8 Maggio 2019 14 commenti

Gomorra – Il finale di stagione è rosso sangue di Marco Villa

Gomorra chiude un’altra stagione di livello assoluto

Copertina, On Air

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ATTENZIONE: SPOILER SULLA QUARTA STAGIONE DI GOMORRA

“Se guardiamo la locandina della prima stagione, siamo sopravvissuti solo io e Le Vele”. L’ha detto Salvatore Esposito ed è il modo più semplice per spiegare come Gomorra, anno dopo anno, sia diventata una serie in cui a comandare non sono i personaggi, ma il mondo in cui abitano. Abbiamo visto sparire due generazioni di malavitosi, alcuni che erano stati al centro della scena e altri che sembravano dovessero diventare i nuovi punti di riferimento nella narrazione, il tutto rispettando un’unica regola: nessuno è al sicuro. Nessuno tranne Gennaro Savastano e Le Vele, a quanto pare.

Come scrivevamo in occasione della premiere, la quarta stagione è stata un nuovo inizio, perché ha dovuto affrontare gli equilibri inediti dati dalla scomparsa di Ciro Di Marzio e dalla volontà di Genny di staccarsi dalla strada. Il finale di stagione è un ulteriore reset, che riporta proprio Genny al centro dei suoi vecchi traffici ed elimina un bel po’ di nomi dai titoli di testa del prossimo anno.

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L’ultimo episodio di Gomorra è senz’altro quello carico di uccisioni e colpi di scena, ma il vero punto di svolta della stagione arriva prima, per l’esattezza quando Genny Savastano arriva a tanto così dal farsi rimuovere chirurgicamente la cicatrice. È una faccenda che viene trattata con una certa attenzione ed è giusto che sia così, perché è il simbolo nemmeno troppo velato del fatto che il personaggio è pronto a mettere davvero una croce sul suo passato criminale.

Certo, da quel passato sono arrivati i fondi in grado di ripulirlo e renderlo un imprenditore e probabilmente i metodi intimidatori non li abbandonerebbe mai, ma comunque sarebbe un passo importante. Quando Genny rinuncia a sottoporsi all’intervento estetico ha già deciso come andrà a finire la faccenda di Secondigliano e quella dell’aeroporto. Deve passare attraverso momenti di confronto e di scontro, ma comunque ha già deciso. Per tornare in pieno in quel mondo, per tornare a essere Don Gennaro – come lo chiamano nel finale e come non lo chiamava nessuno da tempo – deve fare piazza pulita di chi ha preso il suo posto nel centro della scena. Quindi via i Levante – ottimi personaggi peraltro – e via anche Patrizia.

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Patrizia è la vera protagonista della quarta stagione di Gomorra: tutti ruotano intorno a lei, in difesa o in attacco e forse non poteva esserci altro finale che la sua morte, perché qualsiasi soluzione alternativa sarebbe stata in minore rispetto a quanto ha fatto vedere in questi dodici episodi. Episodi attraversati con un senso di colpa gigantesco, con la responsabilità sulle spalle, ma anche con una sostanziale maledizione autoinflitta che non le permette mai di raggiungere la felicità.

La morte di Patrizia è anche la morte di Genny come l’abbiamo conosciuto finora: per lui inizia la clandestinità, inizia il vero confronto con la giustizia. E veniamo qui all’altra novità di stagione: per la prima volta, lo Stato ha un volto. Non è più una figura che agisce nell’ombra compiendo retate o poco più. Adesso abbiamo un personaggio che ci mette la faccia nel suo essere antagonista del boss di Secondigliano e – scusate – ma questa è una svolta vera, in una serie in cui le forze dell’ordine non si sono mai viste.

La quinta stagione è già stata confermata: Gomorra diventa sempre più la produzione originale bandiera di Sky, allargandosi anche al cinema con lo spin-off dell’Immortale dedicato a Ciro di Marzio, interpretato e diretto da Marco D’Amore. Non che ne fosse bisogno, ma sono tutti segnali della forza e della vitalità di questa serie.

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