13 Marzo 2020

Tommy – Edie Falco e poco più di Marco Villa

Edie Falco è Tommy, prima donna nominata capo della polizia di Los Angeles: lei è fantastica, la serie arranca un po’

Ci sono serie talmente forti nel concept e nel linguaggio da poter rinunciare ad avere grandi attori in prima linea e ci sono serie che invece puntano tutto proprio su un volto. E vanno bene entrambe le strade, ovviamente. Nel primo caso devi puntare forte su autori che sappiano reggere l’urto, nel secondo devi scegliere un volto che da solo ti regge tutta la baracca. Tommy è una serie che va nella seconda direzione e la scelta è caduta su uno dei volti più riconoscibili e forti della serialità statunitense, ovvero quello di Edie Falco.

In onda dal 6 febbraio su CBS, Tommy è creata da Paul Attanasio, uno che in altri decenni ha creato Homicide: Life on the street e scritto la sceneggiatura di Donnie Brasco, oltre ad aver lavorato anni su House. Qui torna all’antico amore, ovvero il crime: come già accennato, però, più che essere una serie dedicata ai casi, è una serie dedicata a un personaggio. Il Tommy del titolo in realtà è una Tommy: Abigail Thomas è la prima donna a essere nominata capo della polizia di Los Angeles. Nell’apertura del pilot scopriamo che il sindaco (Thomas Sadoski) l’ha nominata dopo uno scandalo sessuale che aveva travolto il precedente capo e che il motivo principale per cui è stata scelta è proprio il suo essere donna. Una questione d’immagine, insomma, ma anche un’occasione imperdibile per Tommy: mai una donna è arrivata in quella posizione e per lei è il momento di dimostrare che le cose possono e devono cambiare, anche senza scandali sessuali. 

La trama del primo episodio non è niente di che, così come a naso non saranno cruciali nemmeno le trame delle puntate a venire. A contare è la costruzione del personaggio di Tommy, ex ragazza prodigio della polizia di New York, la cui carriera si è bloccata dopo aver accusato di tentato stupro un superiore ed essere diventata un’icona femminista, come si autodefinisce in modo ironico. Quello di Tommy è un personaggio complesso, in cui convivono passione per la divisa e per far rispettare la legge e tratti personali che sfuggono alla comuni categorizzazioni. Il tutto affrontato con un fatalismo leggero che si incarna in ogni centimetro del corpo di Edie Falco, che torna a un personaggio unico dopo l’esperienza con Nurse Jackie.



Grazie a lei e a una scrittura veloce, che sa prendersi i propri spazi creativi, Tommy non è il classico procedurale da rete generalista. Allo stesso tempo non è nemmeno la serie accattivante che ti tira dentro: la forza del personaggio è quasi ingombrante per il resto della serie, andando a schiacciare i vari comprimari in figure piuttosto stereotipate e con evidenti difetti di costruzione. Tornando alla distinzione iniziale, Tommy è una serie che punta tutto su un’interprete e quell’interprete è scelta in modo giusto. Il resto invece sa tanto di scenografia finta, tipo le quinte di legno sostenute da impalcature. Il personaggio di Tommy è ben costruito, Edie Falco fa il suo alla grande. Il resto arranca.

Perché guardare Tommy: per l’ottima interpretazione di Edie Falco

Perché mollare Tommy: perché tutto ciò che circonda la protagonista è troppo abbozzato

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Argomenti cbs, Crime, edie falco, tommy


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