7 Ottobre 2021

Ridley Road – BBC: una ragazza ebrea contro i nazisti di Sua Maestà di Marco Villa

Ridley Road riporta a galla una storia poco conosciuta: quella dei movimenti nazisti nella Londra del dopoguerra

Ridley Road, ovvero vedi alla voce: storie che sembrano incredibili e invece. 1962, la Seconda guerra mondiale è finita da meno di vent’anni, Londra è ancora segnata dalle conseguenze dei bombardamenti, eppure in giro si vedono inglesi che si considerano patrioti più di chiunque altro, portano in giro bandiere e cartelli con la svastica e pensano che in fondo Hitler sugli ebrei non aveva poi visto male. Tutto vero, incarnato da un politico come Colin Jordan, che sembra uscita da una serie distopica e invece è stato davvero un personaggio a suo modo rilevante del contesto politico e sociale inglese del dopoguerra.

È questo lo sfondo su cui si muove Ridley Road, serie in quattro parti di BBC, tratta dall’omonimo romanzo di Jo Bloom e adattata per la televisione da Sarah Solemani, attrice di lungo corso (Him & Her, ve la ricordate?, oltre che sceneggiatrice. La vicenda principale è quella di Vivien Epstein, diciottenne di Manchester che scappa da una famiglia di rigida osservanza ebraica per inseguire il suo grande amore a Londra. In città, scopre che il suo bel Jack in realtà si fa chiamare Peter ed è infiltrato sotto copertura nel Movimento Nazional-Socialista inglese. I nazisti di Sua Maestà, in pratica. Obiettivo: informare la comunità ebraica delle mosse dei militanti, per prevenirle ed evitare attacchi e potenziali stragi. Non sto a scendere nei dettagli di trama, ma imprevisti vari mettono in pericolo Jack detto Peter e Vivien è costretta a infiltrarsi a sua volta nel movimento di Colin Jordan per aiutarlo.

Quella di Ridley Road è innanzitutto una storia politica (quella legata al 62 Group, gruppo antifascista londinese), che vuole riportare a galla un fenomeno complesso e ai nostri occhi incomprensibile, ovvero l’esistenza stessa di un movimento dichiaratamente nazista in uno dei paesi che maggiormente avevano combattuto contro il nazismo. La strada scelta per raccontare questo mondo è l’adozione del punto di vista di una ragazza, che si ritrova schiacciata tra questa realtà, la tradizione religiosa in cui è stata cresciuta, il proprio sogno di diventare parrucchiera e una Londra che ancora non lo sa, ma è a tanto così dall’essere swinging.



È proprio questo il senso profondo di Ridley Road, che prende il nome da una via epicentro del movimento nazista britannico: un racconto di cambiamenti profondi, che non riguardano solo la protagonista, ma in senso lato una città, una nazione e un’intera comunità. Vivien è il mezzo per raccontarli, un ruolo di responsabilità, che l’esordiente Agnes O’Casey interpreta con misura e carisma. 

Ridley Road è una serie di livello, che aspira a entrare nel novero di quelle che hanno fatto grande la serialità di BBC nel corso degli anni. Non siamo però alle vette assolute e nel primo episodio qualcosa a tratti stona: troppo melodrammatiche le scene sentimentali, poco credibili quelle d’azione, anche se nel complesso la serie tiene, anche per merito di un contesto di fondo che sembra di finzione per quanto è preciso e potente. Una buona resa storica su un periodo poco conosciuto, una giovane attrice molto promettente, una lettura stratificata. Non sarà un capolavoro, ma poca roba non è.

Perché guardare Ridley Road: dai, l’ho detto nella riga qui sopra

Perché mollare Ridley Road: perché per ora non entra nell’olimpo delle migliori serie di BBC

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