa del vecchio cast riesce a parlare alla nostra nostalgia, dandole però una patina di gustoso cinismo che ci fa sentire meno zuccherosi. Ma soprattutto riesce effettivamente a mettere le basi per un buon drama: quando Jason Priestley e Jennie Garth finiscono a letto insieme, lo spettatore rivive il ricordo della vecchia storia d’amore fra Brandon e Kelly, ma contemporaneamente si cala effettivamente dentro una storia tutta nuova e abbastanza simpatica, che ora è tutta da sviluppare.

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In pratica, l’idea vincente è quella di scrivere un nuovo drama con quegli stessi attori, ma senza usare i vecchi personaggi, così da ricreare un po’ di magia senza andare a toccare un finale che era davvero conclusivo e che, non lo dimentichiamo, era un finale felice per tutti i personaggi. Perché creare problemi a Donna e David, che finalmente erano felici e contenti, quando si può lasciare intatto quel ricordo montando invece casino fra Tori Spelling e Brian Austin Green?
L’impressione, guardando questo pilot, è che ci si possa rilassare sul serio, perché la botta nostalgica che tanto volevamo non rischia di distruggere il ricordo di personaggi che stanno bene dove stanno. Se ci pensate, è il delitto perfetto.

In tutto questo, la cosa bella è che manca ancora parecchio: Shannen Doherty, che scosse la vecchia Beverly Hills con le sue intemperanze tanto da causare la partenza di Brenda (e, per molti, la fine della serie), ancora si è vista poco e viene tenuta come un asso nella manica pronto a portare ulteriore scompiglio (questa volta scritto a tavolino). Per non parlare del fatto che gli attori/personaggi non hanno ancora iniziato a girare l’effettivo revival, che a sua volta potrebbe regalarci gustose botte di citazionismo (e magari il ritorno di qualche altro personaggio finora rimasto fuori).
Ovviamente mancherà il povero Luke Perry, deceduto lo scorso marzo, e al quale sono dedicati un paio di momenti toccanti durante il pilot: la sua morte è l’unica cosa vera di questo ritorno, e come tale viene trattata.

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Che altro dire… i conti li faremo alla fine, ma non posso negare che avevo molta paura per questo ritorno, e invece ho finito il pilot con un inaspettato sorriso sulle labbra.
E ora cosa facciamo, lo trattiamo come un pilot di una serie nuova? Cioè, classifica e tutto? In effetti forse ha senso, e il Villa dal mare dice che è d’accordo anche lui, quindi ok.
Perché seguire BH90210: schiva le trappole della semplice reunion di anzianotti, trovando una formula ibrida con un (robusto) pizzico di necessaria autoironia.
Perché mollare BH90210: se non siete fan della serie originale, non ha grande senso guardare questa.

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