2 Luglio 2010 1 commenti

La Scala di Harper di Marco Villa

Con questo post, Serial Minds introduce uno strumento indispensabile per orientarsi nell’affollato mondo delle serie televisive.
Si tratta della Scala di Harper, detta volgarmente Harperometro.
Va da sé che noi preferiamo utilizzare la dicitura corretta.
La Scala di Harper rileva se una serie presenta uno o più elementi che la possono ricondurre a Harper’s Island, ovvero l’emblema delle serie cacatone – quelle, per intenderci, che pur essendo improponibili non si può fare a meno di guardare.

Ma entriamo nel dettaglio.
Il funzionamento della Scala di Harper è molto semplice.
Una serie può avere valore tra 0 e 5 sulla Scala in base ai seguenti indicatori:

– Presenza di personaggi femminili giovani e avvenenti per i quali si prefigura un destino infausto, simile a quello delle protagoniste di un teen horror
– Ambientazione in una quieta cittadina della provincia americana, di quelle in cui tutti si conoscono. Il modello, in questo caso, è Cabot Cove (e quanto sarebbe bello un horror slasher in cui il maniaco fosse il dottor Seth Hazlitt)
– Presenza di un cattivo (meglio se assassino) che in passato ha terrorizzato la quieta cittadina
– Presenza di personaggi che muoiono in modo fantasioso
– Presenza di un personaggio bizzarro dal forte accento inglese
– Numero Jolly: attori cani

Se tutto questo può sembrarvi inutile, capirete presto di avere ragione ma anche di non potere fare a meno della Scala di Harper.

Solo 1 commento a La Scala di Harper

  1. OdO ha detto:

    GENIALE. Vi amo.



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