30 Agosto 2010 1 commenti

Sons of Anarchy 3 – L'atteso ritorno dei figli dell'anarchia di Diego Castelli

Che bello tornare dalle vacanze (come no…) e buttarsi nella tempesta telefilmica autunnale!

Visto che a breve saremo sommersi, vorrei togliermi subito lo sfizio di parlare di un telefilm che mi sta molto a cuore, la cui terza stagione parte negli States il 7 settembre prossimo.

Mi riferisco a Sons of Anarchy, chicca di FX creata da Kurt Sutter, un tizio curioso e brutto a vedersi, già sceneggiatore di vari episodi di The Shield. Quando gli hanno dato carta bianca, Sutter ha puntato tutto sulle sue passioni, che evidentemente erano i motori, le storie maschie e i personaggi cazzuti dall’anima contorta.
I Sons of Anarchy sono appunto una gang di motociclisti di Charming, profonda provincia californiana. Ma non sto qui a raccontarvi due anni di roba, tanto siete capaci di andare su wikipedia.

Vi dirò invece perché dovreste recuperare e amare questa serie (in Italia, tra parentesi, è passata su FX). Al di là di una gradevole atmosfera fatta di sparatorie, donnacce discinte, scene sanguinose e moto cromate, Sons of Anarchy nasconde una straordinaria forza narrativa, tutta basata sulle tensioni dentro e tra i personaggi. Uno splendido drama, mascherato da semplice action-movie. Il protagonista, Jackson ‘Jax’ Teller, vicepresidente del club e figlio del defunto fondatore, accarezza l’idea di abbandonare il traffico illegale di armi per rendere i Sons più rispettabili. Ma non pensate a un delinquente pentito che si batte contro gli ex compari in nome della giustizia. Niente di così scontato. La bellezza di Sons of Anarchy sta proprio nel mostrarci un gruppo di uomini che sono a tutti gli effetti criminali, ma che non è possibile condannare. Commerciano in mitra, con cui si ammazzano tra di loro i teppisti, ma si battono contro la droga, che corrompe gli innocenti. Complottano e si tradiscono nel peggiore dei modi, ma sempre con in testa un ideale di famiglia, amicizia e onore. Mettono sotto qualunque autorità governativa, ma sono pronti a dare la vita per la donna che amano. Sono eroi moderni, pieni di luci e ombre, sviscerati e rivoltati da una storia scritta con impressionante maestria, modellata in un crescendo di forza dirompente. Ho bevuto episodi su episodi di questo affare, trangugiando chili di unghie.

Tutto intorno a questa simil-faida familiare – tra mamme tatuate che proteggono i figli a morsi, vecchie fidanzate malinconiche che tornano a far battere il cuore e truzzoni sudati amanti delle battone – c’è un certo sapore da western crepuscolare, un profumo di cose speciali andate perdute e di cose altrettanto importanti ancora da scoprire.

Adoro questa serie. Adoro il faccione subdolo di Clay (Ron ‘Hellboy’ Perlman), la determinazione di Gemma (Katey Sagal, moglie di Sutter nella realtà), la forza silenziosa di Tara (Maggie Sniff), il capello biondo e unto di Jax (Charlie Hunnam), l’amicizia sporca e dannata che lega tutti ‘sti debosciati.

A guardare Sons of Anarchy viene voglia di rombare via, in sella a una moto, capelli al vento. Certo, se avessi una moto. E se avessi i capelli…

Il trailer della terza stagione
[youtube YmuLQVetvyg]

Solo 1 commento a Sons of Anarchy 3 – L'atteso ritorno dei figli dell'anarchia

  1. Succiacapre ha detto:

    A guardare OZ viene voglia di farsi degli amici in galera, purtroppo pur essendo una serie enorme (seminale di roba come The Wire, Law&Order SVU, Dexter e tante altre debitrici di varia qualità) resta sublime fiction.



CORRELATI