15 Maggio 2020

I Know This Much Is True – Quanto può essere drammatica una serie? Di più di Marco Villa

In I Know This Much Is True Mark Ruffalo interpreta due gemelli, calati in una delle serie più drammatiche degli ultimi anni

Due cose sono certe dopo aver visto la prima puntata di I Know This Much Is True, in onda negli Stati Uniti su HBO e in arrivo in estate in Italia su Sky Atlantic e NOW TV. La prima è che Mark Ruffalo sta già prendendo le misure per lo smoking da indossare agli Emmy. La seconda è che raramente abbiamo visto un tale concentrato di drammi in 59 minuti.

I Know This Much Is True è tratta dal romanzo omonimo di Wally Lamb (tradotto in Italia come La notte e il giorno) ed è scritta e diretta interamente da Derek Cianfrance, già regista di Blue Valentine e Come un tuono con il buon Ryan Gosling. Per raccontare la serie, non c’è metodo migliore che partire dalle due certezze enunciate in apertura.

Con ordine: Mark Ruffalo. Mark Ruffalo interpreta due personaggi: Dominic e Thomas Birdsey, due fratelli gemelli che abitano in una cittadina della provincia americana. Il primo fa l’imbianchino ed è fresco di divorzio, il secondo soffre di schizofrenia e vive in una casa-famiglia. La serie si apre con Thomas che decide di compiere un sacrificio a dio, amputandosi la mano destra nella biblioteca locale: un gesto estremo, culmine di un crollo personale iniziato con la morte per cancro della madre (Melissa Leo), avvenuta qualche anno prima.



Livello di dramma già importante, ma manca l’ultimo grande tassello.
I due gemelli sono stati cresciuti dalla mamma e da un patrigno molto duro e non hanno mai conosciuto il padre naturale, visto che la madre si è sempre rifiutata di rivelarne l’identità o anche solo di accennarne la storia. Nel corso del primo episodio, si intuisce senza troppa possibilità di errore che i due sono figli degli abusi che loro nonno compiva sulla sua stessa figlia. SBAM. E per non esagerare con gli spoiler resta fuori la sequenza finale, forse la più intensa di tutto l’episodio. Ricapitolando, nell’arco di 60 minuti scarsi I Know This Much Is True ci scontriamo con delirio autolesionista, perdita di un genitore, infanzia problematica, incesto e un’insoddisfazione esistenziale che non abbandona mai il centro della scena.

Il carico è pesante, pesantissimo e rende I Know This Much Is True una serie a suo modo estrema per come sceglie di picchiare duro dall’inizio alla fine. Non c’è spazio per altri registri, anche un personaggio come quello di Juliette Lewis (una studiosa di lingue cui Dominic si rivolge per far tradurre un manoscritto autobiografico di suo nonno, di origine italiana), che viene presentato in apparenza come figura in grado di alleggerire la situazione, si rivela portatore di un disagio non indifferente. È una scelta autoriale più che legittima, ma è anche un grosso limite all’ingresso per lo spettatore, che da subito è consapevole di stare guardando una serie che potenzialmente può mollare pugni allo stomaco a ogni sequenza. Come sempre, in questi casi, il rischio è che la scrittura finisca per indulgere in un estetismo del dramma, in cui specchiarsi e crogiolarsi, ma dopo un solo episodio non è possibile esprimere giudizi definitivi in merito. 

Si possono invece spendere senza problemi parole di elogio per Mark Ruffalo, che piazza una prova che potrebbe garantirgli un po’ di gloria nella stagione dei premi. La doppia interpretazione non è una novità, soprattutto negli ultimi anni, ma Ruffalo si segnala per la capacità di rendere in entrambi i ruoli. Dominic è un uomo sconfitto e disilluso, in cerca di una nuova fiammella che possa rianimarlo: è un uomo buono, schiacciato da sempre dalla responsabilità di dover badare al fratello, di doverlo difendere da tutto ciò che possa recargli danno. A livello di impatto, la performance più potente è ovviamente quella nei panni di Thomas, che si caratterizza per due esplosioni di violenza poste all’inizio e alla fine dell’episodio e che, agli occhi dello spettatore, sono ancora più forti per la sostanziale apatia in cui sembra galleggiare il personaggio nel resto della puntata.

I Know This Much Is True non è una serie semplice da guardare, perché sembra voler giocare per accumulo, stordendo lo spettatore e mettendolo spalle al muro di fronte alla quantità di tragedie a cui sta assistendo. Per questo motivo, il primo episodio è un dentro-o-fuori assoluto che, al netto del buon livello di scrittura e regia, dipende solo dal grado di sopportazione dello spettatore.

Perché guardare  I Know This Much Is True: perché Mark Ruffalo è eccellente

Perché mollare  I Know This Much Is True: perché è dramma su dramma su dramma

MiglioreNuoveSerie1



CORRELATI