5 Gennaio 2016 2 commenti

Chiude Yahoo! Screen. C’è pure chi dà la colpa a Community. di La Redazione di Serial Minds

Il servizio di streaming legale non ha retto alle perdite ed è stato cancellato

Community

 

Ok, il titolo così è un po’ forte, serviva anche ad attirarvi qui (cicca cicca bu).



Però la notizia è quella: dopo aver tentato di entrare a gamba tesa nel mondo dei servizi di streaming legale (dove gente tipo Netflix, Hulu e ora pure Amazon la fanno da padrone), Yahoo! chiude dopo soli quattro anni di vita la sta sezione “Screen”, prendendo quello che c’era dentro (spezzoni del Saturday Night Live, eventi sportivi, concerti) e riportandolo su altre sezioni del portale.

La notizia, confermata da Variety, ha generato numerose analisi e interpretazioni, fra cui anche quelle di chi vede Community come una dei principali colpevoli.
Se ben ricordate, la sesta stagione di Community era stata prodotta proprio da Yahoo!, che aveva fatto il regalone ai fan proprio per far parlare di sé e per inserirsi nell’arena dello streaming con qualcosa di immediatamente riconoscibile.
Purtroppo però la serie di Dan Harmon non ha portato i risultati sperati in termini di introiti pubblicitari, partecipando ai circa 42 milioni di perdite per il colosso web.

Questo ovviamente mette un’ulteriore pietra sul futuro di Community, che dopo la sesta stagione sembrava proprio spacciata salvo poi sembrare mezzo risorta in agosto, quando Yahoo! diceva di stare vagliando nuove opzioni per la serie. Rimane sempre la possibilità del film (#sixseasonsandamovie), ma per quello ci sarà da aspettare, chissà quanto, forse per sempre.

Ora, non bisogna fare l’errore di identificare il servizio screen con Community, visto che di contenuti ce n’erano tanti e tutti diversi (anche altre due serie originali, Sin City Saints e Other Space). Né mi pare ragionevole pensare che solo per colpa di Community un gigante come Yahoo! decida di uscire da una competizione così importante e, potenzialmente, decisiva per il futuro.

Una cosa però va detta: la scelta in sé di puntare su Community rischiava fin da subito di essere infelice. Community era già stata cancellata praticamente due volte, e in tv continuava a perdere ascolti. Segno che dei problemi li aveva già, da un punto di vista puramente commerciale. Salvare un prodotto del genere può essere un buon modo per farsi ben volere dal pubblico seriale, ma allo stesso tempo presentarsi come nuovo soggetto portando in dote la sesta stagione di un prodotto che arranca da anni, forse non è il massimo.

Quando Netflix ha deciso di creare prodotti originali ha chiamato David Fincher e Kevin Spacey e ha fatto House of Cards. Anche Amazon si è messa subito a produrre contenuto originale in odore di Emmy e Golden Globes. Mettere tutto il marketing sulle spalle di Community, con tutto il bene che vogliamo a Community, è stata probabilmente una scelta perdente, rivelatasi anche un boomerang per l’azienda nel suo complesso. Meglio sarebbe stato se questo salvataggio fosse stata solo la ciliegina di una torta composta da altri ingredienti.

Com’è, come non è, il servizio ora ha chiuso, a sottolineare che lo streaming rimane il più probabile futuro dell’intrattenimento, ma questo non si significa che sia la cosa più facile e automatica del mondo.



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