20 Ottobre 2011 4 commenti

Against The Wall – Il poliziesco che assomiglia a New Girl di Marco Villa

Avete presente gli affari interni? Ecco.


A volte certe cose sono nell’aria. Capita che, a distanza di pochi mesi, si ascoltino canzoni che parlano delle stesse cose provenire da gruppi diversi e magari anche lontani, così come capita che registi differenti dirigano lavori che affrontano tematiche simili. In alcuni casi è semplice coincidenza, in altre un’espressione di come lo spirito del tempo lavori su chi fa prodotti culturali, in altre ancora è frutto di uno studio accurato di un target e di un pubblico ancora poco intercettato. Poi, certo, c’è l’opzione plagio, ma richiede che passi diverso tempo tra un prodotto e l’altro, soprattutto se si parla di televisione.

Una cosa del genere è accaduta con Against The Wall e New Girl. La seconda è la comedy più interessante partita quest’anno e va in onda su Fox, il primo è un poliziesco iniziato il 31 luglio su Lifetime. Due descrizioni che sembrerebbero allontanare in modo pesante i due titoli, se non fosse che, al di là del genere, hanno lo stesso tono.

Against The Wall racconta la storia di Abby Kowalski, poliziotta di Chicago che, dopo cinque anni di pattuglia per le strade, riesce a diventare detective. In quel momento, però, l’unico posto da detective disponibile è negli affari interni. Pur di non tornare di pattuglia, Abby decide di accettare, nonostante sappia di attirarsi addosso le ire dei colleghi e della famiglia, che lavora al 99% in polizia.

Di sé è già interessante il fatto di rendere protagonista un personaggio che, di solito, appare sempre come nemico e sempre dipinto come uno stronzo: i detective degli affari interni sono quelli che indagano sulle malefatte dei loro colleghi e sono rappresentati nell’immaginario televisivo e cinematografico come dei poliziotti mancati, dei frustrati che se la prendono con chi fa il proprio dovere. Il caso telefilmico più celebre è forse quello del detective Jon Kavanaugh di The Shield, interpretato da un enorme Forrest Whitaker.

Tutto poi assume caratteri di ulteriore interesse per il tono che caratterizza la serie. Siamo su un canale femminile, abbiamo un dramma famigliare dietro l’angolo: logico aspettarsi toni pesanti e grandi pianti e angosce. E invece Against The Wall ha un tono di leggerezza assoluta e saltella tra una situazione e l’altra seguendo tutte le cazzate di Abby. Come la Jess di New Girl, Abby canticchia in continuazione, è goffa, inciampa, fa cadere cose e ha l’aria di chi pare sempre essere capitato lì per caso.

A differenza di Jess, però non è una totale sfigata: è una che sa fare il suo lavoro – in un ambiente pure molto ostico e poco femminile – e si gestisce alla grande la sua vita sessuale all’insegna del friend with benefit (quello vero, non quella brutta roba della serie). Differenze sostanziali, queste, ma che non cambiano il quadro generale, caratterizzato da una vivacità – anche nei dialoghi – rara da trovare in un poliziesco.

Se abbiamo detto che New Girl vale perché è fresca, ovvio dire che Against The Wall vale altrettanto perché ancora più fresca, dal momento che non è una comedy, ma ne trasporta certi toni in un contesto crime. Sorprende piuttosto che vada in onda su un canale marginale, perché meriterebbe ben altre emittenti.

Previsioni sul futuro: un poliziesco leggero o una comedy con tinte drama. La verità sta nel mezzo, così come nel mezzo starà il peso di casi di giornata e continuity orizzontale.

Perché seguirlo: perché è fresco. è divertente e apre una finestra su un dipartimento – quello degli affari interni – normalmente dipinto solo di passaggio e con colori tutt’altro che brillanti

Perché mollarlo: perché siete affezionati agli stereotipi e voi gli affari interni li volete cattivi e con l’alito che puzza di aglio. E perché le musiche sono da voltastomaco.



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