11 Novembre 2021

Dexter New Blood – Un inizio molto dramma e molto diesel di Marco Villa

Dexter New Blood riparte dove finiva Dexter: in mezzo ai boschi e con un livello di dramma decisamente alto. Pure troppo.

Dexter New Blood, ovvero il ritorno di Dexter. Un evento che può essere affrontato in vari modi. Da un lato a livello di rapporto tra produzione e pubblico, con quest’ultimo unanimemente deluso a morte dalla fine dell’ottava stagione, che sarebbe dovuta anche essere l’ultima. Da un altro lato come evoluzione narrativa di un personaggio e del suo mondo, che viene riavviato a 15 anni dal primissimo episodio. Entrambe le letture hanno però un punto in comune, ovvero qualcosa che è andato storto.

Dexter New Blood o la nona stagione di Dexter, vedete un po’ voi, è arrivata su Showtime il e pressoché in contemporanea in Italia su Sky e NOW. Si riparte da dove avevamo finito, ovvero da un Dexter in camicionana di flanella in mezzo ai boschi, dopo la fuga da Miami e da tutti i cadaveri lasciati indietro, primo fra tutti quello dell’amatissima sorella Deb. La vicenda della nuova stagione ha inizio una decina di anni dopo la fine della serie principale: dieci anni in cui Dexter (sotto il falso nome di James) si è costruito una vita e una rispettabilità in mezzo ai monti. Lavora in un negozio di caccia e pesca, è fidanzato con la capa della polizia locale, fa balli di gruppo e non uccide da quando ha lasciato Miami. Non solo persone, nemmeno i cervi che caccia ogni mattina e che poi lascia scappare senza premere il grilletto.

Ovviamente sappiamo che la prima puntata sarà tutta una lenta discesa nel baratro, per incontrare nuovamente quel dark passenger che viene evocato in modo ironico dalla The Passenger di Iggy Pop che apre la puntata. Ecco, l’ironia: al di là della trama di puntata, che ha anche poco senso spoilerare, quello che salta subito agli occhi è che Dexter New Blood parte dagli stessi livelli di dramma dell’ottava stagione. Tra apparizioni dello spettro di Deb (che per Dexter è diventata una sorta di coscienza o un ulteriore passeggero, a voler essere filologici) e metaforone spiattellate (il già citato cervo simbolo di purezza e innocenza), l’episodio è carichissimo.



Talmente carico che, come ovvio contrappeso, il momento cruciale, in cui Dexter torna a tappezzare di teli le sue belle camere della morte, è presentato senza alcuna enfasi o costruzione drammatica. Una differenza talmente marcata da essere una vera e propria dichiarazione di intenti: la volontà era quella di raccontare un uomo che tiene a bada i suoi demoni, ma che finisce poi per cedere, come in tante dipendenze. Per il pubblico, però, l’esito è talmente chiaro dal minuto uno che l’intero processo narrativo è quasi un intralcio, per giunta piuttosto pesante. E a naso – ma potrei sbagliarmi – non era questo drammone interiore che i fan rimpiangevano. Il vero Dexter arriva a dieci minuti dalla fine, spazzando via tutto quello che c’è stato prima e con un serial killer all’orizzonte, visto che nella zona sono sparite diverse ragazze.

Ultima annotazione: tecnicamente Dexter New Blood può essere vista anche da chi non ha seguito tutta la serie precedente, ma a dirla tutta avrebbe davvero poco senso. Al di là delle logiche produttive, che ovviamente hanno guidato la scelta di rimettere in pista la serie, questo è anche un prodotto di fan service e quindi il pubblico principale è quello che tutto sa e tutto conosce. E non vedeva l’ora di un Dexter pronto a riempire di teli l’idillio (apparente) della sonnecchiosa Iron Lake. Perché quella è la vera sfida: rispetto a Miami, l’ambientazione montana e isolata cambia le carte in tavola.



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