18 Ottobre 2019 3 commenti

Nancy Drew – Il più classico dei mystery per teenager di Marco Villa

La saga letteraria per ragazzi di Nancy Drew diventa una serie tv per The CW

Nancy Drew, un nome che negli Stati Uniti apre un mondo di riferimenti condivisi e molto forti, basati sui quasi 80 libri pubblicati a firma Carolyn Keene. Il nome era in realtà uno pseudonimo di gruppo, dietro il quale si sono nascosti diversi autori, ma sempre con lo stesso personaggio principale: una ragazzina dai capelli rossi molto sveglia e con una spiccata abilità nel risolvere misteri. Libri per ragazzi cresciuto negli anni ‘70 e ‘80, diventati best seller ed entrati nell’immaginario collettivo statunitense. In Italia, è tutt’altra faccenda: Nancy Drew è stata pubblicata anche qui, ma non è mai diventata una presenza imponente nella cultura pop del nostro paese. Per questo, non è immediato parlare della serie tv partita su The CW il 9 ottobre.

Non è facile perché Nancy Drew inizia con una sorta di riassuntone della vita di Nancy fino a quel momento, chiarendo che ha smesso di occuparsi di misteri da quando è morta la madre e che si trova nel suo paesino di provincia, parcheggiata a fare la cameriera in un diner in attesa di andare al college. È proprio una cliente del diner la vittima che fa scattare la storia misteriosa che sarà al centro di tutta la stagione: una donna infatti viene uccisa nel parcheggio del ristorante e Nancy e colleghi sono gli unici sospettati dalla polizia. Nancy viene così risucchiata di nuovo nel mondo investigativo e ovviamente l’indagine porterà alla luce lati più o meno segreti di tutti i personaggi che la circondano. Compresi i suoi.

Prima gli aspetti positivi: in Nancy Drew non c’è niente di sbagliato a livello formale. Prendete il manuale della serie mystery per teenager e troverete indicati tutti gli elementi presenti già nel pilot di Nancy Drew. Una protagonista intelligente, interpretata da un’attrice che non è la solita bellezza stereotipata (Kennedy McMann); un’ambientazione di provincia che fa da microcosmo; il voice over che spiega per bene i sentimenti dei personaggi; storie d’amore tormentate e passionali; rapporti complicati con i genitori. Potrei continuare, perché c’è davvero tutto. E come succede sempre, quando si segue alla lettera un manuale il risultato non può essere cattivo. 



Ma come succede sempre, quando si segue alla lettera un manuale il risultato non può nemmeno essere di eccellenza. L’ovvio altro lato della medaglia è che in Nancy Drew non c’è nulla di sorprendente: basta guardare per un istante un personaggio per sapere in che modo si comporterà e quei lati segreti cui si accennava in precedenza sono spiattellati uno dietro l’altro nel finale di episodio, manifestando un bisogno quasi patologico di un cliffhanger per ogni personaggio. 

Infine, l’aspetto più importante: Nancy Drew ha degli enormi problemi di ritmo, al punto che tutto quello che viene raccontato nel pilot sarebbe potuto essere condensato senza tragedie in una durata nettamente inferiore ai classici 42 minuti. Detto questo, a ognuno il suo: state pur certi che, visto in bingewatching in un momento di depressione, Nancy Drew potrebbe darvi quel brividino da guilty pleasure che a volte è un toccasana. Ma capite anche voi che devono incrociarsi un po’ di astri perché questo avvenga.

Perché guardare Nancy Drew: perché è un mystery per teenager (quasi) da manuale

Perché mollare Nancy Drew: perché troppo schematico e con un ritmo poco studiato

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