30 Ottobre 2018 1 commenti

BoJack Horseman il femminista: approfondimento su un passaggio cruciale di Francesca Mottola

Torniamo a parlare della quinta, ottima stagione di Bojack Horseman, perché c’è qualche dettaglio che merita un’attenzione particolare

Copertina, Olimpo, On Air

Bojack-Princess

Fin dal suo primo episodio BoJack Horseman ha mostrato una volontà forte di raccontare il viaggio attraverso la depressione, il fallimento, la dipendenza e la ricerca di redenzione di un uomo; tecnicamente, di un cavallo-uomo. Spesso lo ha fatto appoggiandosi allo sguardo e alle esperienze di personaggi secondari, primi tra tutti la migliore amica di BoJack, Diane, e la sua ex nonché attuale agente Princess Carolyn, ma mantenendo sempre il riflettore puntato sul protagonista maschile. Arrivato alla quinta stagione lo show creato da Bob-Waksberg comincia invece ad allargare la prospettiva in maniera decisa e sorprendente sui personaggi femminili, modificando il suo storytelling in perfetta sincronia con l’attualità e l’onda lunga creata dai fenomeni #MeToo e #TimesUp.

Bojack-femminista

Negli ultimi episodi – usciti su Netflix lo scorso settembre – BoJack è di nuovo sul set, questa volta nei panni di Philbert, un tormentato e ipervirile investigatore dal passato oscuro, espressione all’ennesima potenza di uno stereotipo hollywoodiano maschile ormai ampiamente inflazionato. Philbert vive in una casa sinistramente simile a quella di BoJack, ha i suoi stessi problemi con l’abuso di alcol e proprio come lui vive una realtà interamente egoriferita. Durante la lavorazione della serie BoJack concentra tutti i suoi sforzi nel tentativo di renderla migliore, di dare un senso alle azioni e alle scelte egoiste e discutibili di Philbert: si tratta ovviamente di un tentativo di migliorare se stesso senza doversi affrontare direttamente. In questo sforzo maldestro si inserisce la relazione con la coprotagonista della serie Gina Cazador, collega e amante di Philbert nello show.

Cercando di dimostrarsi una persona altruista, BoJack tenta di ridurre il numero di scene di nudo con connotazioni sessiste previste per Gina, riuscendo però solo a farne inserire di nuove con se stesso protagonista; allo stesso modo tenta di farle avere una parte in un musical dopo aver scoperto che è il suo sogno, finendo non solo con il metterla in imbarazzo, ma facendole anche scoprire di non essere all’altezza del suo stesso desiderio. Poco dopo, BoJack si trova a vestire i panni del femminista per aver involontariamente disapprovato la condotta del collega misantropo e razzista Vance Waggoner (che rimanda in maniera neppure troppo velata a Mel Gibson). Invitato allo show “The Squawk”, e attorniato da presentatrici autoproclamatesi femministe, BoJack urla tra gli applausi “Non strangolate le donne!” e viene assurto a nuovo volto del femminismo maschile. La situazione degenera velocemente e sei episodi più tardi, sotto l’effetto della droga e ormai incapace di distinguere la propria vita da quella di Philbert, BoJack arriva quasi a soffocare la collega durante le riprese di una scena.

Bojack-Gina-choke

Nel suo tentativo di redimersi facendo del bene a Gina, BoJack le porta via nell’ordine: le sue parole, che usa per convincere lo showrunner a eliminare le scene di nudo; il sogno di poter essere un giorno la protagonista di un musical; e infine la possibilità di essere ricordata per qualcosa che non sia “la ragazza strangolata da BoJack Horseman”, motivo per cui decidere di far passare la vicenda sotto silenzio. Si tratta di una rappresentazione onesta e per nulla scontata del perché molte donne decidano di tacere per anni, e di come dopo aver trovato il coraggio di dire la verità ad alta voce, nella maggior parte dei casi gli uomini coinvolti siano oggetto di una riprovazione collettiva destinata a durare ben poco.

Su questo tema BoJack Horseman si era già espressa nel corso della seconda stagione, in cui Diane aveva portato all’attenzione del pubblico le accuse di molestie mosse da più donne nei confronti dell’amato conduttore televisivo Hank Hippopopolous, diventando il target di hater e minacce, ma trovando il supporto dalla caporedattrice di Mannity Fair Amanda Hannity, che aveva espresso la sua solidarietà affermando: “Quando si sa quel che sappiamo di quel mostro e si continua a mandarlo in tv ogni settimana, insegniamo a generazioni di ragazzi e ragazze che la reputazione di un uomo è più importante della vita delle donne che ha rovinato”.

Bojack-Gina

Come anticipato, la quinta stagione di BoJack Horseman si spinge molto oltre rispetto alle precedenti, e l’arco narrativo di Gina è solo uno degli esempi che lo dimostra. Lo spazio dato ai personaggi femminili della serie non è in relazione soltanto al tema caldissimo delle molestie e degli abusi di potere nel mondo dello spettacolo, ma entra in profondità scavando nella condizione di marginalità di Princess Carolyn e di Diane in quanto donne. Senza stereotipi né perbenismi – e anzi, rischiando a tratti di diventare impopolare – la serie presenta un’acuta analisi di due figure femminili agli antipodi: Princess Carolyn, che vuole diventare madre e lascia Hollywoo per intraprendere il difficile percorso dell’adozione, e Diane, che dopo il divorzio con Mr. Peanutbutter parte per il Vietnam e torna senza essere riuscita a capire quale sia il suo posto nel mondo. In questa stagione per la prima volta entrambe le narrazioni si discostano in maniera netta da quella del protagonista, anche da un punto di vista geografico.

Bojack-Diane-vietnam

Il finale di stagione non lascia dubbi sul fatto che questo cambiamento nello storytelling non sia una semplice deviazione, ma una vera e propria nuova direzione: nell’ultima scena, Diane accompagna BoJack in riabilitazione, aiutandolo anche a scegliere le parole da pronunciare una volta entrato. Nel momento in cui si salutano, lo spettatore si aspetta di seguire il protagonista all’interno della struttura, mentre invece l’immagine rimane su Diane che gli fa un cenno con la mano mentre sul suo viso passano le emozioni più differenti, per poi salire in macchina e guidare al tramonto lungo la costa dell’Oceano Pacifico. Per la prima volta, dunque, una stagione di BoJack Horseman non si conclude con un’immagine del protagonista, e questa scelta segna in maniera chiara non solo un cambiamento importante, ma anche una presa di posizione rispetto alla necessità di dedicare nuovo spazio e centralità a un certo tipo di figura femminile.

Bojack-Diane



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