9 Febbraio 2018

Alone Together – La serie tv sui millennial annoiati, frustrati e depressi di Marco Villa

Alone Together è la storia di due ragazzi di Los Angeles annoiati da tutto e da tutti, anche da loro stessi

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I millennial sono quelli che hanno ucciso tutto e che non compreranno mai una casa perché non sanno fare a meno degli avocado toast. Sono quelli che non hanno relazioni vere al di fuori dei social network e per questo sono pure dotati di un ego ipertrofico. Sono solo alcune della frasi fatte e scontate che vengono appiccicate addosso alla generazione che, a memoria, si è vista tirare addosso di tutto e in ogni modo, senza che avesse fatto nulla per attirare l’attenzione. Anzi, forse proprio per quello. Al di là del fatto che molti sono millennial a loro insaputa, visto che la definizione abbraccia non solo i ragazzini di oggi, ma anche chi va quasi per i 40, raramente in passato si è vista una profilazione così precisa e puntuale, talmente dettagliata da poter diventare di fatto il background per la costruzione di due personaggi come i protagonisti di Alone Together.

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Alone Together è una serie tv in onda su Freeform dal 10 gennaio, creata da Benji Aflalo, Esther Povitsky ed Eben Russell. I primi due sono anche i protagonisti e danno volto e voce ai personaggi omonimi, due ragazzi intorno ai 25 anni, con tante idee in testa, ma pochissima voglia di sbattersi. Lui è ricco di famiglia e vivacchia tra una paghetta e l’altra, in attesa che gli venga sbloccato il fondo fiduciario; lei vorrebbe tanto lavorare nel mondo moda-stile o comunque un campo in cui possa mettere in mostra la propria abilità nel parlare di niente, ma con piglio personale. Nell’attesa, dà una mano in un locale dove si esibiscono stand-up comedians, ma soprattutto è annoiata.

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Il contesto in cui si muovono i personaggi principali è quello di un’insoddisfazione diffusa, senza via d’uscita. I due sono amici e stanno sempre insieme, ma non sono una coppia perché – banalmente – a nessuno dei due interessa sbattersi per avere una relazione: da soli insieme, come dice il titolo. L’obiettivo di fondo è sempre quello di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, meglio se lo sforzo è proprio nullo. Nel pilot di Alone Together, Benji e Esther si trovano al centro di situazioni tra il surreale e il grottesco e le attraversano con un’apatia assoluta. Non sono certo due personaggi di cui innamorarsi o per cui tifare, ma questo distacco, questo senso di superiorità li rende interessanti. Sono diversi dai tipici protagonisti di una sitcom, spesso caratterizzati da un’iperattività folle. Loro funzionano invece per sottrazione, facendo finire Alone Together in scia a tanti film indie di questi anni.

Alone Together non è la serie del secolo e non potrà mai diventarlo: in un periodo di magra assoluta per le comedy è però una voce interessante e differente. Le non-avventure dei millennial Benji ed Esther sullo sfondo di una Los Angeles altrettanto vacua e bidimensionale hanno il loro perché: Alone Together è una di quelle serie che potrebbe diventare di culto in mezzo minuto se dovesse arrivare su Netflix.

Perché guardare Alone Together: per la diversità dei personaggi rispetto allo standard delle comedy

Perché mollare Alone Together: perché il senso di apatia dei protagonisti potrebbe tirarvi gli schiaffi fuori dalle mani

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