16 Giugno 2015 62 commenti

Game of Thrones 5 season finale: sorprese, lacrime e macropensieri di Diego Castelli

Forse il finale più importante da inizio serie

Copertina, On Air

 

Con la sua parte finale la quinta stagione ha preso il tavolo da gioco, quello su cui si muovevano le pedine dei pretendenti all’Iron Throne, e l’ha completamente ribaltato. Pensiamoci bene: Lannister, Baratheon, Targaryen, Stark, la Barriera, i Bruti. Mai come in questa stagione il finale è completamente diverso dall’inizio.
Stannis, un leader carismatico tra i più gettonati dai bookmakers di Westeros, è stato spazzato via dai rozzi Bolton, ma soprattutto dalla sua ambizione senza limiti né freni. Figo pauroso fino a due episodi fa, stronzo, ferito e sconfitto alla fine, presumibilmente ucciso da una Brienne che passava di lì.
I Lannister sono menati e sfregiati e presi a pesci in faccia nella persona di Cersei, che ora cercherà di mettere in atto la sua vendetta pur dovendo fare difficili conti con la notizia della morte di Myrcella. Probabile l’apertura di un altro fronte di guerra e di tensione per una famiglia che ormai tiene su il regno con lo sputo e la colla vinilica di Art Attack (che secondo me non attacca per un cazzo, ma vabbè).
La potentissima Daenerys Targaryen, quella che c’aveva i draghi e gli Immacolati e faceva quello che voleva ovunque voleva, manca poco che la ammazzano. E alla fine comunque la rapiscono, e un po’ se lo merita perché era diventata una menosa insopportabile. Meno male che almeno a casa, a Mereen, c’è gente sveglia che gestisce le sue cose mentre lei cerca di lasciare tracce di sé facendo cadere i gioielli di famiglia (scusa Verme Grigio, non era un doppio senso).
Ai Bolton del Trono di Spade frega forse poco, e comunque sono un po’ buzzurri. Sansa però è fuggita e chissà dove finirà, detto che comunque non riuscirà a fare granché a breve termine.
Arya ormai è un’assassina segreta ma anche non vedente, quindi potrebbe tornare a vendere vongole e ostriche, magari qualche caldarrosta in Piazza Duomo, sotto Natale.
Alla Barriera, la bontà e l’onore degli Stark (adottivi o no) ha trovato di nuovo la lama, con una ribellione infida e viscida che spargerà ulteriore veleno e toglierà forse definitivamente interesse narrativo a tutto ciò che accade da quelle parti (sempre che Melisandre non spari la magia vaginale, ce lo siamo già detto).

Game of Thrones 5 finale Daenerys

Insomma, Westeros è nel caos. Praticamente TUTTE le famiglie e casate protagoniste, i potenti stemmi che garrivano al vento cercando di rubarsi ricchezze e potere, appaiono lacerati e divisi come mai prima. Una nazione debole e sfilacciata, che guarda caso si trova alle porte la minaccia tanto temuta: l’armata dei white walkers, l’esercito di un tizio pallido e gracile che però quando tira su una mano si alzano i morti e combattono con lui. Come diavolo faranno i poveri umani divisi e pestati a fronteggiare una minaccia simile, già spaventosa quando erano forti e cazzuti?
Ecco perché questa stagione è più importante di altre: perché il futuro stavolta sembra riservare cose ben diverse da schermaglie verbali e qualche omicidio nell’ombra. Stavolta sembra che gli umani debbano essere spazzati via dopo essere stati tanto fessi da indebolirsi da soli. Stavolta sembriamo davvero vicini alla “fine”.
E la coincidenza meravigliosa è che a questo punto serie e libri sono più o meno allo stesso punto, così che finalmente noi “televisivi” possiamo immaginare quello che vogliamo senza che arrivi qualcuno che ne sa di più.

L’ultima riflessione è proprio per la diatriba tv-romanzi, che mai come in questa stagione ha raggiunto vette di autentica follia. Si è parlato molto più delle differenze tra libri e serie, piuttosto che del fatto che quello che si era visto era bello o no (anche se di solito il concetto è “non è come nei libri? allora mmmmmeeeeeerddaaaaa”). Cosa che ovviamente non viene mai fatta con questa foga, negli altri 140 mila esempi di serie e film tratti dai romanzi. Ma questi li hanno letti più persone, e allora giù tutti che pontificano.
Da una parte è bellissimo vedere in azione il potere della narrazione, un potere che strappa un romanzo al suo stesso scrittore e che rende personaggi di finzione più veri del vero, causando smottamenti emozionali in chi prende come Storia ciò che invece sono solo storie.
Bellissimo, dicevo, e allo stesso tempo inquietante, perché c’è un povero cristo di quasi settant’anni che è vittima di stalking e spamming selvaggio.
Pensavo di dedicare un ulteriore paragrafo al rapporto tra carta e schermo, ma mi rendo conto di aver già scritto troppo, anche in altre occasioni.
Mi limito a ripetere il mantra: smettete di considerare la serie un’illustrazione pedissequa dei libri, non funziona così, non è mai funzionato così, e mai funzionerà così, da nessuna parte. Se la serie non vi piace, non guardatela. Se volete comunque guardarla e qualche dettaglio vi infastidisce, ditelo ai vostri amici, ma lasciate stare quel povero vecchio che non c’entra niente. Soprattutto, e ve lo dice uno come voi, uno che guarda 40 episodi a settimana e spende gran parte del tempo libero a scrivere su un blog di serie tv, siamo qui per divertirci. Cristo.
Diglielo anche tu, Jon.
Jon?
Ma sì, che ne vuoi sapere te, non sai mai una sega…

Game of Thrones 5 finale Jon Snow



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