3 Marzo 2022

L’Amica Geniale – Rai 1: la stagione più difficile di Marco Villa

Si è conclusa su Rai 1 la terza stagione de L’amica geniale, otto puntate come sempre impeccabili, ma più complesse delle precedenti

ATTENZIONE: SPOILER SU TUTTA LA TERZA STAGIONE

Forse il modo giusto per iniziare a parlare della terza stagione de L’Amica Geniale è farlo dalla fine, dall’ultima inquadratura. Quella che ci mostra l’attrice che interpreterà Lenù nella prossima stagione, ufficializzando un non-detto che risale al primo voice over di Alba Rohrwacher, ma soprattutto che ci mostra una Lenù sorridente, evento rarissimo da sempre, ma ancora di più in queste otto soffertissime puntate (disponibili gratuitamente su RaiPlay).

Il motivo del sorriso è tutto nel fatto che ad aspettarla, sulla poltrona di un aereo, c’è Nino Sarratore, quello che lei ha “amato fin da piccola” e che ora è al suo fianco, dopo aver fatto saltare due matrimoni. È questo sorriso a esplicitare un altro non-detto che caratterizza il personaggio di Lenù, ovvero l’origine di una insoddisfazione ormai strabordante. L’origine sembra arrivare tutta da quei giorni al mare di qualche anno prima, quando si instaurò il triangolo Lenù – Lila – Nino, a netto vantaggio degli ultimi due.

Partire con Nino e annunciarlo a Lila è il modo di Lenù per fare pace con la propria adolescenza, per quanto questa pace abbia tutto tranne i contorni del lieto fine. Il rapporto con l’adolescenza o meglio, con quello che sarebbe potuto essere vs. quello che è stato è uno dei grandi temi della stagione. Lo è per Lenù, che si ritrova frustrata da un matrimonio e da una esistenza che ha accettato, più che scelto. Suo marito Pietro, nonostante l’appartenenza famigliare e politica, si dimostra un padre di famiglia molto vecchio stampo, che si occupa esclusivamente del proprio lavoro e non lascia spazi fisici e mentali a sua moglie.

Simile la situazione di Lila, che occupa una parte quasi marginale di questa stagione de L’amica geniale, ma che vive in ogni episodio come fantasma che appare senza sosta nella vita di Lenù. Lila nel corso degli episodi compie un percorso duro, violento, che le permette di tirarsi fuori dalla situazione pesantissima in cui era finita, ma accettando quello che (in adolescenza, appunto) aveva sempre rifiutato persino di considerare, ovvero l’aiuto dei Solara.

Proprio il grande pranzo a casa del Solara minore rappresenta il momento di inversione per entrambe: dopo le difficoltà fisiche (e non solo) affrontate a inizio stagione, Lila è tornata in controllo della propria vita. Al contrario, Lenù da quel giorno inizia il proprio inesorabile crollo, che passa attraverso la complessa sopportazione del marito e trova liberazione nella storia con Nino.

Se Nino è l’elemento scatenante, la vera presenza occulta è quella di Lila: come detto, le due si vedono pochissimo, complice la distanza (non solo geografica) che Lenù ha messo tra sé e il rione. Quando torna è un elemento fuori contesto, in casa come nelle strade e, al di là dell’affetto rimasto, i suoi amici del tempo sono ormai pressoché degli estranei, che fanno le loro vite e che entrano nel quotidiano di Lenù solo quando accadono tragedie, come per la morte di Bruno Soccavo.

L’uccisione di Bruno è un altro momento che separa la Lenù di oggi da quella che era: Bruno faceva parte della spedizione a Ischia, era uno dei ragazzi con cui passavano le giornate in spiaggia ed è così che Elena lo ricorda, mentre è al mare con marito e figlie.

La terza stagione de L’amica geniale è forse la più difficile vista finora: Elena è assoluta protagonista, ma è una protagonista anomala, che quasi non agisce. Il suo personaggio è sempre stato determinato, ma anche in attesa degli eventi, capace di trarne il meglio più che di farli avvenire. Questa caratteristica si accentua nella terza stagione, che Lenù attraversa con impassibilità, testimoniata dallo sguardo sempre mesto di Margherita Mazzucco, forse messa in difficoltà da un personaggio dichiaratamente più adulto della sua interprete. Gli unici risvegli arrivano in contrapposizione al marito, come in occasione della visita di Pasquale e Nadia o nel tradimento che mette fine a tutto.

La storia di Lila è molto più laterale a livello di ingombri di tempo, ma il personaggio è tutt’altro che marginale: ogni volta che Lenù incontra qualcuno, il nome di Lila arriva in automatico, una sorta di promemoria che la etichetta come parte di un tutto e soprattutto sottolinea l’impatto che l’amica ha su chi incontra.

La maggiore difficoltà di questa stagione è tutta nella scarsità di eventi che la contraddistingue, ma “difficile” non ha per forza un’accezione negativa, anzi. L’Amica Geniale è e rimane una serie densa e carica di significati. Il passaggio di regia da Saverio Costanzo a Daniele Luchetti è stato nel segno della continuità, senza scossoni dal punto di vista visivo, né della direzione degli attori. Torniamo così all’inquadratura che chiude la stagione: L’Amica Geniale tornerà il prossimo anno per il gran finale, con una nuova coppia di interpreti, al posto di Margherita Mazzucco e Gaia Girace. Ancora non sappiamo chi affiancherà Alba Rohrwacher, ma fin qui il casting è sempre stato impeccabile, per tutti i ruoli. Ma del resto, L’amica geniale è impeccabile in generale, poco da aggiungere.



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