5 Luglio 2010 1 commenti

5 ragioni per il fallimento di Flash Forward – parte 2 di Marco Villa

Ovvero come spreco in modo idiota l’idea più bella degli ultimi anni

Per i più distratti, la prima parte è qui.
Per quelli avanti, si prosegue con il punto 4.



4. La trama verticale

Flash Forward ha uno sviluppo prettamente orizzontale: le vicende non si concludono nel singolo episodio, ma si dipanano lungo tutta la durata della stagione. Le serie americane, però, insegnano che non si può puntare esclusivamente su questa dimensione, soprattutto se si vuole fare un prodotto che miri a un pubblico vastissimo. È necessario unire queste due direzioni: ogni puntata deve portare avanti di un passo verso la risoluzione finale, ma deve anche offrire il contentino della soddisfazione immediata all’interno di qualche sottotrama.
Ecco, questo doppio binario è mancato. O meglio, ci hanno provato, ma solo in pochissimi casi sono riusciti a creare racconti interni interessanti. A memoria, ricordo la puntata sugli assassini della mano blu e nient’altro. Il risultato è stato qualcosa di letale.

5. La trama orizzontale

Il cuore del problema: l’avanzamento sconclusionato della trama principale.
In occasione del primo stop produttivo, intorno a novembre e in occasione dell’undicesimo episodio, c’era la sensazione che gli sceneggiatori non sapessero che direzione prendere. La lunga pausa invitava a sperare in qualche miglioramento, ma si è rivelata deleteria. Arrivati a una manciata di puntate dalla conclusione, la serie è andata letteralmente in vacca. E da quel momento non solo non si sono più avute risposte sulle questioni aperte in precedenza, ma sono stati anche introdotti nuovi interrogativi che – palesemente – non sarebbero mai stati soddisfatti.
Due esempi su tutto.
La sottotrama dell’Afghanistan, interessante e avvincente quanto assistere allo scioglimento di un Cornetto Algida sotto il sole di novembre. Perché se fosse sotto il sole di ferragosto sarebbe più interessante, senza dubbio.
E poi l’invenzione di un fantomatico capo dei cattivi a tre puntate dal termine e il suo arresto un quarto d’ora dopo.
Ma volendo si possono mettere insieme molte altre nefandezze: i corvi, lo zio spione ucciso dallo scienziato, l’accento inglese dell’altro scienziato, la morte prematura di D. Gibbons, la terrorista arrestata il giorno del blackout, il vecchio nazista, il figlio autistico che risolve l’equazione.
And  counting.
Tragicamente.

Solo 1 commento a 5 ragioni per il fallimento di Flash Forward – parte 2

  1. Seylin ha detto:

    Ciao, sto giusto rivedendo la serie. L’unica cosa che mi trova d’accordo è la critica al cast. Eppure, nel loro essere sbagliati, si inseriscono senza problemi nel quadro generale. Perché Mark deve fare il tizio sempre depresso che però spacca i culi. Perché Demetrio deve fare il tizio che si gode la vita finché oh cacchio, la morte esiste. E perché Olivia deve fare la deficiente indecisa come una adolescente.
    La trama, gli episodi e avvenimenti affastellati uno sull’altro sono il modo perfetto per mettere lo spettatore nella stessa sensazione di confusione che attraversa i protagonisti.

    Questo almeno è il mio parere, io continuo ad amarla come se fosse la prima volta che la vedo (ma credo sia la terza in effetti)



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