31 Agosto 2017 15 commenti

Mr. Mercedes – Il thriller potente che mancava da tempo di Marco Villa

Tratta da Stephen King, Mr. Mercedes è una serie che ti prende a sberle dalla prima sequenza

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È l’estate in cui è uscita The Mist, ma anche l’estate de La Torre Nera, senza dimenticare il ritorno di IT. Ovvero: l’estate in cui Stephen King è stato nuovamente protagonista, con una serie davvero brutta tratta da un suo libro e un film in arrivo con aspettative alte e il rischio di deludere di nuovo. In mezzo, una serie arrivata senza grosse presentazioni, sempre tratta da King, ma da un King diverso. Mr. Mercedes è infatti qualcosa di differente dal classico mondo sospeso tra realtà e sovrannaturale: è un thriller vero, con i piedi ben piantati in questo mondo e nessuna concessione ad altri. E così è anche la serie di Mr. Mercedes: potente, cattiva e soprattutto molto riuscita. Finalmente.

Mr. Mercedes è una nuova serie di Audience, in onda dal 9 agosto e creata da David E. Kelley (Big Little Lies, ma anche Ally McBeal in passato). Racconta la storia di Bill Hodges, detective di una città dell’Ohio che va in pensione dopo anni di onorato servizio, ma anche con l’ossessione per non aver risolto il caso che più l’ha angosciato: quello di una Mercedes che ha travolto e ucciso una decina di persone che aspettavano in fila. Hodges vive stancamente la sua pensione, cadendo sempre più nell’alcolismo, fino a quando Mr. Mercedes, il killer della strage di cui sopra, si mette in contatto con lui nel tentativo di dare il via un perverso gioco psicologico.

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Da una parte l’investigatore, dall’altra il serial killer che lo sfida: una dinamica classica che ha un disperato bisogno di carisma per restare in piedi. E qui di carisma ce n’è a quintali, perché Brendan Gleeson (Bill Hodges) è semplicemente perfetto nel ruolo e anche il suo antagonista Harry Treadaway non è da meno. Per entrambi il rischio è quello di cadere nello stereotipo: il poliziotti alla deriva e il killer pazzo sono figure talmente viste e riviste da essere pressoché cristallizzate nella mente dello spettatore. E invece Gleeson riesce a dare un senso di umanità e di leggerezza a un personaggio che in apparenza sembrerebbe spacciato, mentre Treadaway è bravo nel far saltare il suo Brady Hartsfield sul filo della follia e del disturbo.

Oltre all’interpretazione, è vincente anche la forza data alla serie. Mr. Mercedes si apre con la sequenza della strage e non serve certo sottolineare quanto una macchina lanciata sulla folla possa colpire tutti noi nell’immaginario in questo momento. Proprio per questo motivo, autori e regista avrebbero potuto scegliere di non calcare troppo la mano nella scena in questione: la realtà, invece, è che sono andati in tutt’altra direzione. L’apertura di Mr. Mercedes è un pugno nello stomaco: è una frase fatta, ma rende alla perfezione la sensazione di fastidio e sorpresa che provoca in chi guarda. Ed è solo l’inizio, perché nel corso dei primi episodi ci sono anche altre scene disturbanti, che non vado a spoilerare.

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Mr. Mercedes ha una storia semplice ma efficace, due interpreti perfetti e il coraggio di andare fino in fondo nelle sue scelte narrative e registiche: detta in altre parole, è una serie da vedere senza se e senza ma.

Perché seguire Mr. Mercedes: per la bravura di Gleeson e per la cattiveria della serie stessa

Perché mollare Mr. Mercedes: perché alcune scene potrebbero essere fin troppo disturbanti per alcuni



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