22 Settembre 2010 3 commenti

Hawaii Five-0 di Diego Castelli

La nuova serie di CBS preferisce andare sul sicuro: muscoli, proiettili e donnine in abiti succinti!

“What kind of cops are you?”
“The new kind”

Riassumiamo con una battuta del pilot l’esordio di Hawaii Five-0, serie poliziesco-surfista di CBS, remake della vecchia Hawaii Five-O (con la o, invece che con lo zero). Roba del ’68, che non ho visto, quindi non sperate in qualche paragone filologico, che non è proprio il caso.



Due-info-due: Steve McGarrett (Alex O’Loughlin, già vampiro cuccioloso in Moonlight), tenente della marina tirato su a testosterone pucciato nel latte, torna nelle Hawaii dove è cresciuto per dare la caccia all’assassino di suo padre. Qui incontra il governatore dello stato (il cinquantesimo, da qui il “five-0” del titolo), che lo convince a formare una task force anti-crimine efficace e dai modi spicci. Steve accetta e recupera tre alleati: Danny “Danno” Williams (Scoot Caan), sbirro divorziato, trasferitosi alle Hawaii per stare vicino alla figlioletta; Chin Ho Kelly (Daniel Dae Kim, che malgrado la fine di Lost non riesce proprio ad “abbandonare l’isola”), ex poliziotto ingiustamente accusato di corruzione; e infine Kona Kalakaua (la bellissima Grace Park, per la gioia dei fan di Battlestar Galactica), cugina di Chin Ho, fresca diplomata all’accademia con tanta voglia di farsi valere.

Inutile girarci intorno: Hawaii Five-0 è una serie maschia e per maschi. Tutta sparatorie, inseguimenti, spiagge, bikini ridottissimi, avambracci grossi come cosce, maschi pompati che si beccano ma che in fondo si rispettano perché riconoscono nell’altro la capacità di uccidere i cattivi. E’ evidente che il concept, al di là dell’essere un remake, è di una banalità sconcertante, quindi l’interesse è tutto per l’azione e le battute ad effetto. E fortunatamente la realizzazione tecnica è gagliarda: buona la regia, buona la costruzione dei personaggi, buono il ritmo del montaggio e gli effetti speciali, buono il carisma degli interpreti. Una serie liberatoria, per certi versi: finalmente O’Loughlin si è tagliato i capelli, finalmente Daniel Dae Kim può parlare senza accento, e finalmente vediamo Grace Park quasi sempre seminuda. E son soddisfazioni.

La grande incognita riguarda il futuro: quant’è costato il pilot? E quanto è rimasto per i prossimi episodi? Se il livello rimane questo, abbiamo per le mani una bella serie scacciapensieri, poco intellettuale ma tamarra al punto giusto. Senza contare che alcune trame orizzontali potrebbero portare un interessante sviluppo dei personaggi.
Se però già dal secondo episodio il livello tecnico calasse, accumulando stanchi scontri a fuoco dietro ripari di polistirolo, senza manco una bella esplosione o una macchina costosa che si accartoccia, allora verrebbero meno molti dei motivi per seguire questa serie. Oh, a meno che non riducano ancora i costumi di Grace Park. Perché in quel caso andrei avanti…

Previsioni sul futuro: la squadra metterà in galera o sottoterra un sacco di criminali, e temo che la faccenda della morte del padre di Steve non sia ancora del tutto chiusa…
Perché guardarlo
: siete maschi.
Perché mollarlo
: siete femmine.

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