9 Luglio 2020

Staged – Michael Sheen e David Tennant in una comedy su Zoom di Marco Villa

Staged è una comedy di BBC girata interamente su Zoom durante il lockdown, con due giganti come David Tennant e Michael Sheen

Cosa fare durante il lockdown. Una questione che ha toccato tutti. Se si è persone normali, la risposta è stata fare il pane o la pizza. Se invece si è artisti, la risposta è qualcosa come Staged. La sensazione di impotenza l’abbiamo provato in tanti, durante i mesi di isolamento forzato a casa per il Coronavirus: la sensazione di non poter perdere così tanto tempo senza fare niente o senza fare niente di soddisfacente per noi, al di là del lavoro. Certo, c’era la possibilità di recuperare libri, film e serie in arretrato da mesi, ma dopo qualche giorno emergeva il bisogno di trovare un modo per canalizzare in maniera costruttiva tutta quell’energia mentale che richiedeva uno sfogo. Staged è esattamente questo: la risposta di due numeri uno dello spettacolo britannico all’obbligo di fermarsi imposto dal Covid. 

Prodotta e trasmessa da BBC, Staged è una serie interamente realizzata da remoto su Zoom, formata da sei episodi di durata inferiore ai 20 minuti. Lo spunto è quello di portare avanti le prove di uno spettacolo interrotte dal lockdown, ma è davvero nulla più di un pretesto, perché tutta Staged vive del confronto continuo tra i suoi due protagonisti: Michael Sheen e David Tennant (se avete visto la serie, sapete che l’ordine dei nomi non è per nulla casuale). Non sono nomi che hanno bisogno di grosse presentazioni, perché sono tra i migliori della loro generazione, insieme a pochi altri, e la sola presenza fa sì che Staged parta con un credito enorme. Come detto, il punto di partenza sono le prove di una versione di Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, a cui Sheen e Tennant stanno lavorando con Simon Evans, regista che ha avviato il progetto prima della chiusura e ora spinge per non stare con le mani in mano, in modo da essere sul pezzo quando tutto ripartirà.

Dello spettacolo e delle prove, in realtà, ci interessa poco: quello che ci interessa è vedere Sheen e Tennant nelle rispettive finestre di Zoom, mentre parlano tra di loro, cazzeggiano, giocano e mettono in mostra tutte le proprie insicurezze e ansie. Si sa che gli attori difficilmente sono persone quadrate e sicure e Sheen e Tennant non sfuggono a questa teoria, dimostrando di riuscire a essere sul pezzo solo grazie alle amorevoli cure delle loro compagne, che in fondo li trattano in modo non molto diverso da quanto farebbero con dei bambini.



Direte: ok, ma cosa si vede in Staged? In Staged non si vede nulla, ma è un nulla fatto benissimo. I due protagonisti sono amici e si vede, hanno anche recitato insieme da poco in Good Omens e giocano in continuazione a punzecchiarsi su temi molto vari: quale nome mettere primo in cartellone, con Sheen che invoca l’ordine alfabetico e Tennant che confessa di stare meditando di tornare al suo vero cognome (McDonald) per passare davanti al collega; oppure Sheen che fa pesare all’amico il fatto di essere un punto di riferimento del teatro shakespeariano. Cose così, molto piccole, che forse non terrebbero in piedi una serie “normale”, ma che in questa veste diventano una delizia.

A questo aggiungete alcune guest star come Samuel L. Jackson e Judi Dench e il quadro si completa. Staged non è una serie improvvisata: si capisce che c’è una scrittura dietro (firmata sempre dal regista Simon Evans), ma si intuisce anche che ai due attori probabilmente è bastato avere qualche indicazione, perché non c’è mai la sensazione che stiano recitando una parte, quanto piuttosto che abbiano preso le loro peculiarità personali e le abbiano messe al servizio di un progetto. Perché in quei giorni di depressione, qualsiasi idea era un salvagente, per non parlare di idee belle come questa.

Perché guardare Staged: perché è un piacere guardare Sheen e Tennant divertirsi insieme

Perché mollare Staged: perché non sopportate più la visualizzazione a finestre di Zoom



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