25 Luglio 2017 12 commenti

Friends From College – Una comedy talmente classica da essere quasi irritante di Marco Villa

Friends From College parte malissimo, ma poi piano piano qualcosa di giusto lo azzecca

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Avere trent’anni a New Yok, un tema storicamente poco battuta nella serialità statunitense. Giusto un paio di robe, da Friends a How I Met Your Mother, arrivando fino a Master of None. Sfumature diverse, gradi differenti di comedy, ma di fatto, sempre quello: gente che fa lavori di alto livello e ciondola tra cene, birrette e struggimenti amorosi degni di un 15enne. Evidentemente è un genere che piace tanto ai network ed altrettanto evidentemente Netflix sentiva il bisogno di rinverdirne i fasti, visto che ha deciso di aprire il portafogli e produrre una serie come Friends From College, che a naso non deve essere molto economica.

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Friends From College è una nuova serie di Netflix, creata da Nicholas Stoller (di recente tra gli executive producer di The Grinder) e Francesca Delbanco. Come detto, è ambientata a New York e già dal titolo vi spiega tutto: amici dall’università, dove l’università è Harvard e gli amici sono sei quasi-quarantenni che tornano stupidi e adolescenziali ogni volta che si vedono. Al centro della storia ci sono Ethan (Keegan-Michael Key, ovvero Key di Key & Peele) e Lisa (Cobie Smulders, ovvero Robin di How I Met Your Mother). Si sono da poco trasferiti a New York, vivono nel divano letto di un’amica e tentano di avere un figlio con cure ormonali. Lei lavora nella finanza in un ambiente terribilmente maschilista, lui è uno scrittore che cerca di sfondare, ma di fatto viene mantenuto dalla moglie. Il retroscena gustoso è che dai tempi dell’università, lui ha una storia con Samantha (Annie Parisse), altra amica del gruppo con cui continua a vedersi regolarmente.

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Come da tradizione, nessuno degli amici fa lavori standard, cosa del resto abbastanza normale visto che arrivano tutti dalla più importante università degli Stati Uniti. Nonostante abbiano incarichi di grossa responsabilità e siano stimati professionisti, non appena si trovano insieme diventano degli idioti. Ma idioti di livello assoluto. E questo funziona sempre, quello che funziona meno è che tutti i personaggi sono piuttosto odiosi: soprattutto nei primi episodi si prova del vero fastidio per tutti. Il cortocircuito che li fa diventare scemi è dichiarato in maniera esplicita, ma non riesce a essere convincente, proprio perché è una faccenda da on/off, senza transizioni o costruzioni narrative di sorta. Per questo motivo, la cosa migliore del pilot è la sigla, un’inquadratura dall’alto su un tavolo, in cui si assiste al progressivo cambiamento delle abitudini alimentari dei protagonisti con l’avanzare dell’età. Sì, perché il resto del pilot è da buttare, perché non c’è un solo passaggio e un solo personaggio che sia reso bene. In questo senso, l’abisso è Ethan che parla con delle vocine quando è teso: dovrebbe essere una cosa simpatica, surreale, ma si finisce a fissare lo schermo senza credere a quanto si sta vedendo.

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Proseguendo con gli episodi, le cose migliorano: aumentano le scene divertenti ed efficaci e soprattutto vengono introdotti personaggi laterali che funzionano di brutto, tipo il toy boy di una scrittrice che Ethan incontra per lavoro. Sono solo otto episodi e la crescita è abbastanza chiara, quindi la fiducia ci sta. Certo, io partivo da recensioni che definivano Friends From College la peggior comedy di sempre, quindi bastava poco per migliorare dalle aspettative, detto questo non siamo certo di fronte a una serie rivoluzionaria. Anzi: Friends From College è la comedy più classica e in qualche modo reazionaria (a livello narrativo, non contenutistico) che si possa immaginare. E anche per questo motivo, un po’ di irritazione rimane in circolo dal pilot.

Ah, comunque il fatto che il protagonista tradisca Cobie Smulders trasforma la serie in qualcosa di vicino alla fantascienza, perché è una roba umanamente inspiegabile.

Perché seguire Friends From College: perché vi manca Robin e vi manca quel tipo di comedy

Perché mollare Friends From College: perché è talmente classica da essere reazionaria



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